Capodanno 2017, 2018 e 2019 - Data e origini

Capodanno in Napoli, 2011
Capodanno in Napoli, 2011 (josefgrunig / CC-by-sa)

Date di Capodanno

Il Capodanno è prevista alle seguenti date:

  • domenica 1 gennaio 2017
  • lunedì 1 gennaio 2018
  • martedì 1 gennaio 2019

La data è fissa, ogni anno ha luogo il 1 gennaio.

Natale è appena trascorso, non si è ancora finito di digerire i lauti pranzi e le sfarzose cene Natalizie, che già si vede all'orizzonte un'altra data importante: Capodanno, nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio.

Origini di Capodanno

Capo d'anno in italiano, letteralmente Il primo giorno dell'anno, New Year's Eve in inglese per l'ultima notte dell'anno in italiano, Jour de l'An in francese per Primo giorno dell'anno in italiano oppure passagem de ano in portoghese per passaggio al nuovo anno, c'è in questa festa, e dapperttutto nel mondo, la stessa idea di passaggio dal vecchio al nuovo.

Tutte le società umane, quando il ciclo stagionale si ripete, celebrano i riti per l'inizio di un nuovo anno: si assiste così a una nuova origine del mondo, a una sorta di rinascita della natura e degli uomini.

In realtà questa festa, contrariamente a quello che si potrebbe pensare, ha molto a che vedere con la religione pagana.

Pare che il Capodanno versi le sue origini in Mesopotamia, sin dai remoti giorni del secondo millennio a.C. i mesopotamici credevano che l'universo fosse venuto all'esistenza dopo una violenta lotta fra il loro dio Marduk e la dea dei caos Tiamat. La vittoria andò a Marduk, il quale, con la violenza, impose l'ordine sul caos. Ogni anno l'impresa era ricordata.

Si trovano cenni alla celebrazione del Capodanno anche tra gli antichi Egizi. Qui la protagonista diveniva Hathor, la dea dell'amore e della gioia, della musica e della danza. Il tripudio che seguiva era un pretesto per darsi a una vera e propria orgia, e il giorno si terminava fra canti e vino.

Celebrazioni per il nuovo anno erano presenti anche nelle civiltà indo-iraniane, la festa era incentrata sull'uccisione di un drago da parte di un eroe divino.

Poi, nel 191 a.C. il capodanno fu fissato dai Romani il 1° gennaio. La mezzanotte è il momento culminante dei festeggiamenti per l'ultimo dell'anno e l'inizio del nuovo. Il mese di gennaio era sacro a Giano, (da qui mese di gennaio jannuarius) non a caso 'dio di tutti gli inizi', come lo chiama Ovidio. Egli proteggeva le entrate e le uscite e, simbolicamente, anche l'anno che se ne andava e quello che arrivava. Per questo motivo era rappresentato come bifronte, con un volto barbuto e anziano e uno giovane. A questa divinità i sacerdoti offrivano farro e una speciale focaccia, chiamata ianual, fatta di formaggio, farina, uova e olio cotta al forno, per propiziare l'anno entrante. Quello stesso giorno i romani usavano invitare a pranzo gli amici, scambiarsi vasi di miele con datteri e fichi come augurio di fortuna e felicità.

Anche in questo caso, l'inizio dell'anno nuovo assumeva un significato religioso mescolato però a una sregolatezza e a festeggiamenti sfrenati in onore di questa divinità romana.

Il dio che si celebrava in chiusura dell'anno era però Saturno: durante la festività dei Saturnalia di dicembre i padroni cucinavano per gli schiavi e servivano loro suntuosi banchetti. Era il periodo dei contrari, con i servi nel ruolo dei padroni, le donne in quello degli uomini, i bambini al posto degli adulti. Semel in anno licet insanire una volta l'anno è lecito impazzire: erano le eccezioni che confermavano le regole, perché ogni cosa nei giorni seguenti potesse andare avanti come prima.

La funzione di custode delle porte che aveva anticamente Giano si è curiosamente trasferita nella figura di San Silvestro, guarda caso santo festeggiato proprio il 31 dicembre. San Silvestro fu incoronato papa dall'imperatore Costantino. Finì il suo pontificato tra il 314 e il 335, periodo molto importante per la chiesa, perché successivo all'editto di Milano con cui l'Impero accettava la religione cristiana. Sembra poi che il Santo abbia battezzato l'imperatore Costantino, chiudendo così simbolicamente l'era pagana e aprendo la nuova era cristiana dell'Impero.

Con il Capodanno, quindi, ci troviamo di fronte ad una celebrazione che sembra senza alcuna connotazione religiosa, ma che invece ha dimostrato attraverso il tempo di trovare le sue origini proprio in ricorrenze religiose antichissime.

La Solennità di Maria Santissima Madre di Dio è celebrata dalla Chiesa cattolica il 1º gennaio di ogni anno, ottavo e ultimo giorno dell'Ottava di Natale1.

Riti e tradizioni

Feste sfrenate, danze e scoppi di petardi caratterizzano i festeggiamenti. Il baccano con campane e campanacci, le fiaccolate, il lancio della roba vecchia dalle finestre servono per scacciare i demoni e la mala sorte. Una delle tradizioni più antiche e particolari è quella di spaccare a terra dei cocci (piatti, bicchieri, vassoi) a mezzanotte come rito di eliminazione del male, fisico e morale, accumulatosi nell'anno trascorso. Quindi, anche i cosiddetti 'botti' di fine d'anno sono volti ad allontanare dalla vita familiare spiriti maligni che non sopportano i rumori secchi: per questo si sparano i mortaretti, che sostituiscono il frastuono di strumenti rimbombanti, suonati un tempo per lo stesso scopo. Si compie così l'espulsione rituale delle ombre, dei vampiri, dei morti pericolosi che fino alla grande festa potevano invadere la società dei viventi. In tutte le culture si ritiene che i rumori fragorosi e scoppiettanti possano allontanare i demoni. Nel capodanno cinese botti, mortaretti e fuochi d'artificio sono l'elemento fondamentale.

Le danze sono presenti in tutte le società umane come riti che danno inizio a una nuova stagione, riportano la fertilità della terra e la fecondità degli umani. La danza infine richiama il ballo 'saltato' eseguito dai sacerdoti Salii nell'antica Roma: più alti erano i salti a suon di musica, più alto e robusto sarebbe cresciuto il grano nella bella stagione. Oggi, tra amici, nelle discoteche o nei certi ristoranti si balla tutta la serata di Capodanno con questa stessa idea di festeggiare l'arrivo dell'Anno Nuovo.

Tra i pronostici, è importante notare la prima persona che si incontra per strada. Incontrare un vecchio o un gobbo è sinonimo di fortuna e vita lunga mentre incontrare un bambino o un prete porta grande sfortuna per l'anno appena iniziato.

Un'altra credenza popolare molto in voga in tutta Italia è quella che parla delle calende: secondo questa credenza, dal tempo che farà nei primi dodici giorni dell'anno, si riuscirebbe a capire quello di tutto l'anno. Delle calende si hanno testimonianze bizantine fin dal secolo X d.C.

Ci sono poi delle tradizioni uguali in tutta Italia nate con l'intento di assicurarsi durante l'anno appena iniziato, una buona dose di fortuna e soprattutto: è questo il caso dell'usanza di mangiare le lenticchie, di solito accompagnato da un buon cotechino2. Anticamente era tradizione, all'ultimo dell'anno, regalarsi dei portamonete colmi di lenticchie con l'augurio che si potessero trasformare poi in monete d'oro. Sarebbe stata proprio la somiglianza delle lenticchie con le monete a dettare questa usanza che si è protratta nel tempo per moltissimi anni fino ai giorni nostri. Al giorno d'oggi, non si regalano più i portamonete ma è rimasta sicuramente la tradizione di mangiare le lenticchie insieme al cotechino, come buon auspicio per l'anno nuovo. Invece, Un altro elemento propiziatorio è dato dalle strenne: durante la notte di Capodanno, gruppi di giovani vanno per le strade a cantare la “strenna”, con gli auguri di un felice anno nuovo e la richiesta di doni. Ricevere molti regali, accumulerà l'abbondanza per tutto l'anno. L'uso presso i romani si chiamava streniarum commercium.

Lenticchie
Lenticchie Luca Mauri / CC-by-nc-nd

Una simpatica tradizione importata in Italia dalla Spagna prevede, invece, di fare il conto alla rovescia in attesa dell'anno nuovo, ingoiando un chicco d'uva al secondo per un totale di 12 chicchi che simboleggiano i 12 mesi dell'anno. Ed ancora, la tradizione prevede di intingersi il dito in un bicchiere di spumante, rigorosamente italiano, e di passarlo dietro al nostro orecchio o quello della persona a cui vogliamo augurare fortuna durante l'anno nuovo.

Che dire perfinire dell'usanza di indossare lingerie rigorosamente rossa la notte di Capodanno? Il rosso, oltre ad indicare amore e fortuna, è un ottimo amuleto per la fertilità sia femminile che maschile. Ma attenzione: la tradizione vuole che l'intimo utilizzato a Capodanno venga buttato via il giorno dopo.

Per sognare, viaggiare e evadere un po'da questo periodo di freddo abitualmente intenso, parliamo di un originalità di Capodanno: infatti, se prendiamo come riferimento il fuso orario italiano, i primi a festeggiare l'arrivo dell'anno nuovo saranno gli abitanti dell'isola di Kiribati (pron. Kìribas), nella lontanissima Oceania. Questo arcipelago di 33 isole si trova proprio sulla cosiddetta linea internazionale del cambiamento di data: una linea immaginaria sulla superficie terrestre istituita nel 1884.

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