Il calendario copto

Un po' di storia

Copto viene dalla parola egiziano o, più precisamente, dalla sua traduzione greca Aigyptos. Gli arabi che invasero l'Egitto nel 641 d.C. la pronunciarono Gypt o Kipt. Chiamarono quindi Copti gli abitanti dell'Egitto.

All'inizio il termine copto indicava insieme un popolo, una lingua e una confessione religiosa.

Un popolo: al momento della conquista araba erano quasi tutti cristiani, ma passarono progressivamente all'Islam. Il termine «copto» finì allora per designare quelli che rimasero cristiani, perdendo così il suo valore etnico.
In italiano, «copto» indica oggi ciò che riguarda l'antica lingua liturgica, ormai morta, e la Chiesa ortodossa d'Egitto.

Una lingua: affonda le sue radici nei geroglifici egizi. Quando l'Egitto fu occupato dai Greci, gli Egiziani trovarono l'alfabeto greco più semplice da usare dei geroglifici e lo adottarono. Vi aggiunsero anche sette segni nuovi per rendere alcuni suoni propri dell'egiziano.

La lingua copta si è evoluta così: geroglifici => neoegiziano => demotico => tolemaico => copto del sud (sahidico) e copto del nord (bohairico).

Ancora oggi viene studiata in alcune università.

Una confessione religiosa: secondo la tradizione, la fondazione della Chiesa copta risalirebbe a san Marco, uno dei quattro evangelisti. La sua storia fu piena di difficoltà e persecuzioni.

Quando la Chiesa fu fondata, l'Egitto era sotto il dominio di Diocleziano, la cui ascesa al potere è fissata al 284 d.C. Il cristianesimo non era riconosciuto da Roma e Diocleziano ordinò persecuzioni contro i cristiani in tutto l'Impero romano. I Copti d'Egitto ne soffrirono in modo particolare e molti di loro furono martirizzati già a partire dal 305.

La Chiesa copta era di tradizione monofisita, cioè sosteneva che Cristo avesse una sola natura divina e non una natura umana.

Dopo il concilio di Calcedonia del 451, che definiva Gesù Cristo come una persona in due nature, divina e umana, si andò verso una rottura tra la Chiesa copta e la Grande Chiesa.

La Chiesa copta attuale dipende dall'autorità del patriarca di Alessandria e sembra avvicinarsi alla Chiesa ortodossa d'Oriente, nel tentativo di lasciarsi alle spalle le controversie del passato.

Il calendario

Come il calendario etiope, anche il calendario copto deriva dal calendario egiziano vago con un adattamento degli anni bisestili.

Assomiglia quindi molto al calendario giuliano.

L'anno è formato da dodici mesi di 30 giorni, seguiti da un «piccolo mese» di 5 o 6 giorni epagomeni, 5 negli anni normali e 6 negli anni bisestili, chiamati in arabo 'Ayyâm al-Nasî.

I dodici mesi hanno conservato i nomi egizi del primo millennio a.C. L'ortografia varia da una fonte all'altra; qui ne riporto una delle forme possibili.

Mese Nome Mesi giuliani Mesi gregoriani
1 tout agosto/settembre settembre/ottobre
2 bâbâ settembre/ottobre ottobre/novembre
3 hâtour ottobre/novembre novembre/dicembre
4 kyahn novembre/dicembre dicembre/gennaio
5 toubah dicembre/gennaio gennaio/febbraio
6 amshîr gennaio/febbraio febbraio/marzo
7 barmahât febbraio/marzo marzo/aprile
8 barmoudah marzo/aprile aprile/maggio
9 bashans aprile/maggio maggio/giugno
10 ba'ounah maggio/giugno giugno/luglio
11 abîb giugno/luglio luglio/agosto
12 misra luglio/agosto agosto/settembre
13 al-nasi dal 24 agosto al 28 o 29 agosto dal 6 settembre al 10 o 11 settembre

Questo calendario, a differenza del calendario egiziano vago, ha un punto di partenza fisso, il 1º tout dell'anno 1, che corrisponde al 29 agosto 284 del calendario giuliano.

Perché proprio il 284? Quando si sa che l'era del calendario copto viene chiamata anche era dei martiri, indicata con le lettere A.M. (Anno Martyrium), e che talvolta il calendario stesso viene chiamato calendario dei martiri, la risposta arriva subito: il calendario copto prende come inizio l'anno dell'ascesa al potere del tiranno romano Diocleziano.

Il capodanno copto, il Nairouz, cade oggi nella data che corrisponde all'11 o al 12 settembre del calendario gregoriano, cioè il 29 o 30 agosto del calendario giuliano.

Gli anni bisestili

Seguono il ritmo del calendario gregoriano in questo modo: sono bisestili gli anni del calendario copto la cui fine, nell'anno gregoriano corrispondente, precede un anno gregoriano bisestile.

Esempio: misra 1719, nel calendario copto, corrisponde ad agosto/settembre 2003 nel calendario gregoriano. Il 2003 precede il 2004, che è bisestile. L'anno 1719 A.M. sarà dunque bisestile.

La settimana e il giorno copto

La settimana copta è composta da sette giorni e comincia la domenica. I nomi dei giorni sono questi:

Giorno italianoGiorno copto
Domenica Tkyriaka
Lunedì Pesnau
Martedì Pshoment
Mercoledì Peftoou
Giovedì Ptiou
Venerdì Psoou
Sabato Psabbaton

Il giorno civile comincia al mattino, mentre il giorno liturgico comincia la sera, al tramonto del sole.

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