Non diremo molto su Esiodo, perché in realta si sa poco della sua vita.
Per capirlo basta leggere cosa riporta l'enciclopedia Encarta:
«Esiodo (VIII-VII secolo a.C.), poeta greco che occupa un posto particolare nella letteratura greca per i suoi precetti morali e per l'elogio della pace e del lavoro. Il nome di Esiodo e spesso associato a quello di Omero, di cui sarebbe stato contemporaneo. I due poeti si oppongono per ispirazione: se Omero canta guerrieri ed eroi, Esiodo canta la pace e i contadini.
Esiodo nacque ad Ascra, in Beozia. Dopo la morte del padre si trasferi a Naupatto, dove custodiva greggi e conduceva vita da contadino. Al di la di cio che la sua opera lascia intravedere, su Esiodo si conosce ben poco...
Ecco poi cosa riporta Imago Mundi:
«Esiodo: celebre poeta didascalico greco, originario di Cuma in Eolide, nacque o almeno visse nel borgo di Ascra in Beozia, da cui il nome di Ascræus pœta. In base all'autorita di Erodoto, si ritiene che fosse contemporaneo di Omero e che vivesse all'inizio del IX secolo a.C.; gli Alessandrini lo collocano oltre un secolo dopo Omero; in ogni caso non si sa nulla di certo sulla sua vita.
Del suo volto sappiamo poco: si ipotizza che un busto, detto «pseudo-Seneca», possa rappresentarlo, ma senza conferme. Quello che sappiamo, invece, e che e autore di Le opere e i giorni e, forse, di una Teogonia.
Le opere e i giorni
Il testo completo si può consultare qui.
Ci concentreremo soprattutto sulla terza e quarta parte di Le opere e i giorni, da cui il poema prende il nome. Poiche il testo e stato con ogni probabilita scritto nel VII secolo a.C., offre un buon quadro dei calendari dell'epoca, chiamata dagli storici orientalizzante o alto arcaismo.
1) I lavori
Se dovessimo definire rapidamente questa parte del poema, potremmo parlare di una sorta di «agenda agricola», o più precisamente di un parapegma.
Perché «agenda» piuttosto che «calendario»? Perché oggi, per noi, calendario significa soprattutto successione di anni numerati. Nei Lavori, invece, troviamo un ciclo ripetibile all'infinito di attivita da svolgere in funzione di eventi, più che uno scorrere lineare del tempo. Per semplicita, nelle righe seguenti useremo comunque il termine calendario.
Dire agricolo significa dire stagioni, e dire stagioni significa dire anno solare. A rigore, però, sarebbe più corretto parlare di anno stellare.
Collocare nel tempo l'inizio e la fine di attivita agricole e marittime molto diverse tra loro, come vendemmiare, vagliare, tagliare legna, tirare in secco la barca, potare la vite e molte altre, richiede riferimenti temporali numerosi e precisi. Il Sole da solo ne offre pochi. Esiodo quindi ne usa altri per scandire l'anno. In ordine di importanza:
- Le stelle (sono citate 5 stelle, costellazioni o ammassi).
- Gli animali (soprattutto gli uccelli) e le piante.
- Il Sole (come riferimento).
Vediamo una tabella riassuntiva di queste citazioni.
Le stelle
| Stella o costellazione | Descrizione |
|---|---|
| Pleiadi (levata e tramonto eliaco) |
(383-384) Inizia la mietitura quando le Pleiadi, figlie di Atlante, sorgono nel cielo, e l'aratura quando scompaiono; restano nascoste quaranta giorni e quaranta notti, poi riappaiono quando l'anno e compiuto, nel periodo in cui si affila il ferro. |
| Sirius | (416) ...l'astro Sirio resta meno a lungo di giorno sopra il capo dei miseri mortali e prolunga invece il suo corso notturno... |
| Arcturus | (565) ...la stella Arturo, lasciando i flutti sacri dell'Oceano, sorge e brilla per prima all'inizio della notte. |
| Orione (levata eliaca) |
(599) Non appena l'impetuoso Orione iniziera ad apparire... |
| Orione, Sirio (al meridiano) Arturo (levata eliaca) |
(609) ...Quando Orione e Sirio saranno giunti nel mezzo del cielo, e l'Aurora dalle dita rosate osservera Arturo, |
| Pleiadi, Iadi, Orione (tramonto eliaco) |
(615) Quando le Pleiadi, le Iadi e l'impetuoso Orione saranno scomparsi... |
| Pleiadi, Orione (tramonto eliaco) |
(618) Temi il periodo in cui le Pleiadi, fuggendo l'impetuoso Orione, si immergono nel cupo Oceano... |
Si nota che le stelle (in senso ampio) sono menzionate soprattutto al momento della loro levata o del loro tramonto eliaco. Vedi la pagina astronomia per approfondire questi fenomeni.
Si può notare anche che, in un passaggio, Esiodo attribuisce alle stelle una qualita di solito riservata al Sole: quella di scaldare (588) Sirio appesantisce la loro testa e le loro ginocchia, e dissecca tutto il loro corpo con i suoi ardenti fuochi.
Animali e piante
| Animale | Descrizione |
|---|---|
| Gru | (448) Osserva ogni anno il periodo in cui sentirai il verso della gru risuonare dall'alto delle nuvole |
| Cuculo | (487) Non appena il cuculo canta tra le foglie della quercia... |
| Rondini | (568) Poco dopo, la figlia di Pandione, la rondine lamentosa, ricompare al mattino agli occhi degli uomini... |
| Lumache | (572) ...la lumaca, fuggendo le Pleiadi, sale dalla terra sulle piante... |
| Cardo | (583) Quando il cardo fiorisce, quando la cicala armoniosa, seduta in cima a un albero, fa sentire la sua voce dolce agitando le ali... |
| Fico | (678) quando l'uomo vede spuntare sulla cima del fico le prime foglie appena percettibili... |
Naturalmente non abbiamo considerato la fioritura o la germinazione delle piante quando sono una conseguenza diretta del lavoro agricolo.
Si può tracciare un parallelo tra la levata eliaca delle stelle, la migrazione degli uccelli e la fioritura delle piante: tutti eventi che possono essere registrati con precisione.
Va anche precisato che Esiodo descrive vari fenomeni meteorologici. Sono però più conseguenze dell'avanzare delle stagioni che veri punti di riferimento temporali. Per esempio, si legge:
«506: l'impetuoso Borea scuote col suo soffio i flutti del vasto mare, stringe la terra e i boschi e, scatenato su questa terra feconda, sradica nelle gole dei monti querce altissime ed enormi abeti, facendo muggire da lontano le immense foreste.
oppure
«417: Quando il Sole non lancia più i raggi del suo calore bruciante, quando, durante l'autunno, le piogge del grande Giove rendono il corpo umano più sciolto e leggero...
Il Sole
| Solstizio | Descrizione |
|---|---|
| Solstizio d'inverno | (479) Se ari la terra feconda solo nel solstizio d'inverno... |
| Solstizio d'inverno | (565) Quando, sessanta giorni dopo il ritorno del Sole, Giove ha concluso il corso dell'inverno, la stella Arturo, lasciando i flutti sacri dell'Oceano... |
| Solstizio d'estate | (663) Cinquanta giorni dopo il ritorno del Sole, quando la laboriosa estate arriva al termine, e il periodo favorevole alla navigazione. |
Si nota facilmente che nel testo sono citati solo i solstizi. Gli equinozi non compaiono.
Inoltre, se mettiamo da parte un'aratura tardiva al solstizio d'inverno, vediamo che i solstizi non sono usati come «marcatori» diretti del calendario, ma come punti di partenza di un conteggio: 60 giorni dal solstizio d'inverno, 50 giorni da quello d'estate.
Le stagioni di Esiodo non coincidono con le nostre stagioni astronomiche regolate da solstizi ed equinozi. Il loro inizio si colloca in realta tra solstizi ed equinozi e corrisponde a levate e tramonti notevoli di stelle.
Le stagioni del calendario di Esiodo si possono identificare tutte dal loro inizio o dalla loro fine:
Primavera: fine febbraio - inizio marzo. (565) "Quando Zeus, dopo i solstizi, ha compiuto sessanta giorni d'inverno, la costellazione di Arturo, lasciando il corso sacro dell'Oceano, comincia ad apparire, splendente, all'inizio della notte. Subito dopo, la rondine dal grido acuto, figlia di Pandione, si leva verso la luce, mentre per gli uomini inizia la nuova primavera".
Estate: il quadro e più vago e si può collocare alla levata eliaca delle Pleiadi, verso meta maggio. In ogni caso l'estate e certamente in corso alla levata eliaca di Sirio. (565) "Quando il cardo fiorisce, quando la cicala armoniosa, seduta in cima a un albero, fa sentire la sua voce dolce agitando le ali, nella stagione della laboriosa estate, le capre sono molto grasse, i vini eccellenti, le donne molto sensuali e gli uomini molto deboli, perché Sirio appesantisce testa e ginocchia e dissecca tutto il corpo con i suoi fuochi ardenti".
Autunno: in modo molto logico coincide con la fine dell'estate, verso meta agosto. (663) "Cinquanta giorni dopo il ritorno del Sole, quando la laboriosa estate arriva al termine, e il periodo favorevole alla navigazione".
Inverno: tramonto mattutino delle Pleiadi a fine ottobre. (384) "Inizia la mietitura quando le Pleiadi, figlie di Atlante, sorgono nel cielo, e l'aratura quando scompaiono; restano nascoste quaranta giorni e quaranta notti e si mostrano di nuovo quando l'anno e compiuto".
Ritroveremo questo approccio che correla l'influenza delle stelle alle stagioni. Così Plinio scrive nella sua Storia naturale, Libro 2:
«(XXXIX) [1] E evidente che tra le cause delle stagioni e dei fenomeni alcune sono fisse, altre fortuite, o comunque regolate da leggi ancora ignote. Chi dubita, infatti, che estati, inverni e tutte le vicende periodiche siano determinate dal movimento degli astri? Come l'influenza del Sole si manifesta nelle variazioni dell'anno, così ciascuno degli altri astri ha una forza specifica e produce effetti specifici. Alcuni sono fecondi di umidita versate sotto forma di pioggia, altri di umidita solidificate come brina, aggregate come neve, congelate come grandine; altri ancora lo sono in venti, calore mite, calore bruciante, rugiada, freddo. E non bisogna valutarne la grandezza dal volume apparente; a giudicare infatti dalla loro immensa altezza, nessuno di essi e più piccolo della Luna.
Possiamo ora costruire la tabella delle attivita in funzione delle stagioni, come le abbiamo definite, e dei «marcatori» celesti e naturali.
| Mesi | Ottobre | Novembre | Dicembre | Gennaio | |
|---|---|---|---|---|---|
| Stagione | Fine autunno - inizio inverno | Inverno | Inverno | Inverno | |
| Cielo | Stelle | Pleiadi (384) Pleiadi-Iadi-Orione (615) Pleiadi-Orione |
|||
| Sole | Solstizio d'inverno (479) | ||||
| Natura | Uccelli Piante |
Migrazione delle gru (448) | |||
| Meteo | Piogge d'autunno (417) | Piogge d'inverno (440) | Vento di Borea, neve (535) | ||
| Uomo | Agricoltura | Iniziare arature e piantagioni (384 315) | Ultime arature (479) | Tenere i buoi nella stalla (462) | |
| Navigazione | Non navigare (618) | Tirare in secco la barca (624) | |||
| Varie | Ciclo agricolo. Inizio e fine della stagione del vino novello |
Leneon (493) Restare occupati (504) |
Fare vestiti (563) | ||
| Mesi | Febbraio | Marzo | Aprile | Maggio | |
| Stagione | fine inverno - inizio primavera | primavera | Primavera | Fine primavera - inizio estate | |
| Cielo | Stelle | Arcturus (566) | Le Pleiadi scompaiono per 40 giorni (383) | Levata eliaca delle Pleiadi (383-571) | |
| Sole | Solstizio d'inverno + 60 giorni (565) | ||||
| Natura | Uccelli Piante |
Arrivo delle rondini (568) | Il cuculo canta (487) | I fichi germogliano (581) | |
| Meteo | 3 giorni di pioggia (486) | ||||
| Uomo | Agricoltura | Lasciare a maggese (462) Potare la vite (571-572) |
Raccolta (383_573) | Ventilare e mettere al riparo (598-600) | |
| Navigazione | Navigazione di primavera (680) | ||||
| Varie | |||||
| Mesi | Giugno | Luglio | Agosto | Settembre | |
| Stagione | Estate | fine estate - inizio autunno | Autunno | ||
| Cielo | Stelle | Levata di Orione (383-571) | Levata eliaca di Sirio (585) | Levata di Arcturus quando Orione e Sirio sono al meridiano (609-414) | + 15 giorni |
| Sole | Solstizio d'estate + 50 giorni (663) | ||||
| Natura | Uccelli Piante |
Cardi in fiore (581) | |||
| Meteo | Zephyros (594) | ||||
| Uomo | Agricoltura | Sedersi all'ombra (587) | Portare il foraggio (606) | Vendemmia (610) | Pigiare i grappoli (613) Tagliare la legna (419) |
| Navigazione | Navigazione estiva (663) | ||||
| Varie | |||||
Prima di chiudere questa parte del testo dedicata ai lavori, bisogna soffermarsi su una parola molto importante dal punto di vista calendariale: Leneon, che compare qui:
«493: Temi il mese Leneon, con i suoi giorni cattivi, tutti funesti ai buoi, e i ghiacci pericolosi che coprono la campagna quando, venuto dalla Tracia, nutrice dei cavalli, l'impetuoso Borea agita col suo soffio i flutti del vasto mare, stringe la terra e i boschi e, scatenato su questa terra feconda, sradica nelle gole dei monti querce altissime ed enormi abeti, facendo muggire da lontano le immense foreste.
Questa parola e interessante per due motivi:
- Il primo motivo e che si tratta del nome di un mese del calendario greco «civile». Questo calendario era lunare. Il fatto che Esiodo collochi quel mese in un periodo fisso del suo calendario agricolo conferma la tesi secondo cui i Greci aggiungevano regolarmente un mese intercalare al calendario lunare per mantenerlo in fase con l'anno tropico.
- Il secondo motivo apre una domanda a cui non abbiamo risposta. Per quel poco che sappiamo, Esiodo era beota.
Ora, Leneon, che corrisponde a Gamelion nella denominazione dei mesi ateniesi, era un mese del calendario usato a Mileto (in Ionia) e nell'isola di Delo. Non in Beozia, dove il mese corrispondente si chiamava Hermaios, almeno secondo E.J. Bickerman nel suo libro Chronology of the Ancient World.
Quindi? O la nostra conoscenza dei mesi greci nelle varie citta va completata, oppure Esiodo non scrisse davvero questo nome e si tratta di un'aggiunta posteriore, oppure aveva le sue ragioni per chiamarlo così. Ognuno può farsi la propria idea.
2) I giorni
Il testo sui giorni e abbastanza breve da poter essere riportato qui, nella traduzione di Claude Terreaux.
«Sii attento ai giorni che Zeus distribuisce con saggezza: fai sapere ai tuoi servi che il trentesimo del mese e il giorno migliore per controllare i lavori e distribuire le provviste, ma bisogna saperlo riconoscere correttamente.
Ecco i giorni così come li assegna Zeus, sapiente e astuto.
Anzitutto il primo, il quarto e il settimo, giorno in cui Leto partori Apollo dalla spada d'oro, sono giorni sacri. Anche l'ottavo e il nono sono sacri; questi due giorni, però, quando il mese e nella sua fase ascendente, si prestano particolarmente ai lavori degli uomini. Sacri sono anche l'undicesimo e il dodicesimo, entrambi buoni, inoltre, per la tosatura delle pecore e per la gioiosa raccolta dei frutti della terra. Ma il dodicesimo e più favorevole dell'undicesimo: e il giorno in cui, in pieno mezzogiorno, il ragno sospeso nell'aria fila la sua tela, mentre la donna previdente raduna il raccolto; ed e anche il giorno in cui la donna deve preparare il telaio e mettersi al lavoro.
Evita di cominciare la semina il tredicesimo giorno della prima decade del mese. Tuttavia e un ottimo giorno per piantare.
Il sesto giorno della decade centrale non e affatto favorevole alle piante. Non e buono ne per la nascita di un maschio, ne per la nascita o il matrimonio di una femmina.
Il sesto giorno della prima decade non conviene alla nascita delle femmine; ma e favorevole per castrare capretti e arieti e per costruire il recinto delle pecore; e un buon giorno anche per la nascita di un maschio, che sara incline a burle e menzogne, a parole astute e conversazioni segrete.
L'ottavo giorno del mese castra il maiale e il toro muggente; il dodicesimo, il robusto mulo.
Il ventesimo del mese, data importante, l'uomo che nasce a mezzogiorno e un saggio, dotato di riflessione.
Il decimo giorno del mese e buono per far nascere un maschio; il quarto della decade centrale per una femmina. In quel giorno, toccandoli con mano, addomestica pecore, buoi dalle corna ricurve, cane dai denti aguzzi e robusto mulo.
Il quarto giorno della prima o della media decade, non lasciare che i pensieri ti divorino il cuore: e un giorno riservato ai misteri divini.
Il quarto giorno del mese porta in casa una sposa, dopo aver consultato gli uccelli favorevoli.
Guardati dai quinti giorni: sono duri e temibili. Si dice che in un quinto giorno le Erinni abbiano aiutato la nascita di Orco, il Giuramento, che Eris, la Discordia, mise al mondo come flagello degli spergiuri.
Il settimo giorno della decade centrale, resta in guardia. Getta il grano sacro di Demetra su un'aia ben piana. Il boscaiolo tagli tavole per il letto nuziale e legname in abbondanza per la costruzione delle navi.
Il quarto giorno, inizia a costruire imbarcazioni leggere.
Il nono giorno della decade centrale e favorevole la sera; quello della prima decade e privo di ogni male per gli uomini; e favorevole alle piantagioni come alla nascita di un maschio o di una femmina. Non e mai un giorno funesto. Pochi sanno che il ventinovesimo e eccellente per aprire una giara, mettere il giogo al collo di buoi, muli e cavalli veloci, e per varare nel mare color del vino una nave larga e rapida. Pochi, ugualmente, gli danno il suo vero nome.
Il quarto giorno, apri una giara; il quattordicesimo e il più sacro di tutti. Pochi sanno ancora che il ventiquattresimo giorno, all'alba, e il migliore del mese, ma che la sera e meno favorevole.Questi sono i giorni di grande utilita per gli abitanti della terra. Gli altri non sono ne buoni ne cattivi, non portano nulla. C'e chi loda un giorno e chi un altro, ma pochi lo sanno: matrigna per uno, la stessa giornata per l'altro e una madre.
Osservazioni e commenti
Dopo aver visto, nei «Lavori», un calendario puramente solare (stellare?), nei «Giorni» ritroviamo un mese lunare. Lo mostrano espressioni come «il mese e allora nella sua fase ascendente», da leggere come «la luna e nella sua fase crescente».
Poiche si tratta di un mese «tipo», conta trenta giorni, mentre il calendario greco alternava mesi di 29 e 30 giorni.
Nella sua traduzione, Claude Terreaux nota che l'ultimo giorno del mese era sempre chiamato il trentesimo. Da qui una certa confusione tra il trentesimo «vero» e quello «falso». Ne derivano due commenti di Esiodo: uno sul trentesimo «vero» (ma bisogna saperlo riconoscere correttamente) e uno su quello falso (anche a questo pochi danno il vero nome).
Oltre al conteggio a partire dalla novilunio (noumenia), nel testo compaiono altri due modi di contare i giorni del mese.
- Un conteggio per noi abituale: dal primo all'ultimo.
- Un conteggio (il più usato da Esiodo) per decadi chiamate inizio, meta e fine. Va notato che il conteggio greco inverso (dall'ultimo al primo) dell'ultima decade non e usato da Esiodo.
Si può notare anche un certo disordine nell'ordine dei giorni commentati, anche se talvolta lo stesso rango viene trattato in tutte e tre le decadi, come nel caso del quarto giorno: Il quarto giorno, apri una giara; il quattordicesimo e il più sacro di tutti. Pochi sanno ancora che il ventiquattresimo, all'alba, e il migliore del mese, ma che la sera e meno favorevole.
Di cosa parla Esiodo in questa parte del testo?
- Del carattere sacro o meno del giorno dal punto di vista religioso.
- Dei giorni favorevoli o sfavorevoli per agricoltura e navigazione.
- Dei giorni propizi o nefasti per procreazione e nascita.
Una nota a margine su questo passo: Guardati dai quinti giorni: sono duri e temibili. Perché quinti al plurale e non quinto al singolare? Esiodo allude forse al quinto giorno di ogni decade? In tal caso sarebbero tre al mese.
Per concludere questa analisi, tracciamo la tabella del mese in Esiodo.
| Numero | Tipo | Favorevole per | Sfavorevole per | Fase lunare |
|---|---|---|---|---|
| 1 | sacro | Novilunio | ||
| 2 | Crescente | |||
| 3 | ||||
| 4 | sacro |
portare una sposa in casa iniziare a costruire una piccola imbarcazione aprire una giara di vino |
||
| 5 | nefasto | giorno duro e temibile | ||
| 6 | castrare capretti e arieti costruire un recinto per le pecore nascita dei maschi |
nascita delle femmine | ||
| 7 | sacro | |||
| 8 | sacro | lavori dei mortali castrare maiali e tori |
||
| 9 | innocuo sacro |
lavori dei mortali nascita di maschi e femmine piantagioni |
||
| 10 | nascita dei maschi | |||
| 11 | sacro | tosatura delle pecore raccolta dei frutti della terra |
||
| 12 | sacro | tosatura delle pecore raccolta dei frutti della terra le donne tessono castrare i muli |
||
| 13 | piantare | seminare | piena | |
| 14 | particolarmente sacro | nascita delle femmine addomesticare pecore, buoi, cani, muli |
Calante | |
| 15 | ||||
| 16 | generare maschi | piantagioni nascita e matrimonio delle femmine |
||
| 17 | gettare il grano sacro a Demetra tagliare tavole per il letto tagliare legno per costruire navi |
|||
| 18 | ||||
| 19 | ||||
| 20 | generare un saggio | |||
| 21 | ||||
| 22 | ||||
| 23 | ||||
| 24 | ||||
| 25 | ||||
| 26 | ||||
| 27 | ||||
| 28 | ||||
| 29 | aprire una giara di vino mettere il giogo a buoi, muli e cavalli varare una nave |
nuova | ||
| 30 | controllare il lavoro distribuire le provviste |