San Pietro e San Paolo 2017, 2018 e 2019 - Data e origini

Piazza San Pietro, Roma
Piazza San Pietro, Roma (papassina / CC-by-nc-nd)

Date di San Pietro e San Paolo

La festa di San Pietro e San Paolo è prevista alle seguenti date:

  • giovedì 29 giugno 2017
  • venerdì 29 giugno 2018
  • sabato 29 giugno 2019

Il 29 giugno a Roma si festeggia ogni anno i Santi Pietro e Paolo, patroni della Città eterna.

Le Origini della Festività

Questi due giudei, molto diversi tra loro per origine e formazione, non sono i primi seguaci di Gesù ad essere arrivati nella capitale, ma piuttosto i due apostoli (termine, derivato dal greco, che significa inviati) che proprio a Roma furono uccisi per essersi fatti annunciatori del nuovo messaggio, divenendo così martirivittimi dalle persecuzioni anticristiana di Nerone.

Si dice che Pietro fu crocifisso la testa in basso nel'64 d.C. e che Paolo venne decapitato nel'67. Più precisamente, Pietro fu crocifisso a testa in giù in Vaticano, Paolo fu decapitato nell'attuale zona delle Tre Fontane. Dai tre rimbalzi che fece il suo capo mozzato sgorgarono tre fonti e successivamente vennero edificate tre chiese.

Storicamente, Le date di morte dei due apostoli e delle persecuzioni di Nerone non potevano essere il 29 giugno del 67, i due Santi non furono in effetti contemporaneamente martirizzati in tale data. In realtà, questa data del 29 giugno è legata all'antica festività romana del Quirino (divinazione e festa romana che celebrava i due gemelli Remo e Romolo)1.

San Pietro e San Paolo
San Pietro e San Paolo © santipietroepaolo.net

Col tempo i due apostoli furono considerati anche loro i fondatori della nuova Roma. Infatti papa Leone Magno, verso la metà del secolo V, si rivolse in un sermone pronunciato in occasione di questa festa, a Roma personificata ricordandole che gli apostoli le avevano portato il Vangelo di Cristo, trasformandola da maestra di errore in discepola di verità. Quelli sono i santi padri tuoi e i veri pastori che ti fondarono, molto meglio e molto più felicemente di coloro per opera dei quali fu stabilita la prima fondazione delle tue mura, rammentando che Romolo aveva macchiato la nascita della città col sangue fraterno2.

I due martiri vengono così a costituire le due colonne portanti della Chiesa: Pietro per aver ricevuto le chiavi del regno dei cieli da Cristo risorto, Paolo per essere l'apostolo dei Gentili.

Riti e tradizioni

La festività sarebbe celebrata dal 258. Fino ai primi decenni del ‘900 il 29 giugno si faceva festa grande, a Roma, con le classiche scampagnate fuori porta: presso le osterie e le fraschette si poteva mangiare pagando solo lo scommido all'oste e portandosi da casa il fagotto.

San Pietro e San Paolo sono citati nei giochi dei ragazzini romani dell'800. Alcuni di loro, prendendosi per mano, cantavano: San Pietro e San Paolo, opritece le porte!. E un'altra coppia di ragazzini, i due capi-gioco sorteggiati, dopo aver deciso, in segreto tra di loro, due parole d'ordine, ed abbinatele sempre in segreto all'Inferno una ed al Paradiso l'altra, presisi anch'essi per le mani ed alzate le braccia ad arco, rispondevano: Le porte stanno aperte pe' cchi ce vòle entra'! (un gioco che ricorda l'eterna contraddizione tra il Paradiso e il fatto di essere imprigionato in inferno).

Al giorno d'oggi, ufficialmente, La celebrazione della festa patronale di Roma comincia la sera del 28 giugno, nella Basilica Vaticana, quando la statua di San Pietro viene vestita da pontefice.

Un'altra tradizione ci viene del 1868 quando papa Pio IX affidò l'Abbazia ad una compagnia di frati Trappisti, i quali, dopo aver bonificato la zona dalla malaria, vi piantarono una gran quantità di eucalipti, allora ritenuti una barriera al diffondersi della malaria, costituendo così un celebre e salubre bosco, mèta delle scampagnate dei romani che qui venivano a godere sia della pace e della bellezza del luogo, sia delle rinomate specialità dei frati come il cioccolato ed il liquore ricavato dalle foglie di eucalipto. Un'antica tradizione dei romani era quella di recarsi di buon mattino presso i frati Trappisti per gustarsi una rosetta (pane tipico di Roma) riempita di una buona dose di cioccolato caldo. Da quel giorno, andare all'Abbazia delle Tre Fontane il 29 giugno è una tradizione da non perdere3.

Ai secondi vespri, chiamati dai romani familiarmente vesperoni, infatti la statua di San Pietro, di Arnolfo di Cambioera vestita con gli abiti solenni del pontefice: l'amitto (un liturgico panno di lino rettangolare da indossare sulla testa), la stola, il piviale (mantello) rosso, la tiara sul capo e l'anello al dito. In sua presenza si benedivano i pallii, che il giorno dopo sarebbero stati donati dal Papa a patriarchi, vescovi e metropoliti nominati in occasione della ricorrenza. Il Palio rappresenta l'unione tra la Chiesa Universale e quelle locali. Il Papa bacia poi il piede della statua di bronzo di San Pietro, adornata con il "piviale" rosso.

Ogni 29 giugno, al tramonto si svolge anche una processione, che ha come particolarità quella di portare una reliquia di San Paolo: la sua catena composta da 14 anelli di ferro, attualmente custodita nella basilica di San Paolo Fuori le Mura (così come la catena di San Pietro è custodita in San Pietro in Vincoli, dove si possono anche ammirare la meravigliosa tomba di Giulio II° ed il Mosè, entrambe opere di Michelangelo). Dopo il tramonto la cupola della basilica di San Pietro è illuminata a giorno da decine di fiaccole, mentre sopra Castel Sant'Angelo vengono fatti esplodere i fuochi d'artificio.

Visto che il 29 era però prevalentemente dedicato a San Pietro ed alle funzioni religiose, si decise di onorare San Paolo il 30 Giugno ed era, questa, una giornata esclusivamente dedicata alle scampagnate ed ai festeggiamenti4.

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