Un po' di storia
Storia del Madagascar
Diamo una rapida occhiata alla storia del Madagascar attraverso i nostri occhiali «speciali calendario», che ci permetteranno di individuare i punti importanti per collocare il calendario malgascio nel tempo. E, naturalmente, soffermiamoci in particolare sulle origini della popolazione malgascia, seguendo le fonti dell'Encyclopedie Universalis.
Incroci secolari e migrazioni interne hanno modellato un popolo autenticamente «afro-asiatico», come dimostra, su un fondo reale di unita culturale e perfino linguistica, il ventaglio delle diciotto etnie ufficialmente censite, alcune delle quali comprendono sottogruppi e clan specifici. Dalla fine del XIX secolo, la colonizzazione ha favorito l'insediamento duraturo di minoranze straniere, europee e in particolare francesi, i Vazaha, cinesi, indo-pakistane musulmane, i Karana, e comoriane; comunita modeste per numero di individui, qualche decina di migliaia in totale, ma economicamente potenti, se non dominanti.
La questione del popolamento del Madagascar e ancora oggi oggetto di ricerche e dibattiti, ma due punti sembrano ormai accertati: il subcontinente malgascio non mostra tracce di preominidi, mentre l'Africa vicina, australe e orientale, rivendica con forti argomenti paleontologici il ruolo di culla dell'umanita; inoltre, il popolamento originario della Grande Isola, frutto di migrazioni provenienti dall'Asia e dall'Africa, sarebbe relativamente recente, tra l'VIII e il XIII secolo d.C.
La diversita antropologica dei Malgasci e evidente. Alcuni tipi richiamano l'Indonesia, altri l'Africa; i tipi misti sono i più frequenti, conseguenza di molteplici meticciati, antichi o più recenti, tra popolazioni originarie dell'Asia e dell'Africa, a loro volta sfumati da altri apporti asiatici ed europei. Una diversita che esplode su un fondo incontestabile di unita e che costituisce tutta l'originalita della persona e della personalita malgasce. Il poeta Jacques Rabemananjara la riassume così, in Presence de Madagascar del 1957: "Visitatori malesi, asiatici, africani, europei vi hanno lasciato insieme o a turno i loro tratti e i loro tipi. Dal loro rimescolamento secolare si e formato un popolo intermedio, difficile da definire e tuttavia tipicamente riconoscibile: il malgascio contemporaneo." Per il presidente Tsiranana, i Malgasci erano «i soli veri Afro-Asiatici». In termini più sommari, la distinzione tradizionale tra Merina e Costieri rimanda alle origini lontane: Indonesia, o più precisamente Austronesia, secondo la formula di moda, per i primi, e Africa per gli altri. Ma occorre sfumare.
Sarebbero dunque stati gli Indonesiani, o Austronesiani, i primi arrivati. Si e avanzata l'ipotesi di navigatori su piroghe a bilanciere giunti dal sud dell'Asia e dalla costa africana, dove si sarebbe verificata una prima mescolanza prima dell'approdo al Madagascar. Si e anche ipotizzato un arrivo più tardo di Indonesiani dotati di imbarcazioni più grandi, che avrebbero prima lanciato spedizioni di saccheggio o persino di colonizzazione sulla costa africana, per poi raggiungere la Grande Isola.
La lingua, da parte sua, e di origine indonesiana, un tempo si diceva maleo-polinesiana. Questo conferisce al Madagascar un fondo di unita linguistica molto reale, nonostante le variazioni dialettali e gli apporti di lessico africano, bantu, e di termini arabi che hanno gradualmente arricchito questa lingua, la cui trascrizione scritta avverra solo nel XIX secolo.
Gli Europei, invece, approdarono in questa terra molto dopo i navigatori asiatici e arabi, soltanto all'inizio del XVI secolo. Dopo i Portoghesi, che battezzarono isola San Lorenzo quella da loro scoperta, e gli Olandesi, che lasciarono poche tracce, arrivarono Inglesi e Francesi nel quadro della competizione coloniale per il controllo delle isole del sud-ovest dell'oceano Indiano, in particolare le Mascarenhe. I resoconti di viaggio di questi scopritori e o conquistatori costituiscono i primi elementi scritti di una storia del Madagascar, naturalmente da un punto di vista europeo, o eurocentrico, come si dice oggi, e sulla base di osservazioni e informazioni orali limitate.
Da una ventina d'anni, la rivista Omaly sy Anio (ieri e oggi), pubblicata dal dipartimento di storia dell'universita di Tananarive, porta avanti con grande merito, in condizioni materiali e universitarie diventate molto difficili, un lavoro di analisi e critica storica senza il quale un paese non ha storia.
Il Madagascar possiede precisamente una storia ricca e movimentata per quanto riguarda l'epoca moderna e contemporanea. Già nel 1820, la Grande Isola, che deve il suo principio di unita politica al regno di Andrianampoinimerina (1787-1810), si presenta come uno Stato internazionalmente riconosciuto, mentre nell'Africa vicina la maggior parte dei paesi non e, dal punto di vista europeo, che «territori senza padrone» (res nullius). Andrianampoinimerina ristabili l'unita politica merina: dopo lunghe guerre, riusci, lui che aveva usurpato uno dei regni, a impadronirsi anche degli altri tre. Trasferi la sua capitale da Ambohimanga, rimasta collina sacra, ad Antananarivo, situata su una collina distante una trentina di chilometri.
Nel XVII secolo, il paese, che ha preso il nome di Imerina, «paese che si vede da lontano alla luce del giorno», e i cui abitanti prendono il nome di Merina, si sviluppa sotto ogni aspetto: economico, demografico e politico. Resa celebre dalle sue regine successive, la monarchia merina, apertasi al mondo occidentale e al cristianesimo, malgrado la resistenza della regina Ranavalona I (1828-1861), cede infine alla conquista coloniale francese nel 1896: colonia sotto la Terza Repubblica, poi territorio d'oltremare sotto la Quarta Repubblica, il Madagascar diventa Stato autonomo nel quadro della Comunita creata dalla Quinta Repubblica francese nel 1958 e ottiene infine l'indipendenza nel 1960.
Nel giro di una trentina d'anni si succedono tre regimi politici. C'e anzitutto la Prima Repubblica malgascia, diretta fino al 1972 dal presidente Philibert Tsiranana, che non nasconde la propria fedelta alle democrazie occidentali. In seguito a una crisi di regime, protrattasi nella confusione fino alla fine del 1975, nasce una Seconda Repubblica che si richiama invece all'ideologia socialista rivoluzionaria. Guidata dal presidente Didier Ratsiraka, questa Repubblica democratica del Madagascar sprofonda progressivamente nel disordine economico e politico. Dopo molte peripezie, nel 1992 il Madagascar torna a un regime pluralista e moderato nel quadro di una nuova Terza Repubblica, allora in piena fase di installazione. L'anno 1993 apre quindi una fase politica inedita in Madagascar, dopo una transizione democratica agitata. Le incertezze non sono affatto scomparse, poiche si tratta in definitiva di costruire un nuovo contratto sociale in una societa profondamente sconvolta dal 1972 in poi... fonte Encyclopedie Universalis.
E, per concludere, osserviamo la carta geografica del Madagascar e quella delle etnie, la cui molteplicita giochera un ruolo importante nei calendari malgasci.
Alcuni dati generali
- Nome ufficiale: Repoblikan'i Madagasiraka (Repubblica del Madagascar)
- Superficie: 587 041 km2, leggermente più grande della Francia. E la terza isola del mondo, se non si considera l'Australia, che e un continente.
- Capitale: Antananarivo
- Popolazione: 16,5 milioni di abitanti (luglio 2002)
- Etnie: Il popolo malgascio e composto da 18 etnie di origine indo-malese o africana e da minoranze francesi, comoriane, indiane, pakistane e cinesi. Si tratta tuttavia di una terminologia tanto inadeguata quanto sarebbe parlare in Francia di etnie per bretoni, baschi, alsaziani o provenzali. Ogni popolo dell'isola ha le sue tradizioni e una propria identita di gruppo, ma tutti si considerano Malagasy e hanno in comune una stessa lingua, parlata in tutto il paese.
- Lingue: malgascio e francese
- Religioni: cristianesimo, religione tradizionale e islam
- Istituzioni politiche: regime presidenziale
- Presidente: Marc Ravalomanana
- Primo ministro: Jacques Sylla
- Moneta: franco malgascio (FMG)
Il calendario
A mo' di introduzione
Confesso che mai, da quando mi occupo di calendari, avevo avuto tante difficolta a ottenere informazioni su un calendario tradizionale. La maggior parte delle risposte, quando arrivavano, alle domande rivolte a persone dalle quali pensavo di poter ottenere qualche elemento utile, erano troppo vaghe, e i testi sono rarissimi.
Per questo, se un Malgascio che legge queste righe può, direttamente o interrogando gli «anziani», portare il suo contributo alla nostra «indagine», non si faccia pregare. Sarebbe davvero gentile da parte sua.
I calendari
Tenuto conto di quanto precede, e se me lo permettete, non affronteremo la scoperta di cio che si può intravedere del calendario malgascio nel modo abituale, ma piuttosto come un'inchiesta. Partiremo da alcuni scritti, pochi, e vedremo, alla luce di quanto sappiamo degli altri calendari, che cosa si può ragionevolmente dedurre.
Diciamolo subito: mancano ancora alcune pietre all'edificio, e chiunque ci aiuti a consolidarlo sara il benvenuto. Non esitate dunque a mandarmi un messaggio se pensate di possedere il minimo elemento capace di confermare, smentire o completare queste conclusioni.
Si parte?
La nostra indagine comincia con tre testi apparsi su giornali malgasci o su Internet.
Alahamady: il Capodanno malgascio si festeggera la settimana prossima
Fonte: Midi Madagasikara
venerdi 21 novembre 2003, a cura di TIM France
«Quest'anno il Capodanno malgascio cade il 24 novembre, cioè all'inizio della settimana prossima. Come i Cinesi, i Malgasci «di un tempo» festeggiavano il nuovo anno in un giorno diverso dal 1 gennaio del calendario gregoriano. Da noi, infatti, la nozione di spazio-tempo e legata alla nozione di destino, ed e questa considerazione a regolare il loro universo socioculturale.
La vita quotidiana del Malgascio si fonda dunque sugli astri e sul suo rapporto con la luna. Caratterizzato dal Bagno Reale e dal culto degli Antenati, fin dal regno di Ralambo (1575-1610), in tutti i luoghi sacri del centro del paese, l'Alahamady e sinonimo di abluzione e purificazione. In questo periodo amici e nemici si stringono la mano, fraternita e convivialita diventano le parole d'ordine, dissapori e risentimenti vengono dimenticati...
In generale, l'anno, che dura 354 giorni, si suddivide in 12 mesi lunari di 28 giorni, e la settimana malgascia comincia il giovedi e termina il mercoledi. Per esempio, il primo mese Alahamady dell'anno 2003 e cominciato il 4 dicembre ed e terminato il 1 gennaio. Per l'anno 2004, durera dal 24 novembre al 22 dicembre... Per tre giorni danze, musiche, hiragasy, giochi vari, carne di zebù in abbondanza, lampioncini e kabary animeranno le poche comunita che lo celebrano ancora. L'Alahamady, certo, non si festeggia più con il fasto di un tempo, ma continua a essere celebrato attraverso l'isola, soprattutto in Imerina e nella regione Antemoro...
Wanadoo Madagascar
Due lune nuove per l'Alahamady, il Capodanno malgascio
16-03-2004 / 00:48
«Il primo giorno dell'anno malgascio 2004, o Alahamadibe, corrisponde al 21 marzo del calendario gregoriano. L'efemeride malgascia e concepita secondo il movimento astrale, e questa volta il nuovo anno e piuttosto particolare, secondo le spiegazioni di Henri Randrianjatovo, direttore della Casa della Cultura Malgascia, e di David Rakoto, membro dell'associazione Jaky Mena.
Infatti, quel giorno, verso l'1:45, la luna e il sole si congiungeranno nel gruppo zodiacale Alahamady, che corrisponde al segno dell'Ariete. Questo fenomeno si era prodotto una sola volta, nel 1909, e si ripetera per la terza volta soltanto nel 2023. Inoltre, quest'anno sara segnato da due lune nuove di Alahamady, il 21 marzo e il 29 aprile. Secondo i due relatori, questo sarebbe un segno di gloria, come hanno spiegato durante una conferenza organizzata con Radio Feon'Imerina, al Tranompokonolona Analakely, sabato scorso.
L'Alahamadibe e poi un grande evento nella tradizione malgascia. Segna la fine del periodo delle piogge, o Fararano, e l'inizio del raccolto. E in un certo senso la fine della miseria. L'Alahamadibe coincide anche con la celebrazione dell'anniversario di tre sovrani malgasci: Ralambo, Andriamasinavalona e Andrianampoinimerina. Per tutte queste ragioni, il nuovo anno malgascio viene festeggiato con gioia e allegria, come si conviene a ogni inizio d'anno.
V. A.
© Midi-Madagasikara
Capodanno malgascio
Alla data del 15/03/2004:
«Il Capodanno malgascio tradizionale arrivera il 21 marzo 2004 alle 1:42 del mattino. E in quell'istante che il sole e la luna entreranno insieme e nello stesso momento nel segno zodiacale dell'Alahamady, cioè dell'Ariete. Questa conclusione proviene dall'associazione Jaky Mena, che riunisce i discendenti degli ultimi regnanti, vale a dire gli Zanakandriana, gli Zazamarolahy e gli Andriamasinavalona, dal Trano Koltoraly Malagasy e dalla radio Feon'Imerina.
Sabato scorso queste tre entita hanno organizzato una comunicazione pubblica su questo Capodanno malgascio al Tranompokolona Analakely. Si tratta di una sensibilizzazione alla memoria e alla celebrazione di questa data leggendaria.
Secondo le spiegazioni fornite, questo fatto assai raro si e prodotto, e si produrra, in tutto soltanto 4 volte in 150 anni, dal 1890 al 2050, cioè nel 1909, 1928, 2004 e 2023. In effetti, ogni anno, se il sole entra sempre nel segno Alahamady il 21 marzo, la luna, invece, vi entra più tardi, e il loro allineamento rispetto alla Terra produrrebbe l'eclissi totale di sole, chiamata anche luna nuova di Alahamady o Tsinan'Alahamady, che costituisce il Capodanno malgascio, il primo giorno del primo mese. Quest'anno il sole entrera nel segno Alahamady, all'angolo di 0°, così come la luna. Il loro allineamento si produrra nello stesso momento il 21 marzo. Secondo gli esperti di astronomia, quest'anno ci saranno due Tsinan'Alahamady. Infatti il sole e la luna si allineeranno una seconda volta nel segno zodiacale dell'Alahamady il 19 aprile 2004 alle 16:22. Si tratta di fatti scientifici che non hanno nulla a che vedere con la fede o con qualsiasi idea di culto.
Il primo mese ebraico, chiamato Nissan o Abib, e esattamente simile al primo mese malgascio, con la differenza che gli Ebrei celebrano la luna piena di quel mese a Pasqua; i Cristiani, invece, festeggiano la Pasqua la prima domenica dopo la luna piena del mese ebraico.
I relatori hanno osservato che, quando non si ha nulla di proprio, si prende in prestito volentieri quello degli altri. La natura ha orrore del vuoto, e un popolo senza punti di riferimento e un popolo senza avvenire.
Mbolatiana R
A una prima lettura, questi testi suscitano almeno due reazioni:
- Ma quanti Capodanni hanno i Malgasci?
- Gli ultimi due testi sono così simili che forse si potrebbe anche fare a meno di uno dei due. In teoria si. Ma poiche siamo all'inizio della nostra indagine, li confronteremo comunque prima di eliminarne uno o di fonderli insieme.
Analisi del primo testo: un calendario lunare
Rileviamo innanzitutto due frammenti di frase: ...da noi la nozione di spazio-tempo e legata alla nozione di destino... e La vita quotidiana del Malgascio si fonda dunque sugli astri e sul suo rapporto con la luna.
Questo rapporto con la Luna ci fa pensare naturalmente a un calendario lunare. Il resto del testo ce lo conferma:
In generale, l'anno che dura 354 giorni si suddivide in 12 mesi lunari di 28 giorni, e la settimana malgascia comincia il giovedi e finisce il mercoledi. Per esempio, il primo mese Alahamady dell'anno 2003 e iniziato il 4 dicembre ed e terminato il primo gennaio. Per l'anno 2004 durera dal 24 novembre al 22 dicembre.
Alle calcolatrici! 12 x 28 = 336. Dodici mesi lunari di 28 giorni non fanno dunque 354 giorni. Dove sono finiti i giorni mancanti? Proviamo in un altro modo. Tra il 04/12/2003 e il 02/01/2004 saranno trascorsi... 30 giorni. Ah!
Sfruttiamo allora altre due piste, una astronomica e l'altra astrologica.
- la pista astronomica ci confermera che siamo effettivamente in presenza di un calendario lunare. Infatti le effemeridi del sito del Bureau des longitudes mostrano che il 04/12/2003, il 02/01/2004, il 24/11/2004 e il 23/12/2004 sono giorni di luna nuova. Ma allora perché si dice che il mese conta 28 giorni?
- la pista astrologica ci dara qualche precisione in più. Visitando un sito specializzato in questo campo, l'unico che io conosca, possiamo leggere, nella traduzione di una persona che desidera restare anonima:
«A differenza del calendario occidentale, la durata di un mese malgascio, che corrisponde alla lunazione, e variabile.
Questa lunazione può durare da 26 a 30 giorni. Bisogna contare 28 giorni per Adaoro, Adizaoza, Alahasaty, Asombola, Alakarabo, Alakaosy, Adalo, Alohotsy, mentre occorre aspettare fino a 31 giorni prima che la luna nuova appaia in Alahamady, Asorotany, Adimizana e Adijady.
Il ventottesimo giorno e quello della congiunzione e bisogna contare 1 giorno tra esso e l'apparizione della luna nuova, o persino 2 per Alahamady, Asorotany, Adimizana e Adijady. Questi giorni supplementari sono chiamati, in astrologia, «i giorni che ritornano» e se ne «uccide» 1, oppure 2, a seconda dei mesi.
Il mese malgascio dipende moltissimo dalla lunazione e un astrologo degno di questo nome deve tenerne assolutamente conto.
I mesi sono dunque rappresentati nel modo seguente: Alahamady, Asorotany, Adimizana e Adijady corrispondono alle 4 grandi divisioni astrologiche lunari, cioè ai 4 angoli di una casa. Ognuno di essi possiede 3 destini: il vava, il vontony e il vodiny, mentre gli altri mesi, posti sui lati laterali, due per lato, ne comprendono solo 2 ciascuno, vava e vodiny.
Il calcolo si fa dunque così.
Nel 1964, l'Alahamady e cominciato il 13 febbraio 1864 alle 16:02. Ma poiche si era superato il momento in cui il sole e perpendicolare al colmo della casa, cioè allo zenit, dunque mezzogiorno, il conteggio deve cominciare dal giorno successivo, cioè dal 14.14 - 1 vava alahamady 18 - 5 vody adaoro
15 - 2 vt " 19 - 6 vv adizaoza
16 - 3 vd " 20 - 7 vd
17 - 4 vv adaoro 22 - 8 vv asorotany:
E così via fino alla vostra data di nascita...La lunazione dura quindi 29 giorni, salvo per i destini madre, per i quali bisogna contare 30 o perfino 31 giorni prima che la luna nuova appaia. Da qui un anno di 352 giorni. E dunque diverso dal calendario europeo, che, basato sul ciclo solare, dura invece 365 giorni. Questo modo di calcolo e stato adottato dagli Antalaotra.
Bingo! Se questo testo contiene alcune enormita dal punto di vista astronomico, per esempio un mese lunare non può avere una durata inferiore a 28 giorni, ci insegna comunque molto su questo calendario, che dobbiamo considerare senz'altro un calendario lunare.
Riassumiamo cio che abbiamo acquisito. L'esperienza dei calendari ci permette di dire che gli astrologi non hanno mai inventato il minimo calendario. Si appoggiano dunque a qualcosa che esiste già. In questo caso, a un calendario lunare. Dal punto di vista strettamente astrologico, ogni giorno di un mese lunare che supera il 28 viene «ucciso» e ha lo stesso significato del ventottesimo giorno.
L'anno conta 354 o 355 giorni, e non 352 come dice il testo, e comincia il primo giorno del primo mese, che porta il nome di Alahamady.
Il primo giorno del mese e il giorno della luna nuova se questa si produce prima delle 12. In caso contrario, il primo giorno del mese e quello seguente.
I nomi dei mesi sono: Alahamady, Asorotany, Adimizana, Adijady, Adaoro, Adizaoza, Alahasaty, Asombola, Alakarabo, Alakaosy, Adalo, Alohotsy. A parte il primo, Alahamady, non sappiamo ancora nulla del loro ordine.
Ma perché avere sfruttato questa pista astrologica?
Semplicemente a causa della menzione della nozione di destino nel primo testo; e questa stessa menzione ricompare nel testo del nostro astrologo. Con perfino qualche precisazione, poiche apprendiamo che i mesi «possiedono» dei destini, i Vintana. Tre destini per 4 mesi e 2 per gli altri. Arriviamo quindi a (3 x 4) + (8 x 2) = 28 destini. Guarda un po'. Sebbene l'astrologia non sia l'argomento di questa pagina ne di questo sito, e difficile non fare il parallelo con le 28 case dell'astrologia araba.
E non si può nemmeno fare a meno di notare quanto questa nozione di destino sia importante nella vita del popolo malgascio. Questi destini, sotto influenza lunare, fissano la personalita di ciascuno, la sua vita quotidiana e la sua... sorte. Ventotto destini per l'anno, ma anche per il mese, da cui il mese astrologico di 28 giorni, e per il giorno, segnano il percorso quotidiano di ogni individuo.
Anche la costruzione delle case tradizionali malgasce e posta sotto l'influenza di questi 28 destini. Alle diverse posizioni della Luna nel corso dell'anno sono associati i punti cardinali, e i muri e gli angoli della casa, orientata nord-sud, sono una rappresentazione in miniatura dell'anno lunare.
Qual e l'origine del nome dei mesi?
Come si poteva immaginare, i nomi dei mesi così come li abbiamo scoperti sono di origine araba. In realta si tratta della «malgascizzazione» dei nomi arabi dei segni dello zodiaco. Scopriamone l'elenco nell'ordine dei mesi.
| Malgascio | Arabo | Segno | Equiv. gregoriana |
|---|---|---|---|
| Alahamady | Al-h' amal | Ariete | marzo-aprile |
| Adaoro | Ath-thaur | Toro | aprile-maggio |
| Adizaozo | Al-dzauza | Gemelli | maggio-giugno |
| Asorotany | As-saratan | Cancro | giugno-luglio |
| Alahasaty | Al-asad | Leone | luglio-agosto |
| Asombola | As-sumbula | Vergine | agosto-settembre |
| Adimizana | Al-mizan | Bilancia | settembre-ottobre |
| Alakarabo | Al-aqrab | Scorpione | ottobre-novembre |
| Alakaosy | Al-qaus | Sagittario | novembre-dicembre |
| Adijady | Al-djadi | Capricorno | dicembre-gennaio |
| Adalo | Ad-dalu | Acquario | gennaio-febbraio |
| Alohotsy | Al-h'ut | Pesci | febbraio-marzo |
Per essere precisi, ricordiamo che in uno studio del 1911 E.F. Gautier precisa che, in un primo tempo, queste parole arabe corrispondevano a destini distribuiti tre a tre tra le quattro stagioni, e che solo più tardi i mesi assunsero i nomi di questi destini.
Dove veniva praticato questo calendario lunare?
Secondo E.F. Gautier: "Nel Madagascar attuale, nel XIX e XX secolo, l'Imerina, sulla quale l'attenzione e rimasta a lungo concentrata, e forse la sola provincia ad avere avuto un calendario interamente lunare; lo deve apparentemente ai musulmani comoriani, con i quali ha intrattenuto relazioni facili e costanti."
Prima di chiudere con questo calendario lunare, poniamoci alcune domande:
- La prima, alla quale troveremo una risposta nell'analisi degli altri due testi, e capire perché si siano usati i nomi dei segni zodiacali arabi per designare i mesi, e non semplicemente i nomi dei mesi arabi.
- Alla seconda, invece, non abbiamo risposta nei testi esaminati. Un anno lunare, 354 o 355 giorni, e più corto di un anno solare, 365 o 366 giorni. In queste condizioni, come può il calendario lunare malgascio conservare ancora la stessa numerazione d'anno del calendario gregoriano? L'unica risposta ipotizzabile e che oggi questo calendario sia un puro strumento astrologico, che non ha più una funzione di computo. E stato sempre così? Mistero. E in caso contrario, qual era la sua epoca, cioè il suo punto di partenza?
Analisi degli ultimi due testi: un calendario luni-solare
Quali sono gli elementi comuni a questi testi?
- Il Capodanno malgascio 2004 cade il 21 marzo 2004 del calendario gregoriano.
- La Luna e il Sole entreranno insieme nel segno zodiacale dell'Ariete verso l'1:45 per uno e l'1:42 per l'altro. In realta era l'1:43, ma non sottilizziamo.
Quali sono le differenze tra i due testi?
- Nel terzo testo, l'autore afferma che questo evento si verifica nel 1909, 1928, 2004 e 2023. Per il secondo testo, si tratta del 1909, 2004 e 2023. Falso. Se la regola e trovare le lune nuove del 21 marzo, questo si e verificato nel 1909, 1928, 1939, 1985, 2004 e si verifichera nel 2023.
- Aggiungiamo, per quanto riguarda il terzo testo, che non si tratta di fatti scientifici, ma di fatti astrologici. Il fatto scientifico e che il Sole entra a una certa data nella costellazione dell'Ariete. E sono più di 2 000 anni che il Sole non entra più nell'Ariete il 21 marzo. In quel momento e ancora nei Pesci e non entra nell'Ariete se non il 19 aprile. E il 19 aprile anche la Luna e entrata nel segno dell'Ariete, con la conseguenza di un'eclissi parziale, e non totale, del Sole. Non si e mai verificata alcuna eclissi totale visibile dalla Terra il 21/03/2004.
Fatto un po' di pulizia, che cosa possiamo dedurre da questo testo?
Una cosa capitale. L'inizio dell'anno si produrrebbe alla luna nuova del periodo in cui il Sole entra, o e appena entrato, nel segno dell'Ariete. Siamo dunque di fronte a un calendario luni-solare, poiche il numero dei mesi, che restano lunari, dipende dalla posizione del Sole. Dodici o tredici mesi a seconda degli anni.
Resta comunque da verificarlo e da risolvere un problema serio. Cominciamo proprio dal problema.
Come si può sapere, concretamente, che il Sole entra nel segno dell'Ariete? Abbiamo visto che lo zodiaco di cui si parla e tropicale e non siderale. Questo significa che l'osservazione del cielo non ci sara di alcuna utilita, poiche il Sole, nel periodo che ci interessa, si trova in realta ancora nei Pesci.
Certo, basterebbe dire che si aspettera la luna nuova a partire dal 21 marzo. Ma sarebbe piuttosto buffo voler costruire un calendario antico... a partire da un calendario moderno.
Allora che fare? Aspettare la luna nuova del giorno dell'equinozio d'autunno, o subito dopo, visto che ci troviamo nell'emisfero sud? Concatenare i mesi, controllando se occorre aggiungerne un tredicesimo all'anno, a partire dal primo mese del primo anno in cui il Sole entrava davvero nel segno dell'Ariete? La domanda resta aperta, e il testo si limita a modernizzare un calendario antico senza interrogarsi troppo sul perché.
Secondo E.F. Gautier, uno studio sarebbe stato condotto dal R.P. Thomas e pubblicato nel Bulletin de l'Academie malgache. Il padre Thomas avrebbe fatto due scoperte capitali.
La prima e che, prima di portare nomi arabi, i mesi portavano nomi presi in prestito dal sanscrito. Questi nomi, secondo ogni verosimiglianza, erano in uso nell'intera isola. Solo a partire dal XVII secolo essi scomparvero a poco a poco, lasciando il posto a quelli che conosciamo oggi.
La seconda scoperta e che il calendario e davvero luni-solare. Secondo un certo Flacourt, in un'opera intitolata Histoire de la grande ile de Madagascar del 1661, che ho ritrovato, «il primo mese comincia con la luna nuova di marzo». Certo, non dice esplicitamente che il calendario sia luni-solare, ma e lecito pensare che per un Francese abituato ai calendari solari la cosa fosse scontata. E come fa giustamente notare Gautier, quando Flacourt parla del Ramadan, non dimentica di osservare che «questo digiuno non ha un mese fisso e si celebra talvolta in un mese, talvolta in un altro». E Gautier conclude giustamente che, in un calendario puramente lunare, il digiuno sarebbe stato inevitabilmente celebrato sempre nello stesso mese.
E dato che stiamo parlando di Ramadan, torniamo a una domanda alla quale ormai abbiamo quasi certamente una risposta: perché sono stati usati i nomi dei segni zodiacali arabi per nominare i mesi, e non semplicemente i nomi dei mesi arabi?
Semplicemente perché, come scrive Gautier, "i mesi sono divisioni dell'anno lunare, i segni dello zodiaco dell'anno solare. Solo questi ultimi potevano essere utilizzati dai Malgasci, poiche i loro mesi lunari dovevano raccordarsi più o meno bene con un anno solare".
E.F. Gautier ha stabilito una tavola di concordanza dei mesi nei diversi nomi che hanno portato, ed e utile riprodurla tale e quale per avere tutte le carte in mano.
| Prima nomenclatura (presa dall'arabo; segni zodiacali) | Seconda nomenclatura (presa dal sanscrito) | Mesi francesi (corrispondenti nel paese Antaimoro e nel 1904) |
|---|---|---|
| Alahotsy (Pisces) | Asaramasay | Marzo |
| Alahamady (Aries) | Asarabe | Aprile |
| Adaoro (Taurus) | Vatravatra | Maggio |
| Adizaozy (Gemini) | Asotry | Giugno |
| Asorotany (Cancer) | Hatsiha | luglio |
| Alahasaty (Leo) | Volasira | Agosto |
| Asombola (Virgo) | Fosa | Settembre |
| Adimizana (Libra) | Maka | Ottobre |
| Alakarobo (Scorpius) | Hiahia | Novembre |
| Alakaoza (Sagittarius) | Fisakamasay | Dicembre |
| Adijady (Capricornus) | Fisakavy | Gennaio |
| Adalo (Aquarius) | Volombita | Febbraio |
La doppia domanda che non dobbiamo mancare di porci e la seguente:
- Perché avere precisato nel paese Antaimoro?
- Perché il primo mese dell'anno e Alahotsy, divenuto Alohotsy, e non Alahamady?
Troviamo la risposta nelle parole del padre Thomas: "A Maravoay, secondo le informazioni raccolte dal signor Mathieu, la festa delle tombe dei re sakalava cadeva sempre nel mese di Volambita... e corrispondeva al nostro mese di giugno. Il comandante Leblanc segnala che il primo mese dell'anno e Volambita, che cade sempre in agosto, presso gli Antandroy... Verso il mese di novembre, all'inizio della stagione delle piogge, nella regione di Amborombe, la prima luna e Vatravatra. Nell'Anosy la prima luna e in marzo."
In breve, se anche qui abbiamo la prova che l'anno e davvero luni-solare, possiamo dire che l'inizio dell'anno dipende molto dalle regioni e o dalle etnie.
Concluderemo la nostra indagine, per quanto molto provvisoriamente, poiche molte domande restano senza risposta, con un'ultima interrogazione: dal momento che l'anno e in parte solare, come si effettua l'intercalazione di un tredicesimo mese?
Due risposte che forse si ricongiungono nella pratica quotidiana.
La prima e agricola, e citiamo ancora il padre Thomas: "Uno dei mesi antaimoro, Alahamaly nella nomenclatura araba, regola la concordanza dell'anno con le stagioni, poiche questo mese deve sempre corrispondere all'inizio della stagione secca e alla fine delle piogge. E se gli Antaimoro constatano che la stagione delle piogge persiste con tutta la sua intensita alla fine del mese di Alahamaly, raddoppiano questo mese... D'altronde anche un altro mese può essere raddoppiato. Così l'anno in corso, il 1904, avra 13 mesi. Il mese di Alakarabo avra in realta sessanta giorni, perché, se fosse terminato normalmente, non avrebbe coinciso con la maturazione dei litchi."
La seconda e scientifica ed e dovuta a Jean-Paul Parisot e Francoise Suagher nel loro libro Calendriers et chronologie del 2002: "I Malgasci osservano Antares e la stella beta dello Scorpione. Le osservazioni si compiono da marzo a luglio, guardando verso sud. Se la luna piena e vicina alla stella beta e se la luna nuova precedente cade nell'Ariete, l'anno deve avere 13 mesi."
Mese di 60 giorni? Due mesi di 30 giorni? Nome del mese complementare? Bisogna applicare la regola di mezzogiorno al calendario luni-solare come a quello lunare? Come si determina veramente l'inizio dell'anno? Tante domande senza risposta.
Nomi dei giorni e cronologia
I nomi dei giorni sono arabi.
| Giorno | Nome |
|---|---|
| Domenica | Alahady |
| Lunedi | Alatsinainy |
| Martedi | Talata |
| Mercoledi | Alarobia |
| Giovedi | Alakamisy |
| Venerdi | Zoma |
| Sabato | Sabotsy |
Secondo Flacourt, "gli anni si contano secondo i giorni della settimana: l'anno della domenica, poi quello del lunedi, e così di seguito".
Gli Antaimoro hanno dunque creato delle settimane di anni, un po' come i Romani avevano creato le Olimpiadi, di 4 anni, o i Lustri, di 5 anni.
E, come per i Lustri o le Olimpiadi, ci manca per questo una cronologia lineare e ininterrotta, sia per assenza di settimane di settimane di anni, sia per mancanza di un computo a partire da una data fissa.
A mo' di conclusione
In mancanza di interlocutori davvero ben informati sulla storia del Madagascar, bisogna riconoscere che molte domande restano ancora in sospeso a proposito del calendario, o dei calendari, malgasci. Forse e proprio questo a renderli ancora misteriosi e a suscitare il desiderio di saperne di più.
E poi, questo dimostra bene che talvolta e più facile «far parlare» i Maya o i Mesopotamici che i propri contemporanei.
Ultima novita (13/07/2004)
Ho appena scoperto questo testo sul sito della Gazette de la Grande Ile:
«01/04/2004
Esattamente quando?
Da qualche tempo il Capodanno malgascio e stato oggetto di numerose discussioni. Da parte sua, l'associazione Jaky Mena, dopo uno studio approfondito, ha dimostrato che il Capodanno malgascio cadeva il 21 marzo scorso. Era categorica. Da parte sua, Norbert Rakotomalala, uno «Zanadranavalona» e anche ideatore di un calendario agricolo, ha osservato che il 21 marzo non e che l'inizio del segno zodiacale dell'Ariete, che non significa affatto «Alahamady». Il mese di marzo era Alahasaty, contrariamente agli studi di Jaky Mena, che sostenevano invece si trattasse di Alahamady. Il mese Alahasaty si concludera il 19 aprile 2004, e la luna nuova apparira alle 16:22. A suo parere, il Capodanno malgascio dovra essere celebrato il 12 novembre 2004. Sara il prossimo «Tsinan'Alahamady». Nel 2003, dice lui, era il 24 novembre. Norbert Rakotomalala ritiene che «Ariete» non sia affatto l'equivalente di Alahamady nell'astrologia malgascia. Inoltre, non e abitudine dei Malgasci festeggiare il «Tsinan'Alahamady». Prima della colonizzazione questa era la festa nazionale malgascia, chiamata «Fandroana». Secondo le tradizioni orali, il primo Fandroana ebbe luogo all'epoca di Ralambo, in Imerina, tra il 1575 e il 1660. In ogni caso, ci si domanda quale sia la data esatta.
Mbolatiana R
Si, ce lo stiamo chiedendo.
Dunque, se il signor Norbert Rakotomalala mi facesse l'onore di leggere queste righe, mi piacerebbe molto che mi spiegasse come effettua la corrispondenza tra i nomi malgasci e i nomi arabi dei mesi. E perché mescola zodiaco e luna nuova.
Da parte mia, continuo a pensare che finche si mescoleranno calendario zodiacale e calendario luni-solare, e finche si continuera a voler trattare il problema del Capodanno malgascio nello stesso modo in tutta l'isola, ci si domandera ancora a lungo: qual e la data esatta?