Natale 2017, 2018 e 2019 - Data e origini

Ricordi di Natale 1951
Ricordi di Natale 1951 (Ferruccio Zanone / CC-by-sa)

Date di Natale

Natale è prevista alle seguenti date:

  • lunedì 25 dicembre 2017
  • martedì 25 dicembre 2018
  • mercoledì 25 dicembre 2019

La data è fissa, ogni anno ha luogo il 25 dicembre.

Origine di Natale

Questa parola è di derivazione latina ed è la traduzione di Natalis dies, il giorno di nascita.

Nella tradizione romana indicava il giorno di nascita di un individuo e i suoi compleanni. E non solo. Era usato, infatti, anche per indicare il giorno della fondazione di una città e l'anniversario di questa. Il più importante secondo la tradizione latina era il Natalis Solis Invicti, ossia la festa del dio sole. Il solstizio d'inverno nel vecchio calendario Giuliano cadeva il 25 dicembre e celebrava le nozze della notte più corta con il giorno più lungo. Il solstizio d'inverno è un momento di passaggio ciclico considerato nell'antichità magico e drammatico.

Con l'avvento del Cristianesimo, tuttavia, la celebrazione pagana venne sostituita con quella della nascita di Gesù Cristo (è importante sapere, infatti, che in nessuno dei Vangeli è indicato il 25 dicembre come anno della nascita del Salvatore).

All'epoca Babilonese, nel 3000 a.C. circa veniva festeggiato il Dio Mitra, identificato come Sole Invictusdai militari romani tra cui si diffuse molto, si incarnò nascendo da una donna vergine nel solstizio d'inverno, fu adorato dai pastori, ebbe dodici discepoli, fu ucciso da una lancia che trapassò il suo costato, e risorse dopo tre giorni. Oggi il Natale e il Capodanno rappresentano due differenti ricorrenze di cui la prima viene festeggiata il 25 Dicembre, l'altra il 1° Gennaio1.

Originaria dalla città siriana di Emessa, la divinità di El-Gabal fu rinominata a Roma Deus Sol Invictus Dio Sole invitto, cioè invincibile, non vinto, che trionfa sulle tenebre. Con la morte violenta dell'imperatore Marco Aurelio Antonino (alto sacerdote del dio sole di Emesa) del 222 questo culto cessò di essere e L'imperatore Aureliano istituì il Dies Natalis Solis Invicti il 25 dicembre 274, si ispirò proprio al Deus Sol Invictus ed alla sua festa nella città di Emessa, festa che cadeva il 25 dicembre. Emesa diede tre imperatori a Roma. Molti particolari lasciano intendere che il culto del Sole di Emesa fosse di origine araba, di nomadi beduini: la presenza di una pietra cultuale, i nomi delle dinastie reali, l'evirazione del sommo sacerdote, il divieto di mangiare carne di maiale. Altre teorie sostengono la provenienza di questo culto dall' egiziana città di Heliopolis o dalla mesopotamica Babilonia, sempre in un epoca antecedente al 1400 a.C.

Quindi, nel timore che i nuovi culti ostacolassero la diffusione del cristianesimo, la Chiesa romana stabilì in quella stessa data la ricorrenza della nascita di Cristo, agevolando di fatto confluenze e sincretismi tra riti pagani e festività cristiana. La data del 25 dicembre fu scelta per distogliere i romani dall'idolatria dei culti di Mitra e del sole, ma prese una così grande importanza, nei secoli successivi, che presto il 25 dicembre divenne il primo giorno dell'anno liturgico. Questo fino al XI secolo, quando fu aggiunto al ciclo del Natale il periodo dell'Avvento, che da allora segnò il nuovo inizio dell'anno liturgico cristiano.

Il ciclo dei dodici giorni, composto da quelli compresi tra Natale e Capodanno – era un periodo di sospensione dal quotidiano e di inversione e rovesciamento dei ruoli, quindi anche di rafforzamento dei tabu. […] Nei Saturnali così come nel culto a San Nicola la ricorrenza solstiziale segnala una presenza della morte che si esorcizza nell'elargizione di offerte di doni ai bambini in ragione della loro posizione presociale e pre-iniziatica2.

Natale ha anche origini ebraiche: Le origini ebraiche della festa sono chiaramente dovute al fatto che tutta la religione cristiana nacque da quella ebraica. Nell'Antico Testamento si fa infatti riferimento alla venuta di un messiah, che in ebraico significa l'annunciato, e nella Bibbia si riferisce ai re di Israele. Quando fu annunciata la nascita di Gesù Cristo, alcuni ebrei interpretarono la cosa come l'avvento di una nuova fase nella vita dei credenti ed iniziarono a riferirsi a Cristo come al Messia per antonomasia. Da questo nacque la scissione tra la religione ebraica, che non riconobbe in Cristo un messia, e la nascente religione cristiana, che fece del messia e del suo messaggio di pace il centro delle sue credenze3.

Per la comunità cristiana, anche se La data effettiva della nascita di Gesù è sconosciuta4, il Natale è indissolubilmente associato alla nascita di Gesù Cristo.

Tradizioni e simboli di Natale

In molti luoghi del mondo, il Natale è festeggiato con tradizioni tipiche che si sono andate sviluppando nei secoli, spesso assorbendo e integrandosi con elementi specifici della cultura locale.Il presepe, l'albero di Natale e lo scambio dei regali sono le tradizioni natalizie più diffuse al mondo.

Il preseppe

La parola presepe deriva dal latino e significa mangiatoia, cioè il luogo dove Gesù fu deposto appena nato». II primo presepe fu realizzato da San Francesco a Greccio, un paesino vicino ad Assisi, Egli volle rappresentare la scena della natività affinché tutti, anche i più umili, capissero il significato profondo di quell'evento, La notte di Natale del 1223 Francesco allestì un presepe vivente dentro una grotta: Gesù, Giuseppe e Maria erano interpretati da persone vere, così come erano veri il bue e l'asinello. La gente arrivò alla grotta in processione e rimase senza parole: sembrava proprio di essere a Betlemme davanti alla Sacra Famiglia. Il presepe allestito da Francesco piacque talmente tanto che in breve tempo l'usanza si diffuse in tutto il mondo cattolico, Nel corso dei secoli statuine di legno, di terracotta e di cera sostituirono le persone in carne e ossa e la semplice scena della natività si arricchì di elementi paesaggistici e di tanti altri personaggi5. Il Presepe Napoletano è da considerarsi quello che, storicamente ed artisticamente parlando, ha espresso tutta la bravura, la vitalità, la fantasia e l'estro del popolo partenopeo. Profondamente diverso dal Presepe tradizionale, in cui la scena si svolge seguendo fedelmente i passi del Vangelo relativi alla nascita di Gesù e ambientato a Betlemme, il Presepe Napoletano è ambientato nella Napoli del '700 e i volti, le attività e i costumi rispecchiano il volto di una Napoli affollata, vitale e variopinta.

L'Albero di Natale

Che potremmo anche soprannominare l'Albero della Vita, infatti quest'albero è spesso simbolo di vita (e talvolta anche di morte) era diffuso in tutte le culture e in tutte le epoche, anche molto prima della nascita del cristianesimo. Un pino infiammabile perché resinoso, che una volta all'anno, in una festa apposita, veniva bruciato come simbolo e ricordo dell'apparizione sulla terra d'una gran luce straordinaria. Anche nella cultura cristiana l'albero è presente fin dall'inizio e si mescola spesso con il candelabro. Sembra che l'albero di Natale, così come viene usato oggi, sia nato a Tallinn, in Estonia nel 1441, questa usanza venne poi ripresa in Germania: una cronaca di Brema del 1570 racconta di un albero che veniva decorato con mele, noci, datteri e fiori di carta. Una cronaca di Strasburgo annota nel 1605: Per Natale i cittadini si portano in casa degli abeti Dannenbaumen nel tedesco dell'epoca, li mettono nelle stanze, li ornano con rose di carta di vari colori, mele, zucchero, oggetti di similoro. Un'antecedente dell'albero potrebbe essere l'antico rito pagano di portare in casa, prima del nuovo anno, un ramo beneaugurante. Nel Medioevo si diffonde la tradizione degli Adam und Eva Spiele che prevedevano la ricostruzione nelle chiese dello scenario del paradiso in terra. All'inizio, i cattolici la consideravano un uso protestante e solo nel '900 questa tradizione si diffuse anche nel mondo cattolico. Ultimamente, l'albero e molte volte, non è più l'abete, ma un sostituto di plastica, più o meno verosimile. Le candele di cera sono diventate delle luci elettriche e le mele delle palline di vetro o plastica6.

Natale a Roma : Il Colosseo a Natale
Natale a Roma: Il Colosseo a Natale Luca Conti / CC-by

Lo Scambio dei regali

Lo scambio dei regali a Natale ha origini antichissime. Questa usanza era già diffusa presso i Romani, che si scambiavano i doni durante i Saturnalia, la festa in onore del dio Saturno. La tradizione risale addirittura a Romolo che, dopo la costruzione delle mura, ricevette in dono un fascio di ramoscelli, raccolto in un bosco sul monte Velia e decise di inserire lo scambio di doni fra i costumi dei Romani. Sempre tra i Romani, lo scambio dei regali deriva anche dal culto dei Lari. Infatti, i bambini durante i Sigillaria (dal nome sigillum, ovvero statuetta) dovevano mettere in ordine le statuette e abbellirle con muschio o con ornamenti floreali. La famiglia romana si scambiava come dono le statuette e i bambini ricevevano dai genitori pupazzetti di pasta dolce o marzapane.

Babbo Natale

La figura folkloristica legata al Natale è Babbo Natale (più tardi nel calendario arriverà la Befana): Babbo Natale altro non è che un personaggio fantastico. Ma tale affermazione non è del tutto vera. Babbo Natale, o almeno un personaggio molto simile è realmente esistito; si tratta di San Nicola. Nato a Patara, in Turchia, da una ricca famiglia, e fu vescovo di Myra, in Lycia. Quando morì le sue spoglie, o le presunte tali, vennero deposte a Myra fino al 1087. In quest'anno infatti vennero trafugate da un gruppo di cavalieri italiani travestiti da mercanti e portate a Bari dove sono tutt'ora conservate e di cui divenne il santo protettore. Negli anni che seguirono la sua morte, si diffusero numerosissime leggende. Una tra le più famose e confermata da Dante nel Purgatorio (XX, 31-33) è quella delle tre giovani poverissime destinate alla prostituzione. Nicola, addolorato dal pianto e commosso dalle preghiere di un nobiluomo impossibilitato a sposare le sue tre figlie perché caduto in miseria, decise di intervenire lanciando per tre notti consecutive, attraverso una finestra sempre aperta dal vecchio castello, i tre sacchi di monete che avrebbero costituito la dote delle ragazze.

La prima e la seconda notte le cose andarono come stabilito. Tuttavia la terza notte San Nicola trovò la finestra inspiegabilmente chiusa. Deciso a mantenere comunque fede al suo proposito, il vecchio dalla lunga barba bianca si arrampicò così sui tetti e gettò il sacchetto di monete attraverso il camino, dov'erano appese le calze ad asciugare, facendo la felicità del nobiluomo e delle sue tre figlie. In altre versioni posteriori, forse modificate per poter essere raccontate ai bambini a scopo educativo, Nicola regalava cibo alle famiglie meno abbienti calandoglielo anonimamente attraverso i camini o le loro finestre.

Secondo altre leggende, questo santo sarebbe entrato in possesso di un oggetto mitico, il Sacro Graal, che, oltre ad essere responsabile della sua capacità di produrre in abbondanza da regalare, fu anche causa del trafugamento delle sue spoglie per volere di papa Gregorio VII. In ogni caso San Nicola divenne nella fantasia popolare portatore di doni, compito eseguito grazie ad un asinello nella notte del 6 dicembre (S. Nicola, appunto) o addirittura nella notte di Natale. Il nome olandese del santo, Sinter Klass, venne importato in America dagli immigrati come Santa Claus, la cui traduzione in italiano è solitamente Babbo Natale. Oggi, però, Babbo Natale ha perso ogni connotazione religiosa e grazie all'inventiva dei pubblicitari di una nota bevanda, la Coca-Cola, statunitense divenne il vecchietto vestito di rosso che conosciamo. Negli USA è addirittura nata un'associazione che sostiene la sua esistenza e ne ricerca le prove, la Institute of Scientific Santacluasism.

I Natali più particolari nel mondo

Tra le tradizioni più particolari, ricordiamo quella del Tió de Nadal o Ciocco di Natale in Catalogna, è un personaggio mitologico catalano a forma di Tronco8.

La vigilia di Natale, in Russia, una fanciulla-elfo, vestita di bianco, viaggia su una slitta andando di casa in casa. I bambini le dedicano i loro canti i Kolyadae lei ricambia con le feste di Natale.

In Repubblica Ceca la Vigilia di Natale è un momento molto atteso dalle single di tutto il Paese. Le ragazze in cerca di fidanzato danno le spalle alla porta e gettano una scarpa sopra la testa. Se la calzatura atterra rivolgendo la punta verso la porta, la fortunata si sposerà entro l'anno; nel caso contrario ci sarà ancora da pazientare parecchio.

Feste religiose

Effemeridi

Venerdì 26 Maggio Settimana 21 | Beda ALuna nuova

Le effemeridi sul tuo sito? Integra il nostro widget con soli 2 clic!