Questa pagina è la seconda di una serie di tre capitoli che ci conducono dai calendari romani primitivi all'attuale calendario gregoriano, passando per il calendario giuliano.
Un po' di storia
NOTA: esistono molti libri, e non pochi siti Internet, che raccontano la storia di Roma dalle origini fino alla sua scomparsa.
Perciò, il nostro «spicchio di storia» assomiglierà più a una cronologia che a una serie di spiegazioni dettagliate. Il suo scopo essenziale è collocarci nel tempo, così da seguire l'evoluzione dei nostri calendari.
La cronologia di ogni pagina corrisponde ai calendari spiegati nella pagina stessa. Prosegue dunque lungo i tre capitoli menzionati nel preambolo.
Continuiamo il condensato della nostra cronologia della storia romana e proiettiamoci verso la fine della repubblica.
Gaio Giulio Cesare nasce a Roma nel 100 o 102 a.C. e muore a Roma nel 44 a.C.
- Dopo alcuni contrasti con il dittatore Silla, è costretto a partire per l'Asia, ma torna a Roma alla morte di Silla.
- Diventa Pontefice Massimo nel 63 a.C.
- Nel 60 a.C. si allea con Crasso e Pompeo e fonda il primo triumvirato.
- Diventa console nel 59 a.C. e proconsole della Gallia cisalpina e transalpina nel 58 a.C.
- Nel 53 a.C. Crasso muore combattendo contro i Parti e le sue legioni vengono annientate.
- Un solo uomo si oppone ancora a Cesare nella conquista del potere: Pompeo.
- Nel 49 a.C. Cesare attraversa il Rubicone e marcia su Roma: è l'inizio della guerra civile. Nel 48 a.C. Pompeo fugge in Egitto, inseguito da Cesare. Vi viene assassinato nello stesso anno e Cesare consegna il trono a Cleopatra.
- Cesare si fa nominare dittatore nel 45 a.C., poi ottiene la dittatura perpetua nel 44 a.C. Può allora legiferare a suo piacimento, riformare le istituzioni e... il calendario, su consiglio di un astronomo alessandrino di nome Sosigene.
- Cesare viene assassinato il 14 marzo 44 a.C. dal suo figlio adottivo Bruto, Marco Giunio. Questa morte trascina i Romani in una terza guerra civile.
- Il 20 marzo 44 a.C. la lettura del testamento di Cesare fa di Ottaviano il suo erede, ed egli accetta.
Ottaviano Augusto nasce a Roma, a Velletri, nel 63 a.C. e muore a Nola nel 14 d.C.
- Ottaviano diventerà imperatore con il nome di Augusto dal 27 a.C. al 14 d.C.
- È l'inizio di una lunga serie di imperatori, tra i quali:
- Tiberio, che succede ad Augusto e regna dal 14 al 37.
- Il secondo che qui ci interessa è Domiziano, che guiderà l'impero dall'81 al 96.
- E l'ultimo coinvolto nella storia del calendario è Costantino, il cui regno si estende dal 324 al 337.
- L'Impero romano d'Occidente finirà nel 476.
Due parole su Sosigene e sul suo ambiente. Per varie ragioni, tra cui Cleopatra, Cesare aveva sviluppato un certo gusto per l'Egitto.
Grazie a Tolomeo, generale di Alessandro Magno, che si proclamerà re d'Egitto nel -305 con il nome di Tolomeo I Sotere, Alessandria accolse sapienti provenienti da ogni dove. Fu lui a fondare la Grande Biblioteca.
Ad Alessandria si sussegue così una lunga schiera di astronomi illustri:
- Aristarco (verso il -270), che concepì un orologio solare, svolse osservazioni sul Sole e osò sostenere che la Terra si muovesse rispetto al Sole.
- Eratostene (-276 -194), che misurò l'inclinazione dell'asse terrestre.
- Ipparco, verso il -130, che scoprì la precessione degli equinozi e calcolò la durata dell'anno solare con un errore di appena sei minuti: 365 giorni, 5 ore e 55 minuti.
- Più tardi, Claudio Tolomeo (100-170), greco e cittadino romano, che scrisse un'immensa enciclopedia astronomica e geografica destinata a restare un riferimento per oltre dieci secoli. Riprese da Ipparco la stima della durata dell'anno solare.
Forse fu durante una festa organizzata da Cleopatra che Cesare incontrò Sosigene, il quale gli comunicò le sue idee sul calendario. Poiché la durata dell'anno risultata dalla riforma sarà inesatta, ci si può domandare il perché, dato che è difficile immaginare che Sosigene ignorasse i lavori di Ipparco.
Il o i calendari?
La riforma del calendario romano operata da Cesare diede vita a un calendario puramente solare.
Plutarco dice che «Cesare si rivolse ai migliori filosofi e matematici del suo tempo» per stabilire il primo calendario. Naturalmente Sosigene era tra loro.
Abbiamo visto nel capitolo precedente che l'anno prima della riforma si presentava così:
| 1-JANUARIUS: 29 g | 4-APRILIS: 29 g | 7-QUINTILIS: 31 g | 10-OCTOBER: 31 g |
| 2-FEBRUARIUS: 28 g | 5-MAIUS: 31 g | 8-SEXTILIS: 29 g | 11-NOVEMBER: 29 g |
| 3-MARTIUS: 31 g | 6-JUNIUS: 29 g | 9-SEPTEMBER: 29 g | 12-DECEMBER: 29 g |
Abbiamo anche visto che nel 46 a.C. il calendario romano accusava ormai diversi mesi di ritardo rispetto al ciclo solare, a causa di una distribuzione disordinata dei mesi intercalari. Cesare stesso non era del tutto estraneo al problema, poiché, pur essendo Pontefice Massimo dal -63, avrebbe decretato un mese intercalare una sola volta.
Il problema della riforma era duplice:
- Recuperare il tempo perduto.
- Mettere in atto il nuovo calendario.
1) Per risolvere il primo problema la soluzione fu drastica: Cesare ordinò di aggiungere all'anno 46 a.C. due mesi intercalari di 33 e 34 giorni tra november e december. Queste aggiunte si sommavano a un normale mese intercalare in februarius. In questo modo furono aggiunti 90 giorni al solo anno 46 a.C., che arrivò a contare 445 giorni. Per saperne di più su questo punto, si veda la pagina dedicata alle confusioni del calendario giuliano.
Macrobio, scrittore latino del IV-V secolo, definì quest'anno ultimus annus confusionis, cioè l'ultima annata di confusione.
2) Sistemato il ritardo del calendario, il nuovo calendario entrò in vigore già dal 45 a.C.
Possiamo definirlo così:
- Conferma dell'inizio dell'anno il 1° januarius. Possiamo considerarla una semplice conferma. Ne riparleremo più avanti, affrontando il delicato problema dell'inizio dell'anno nella storia romana.
- Rispetto dell'equinozio di primavera, fissato al 25 marzo.
Secondo Plinio (Naturalis Historia, XVIII), Cesare collocò equinozi e solstizi all'ottavo giorno prima delle calende di aprile, giugno, ottobre e gennaio, vale a dire il 25 marzo, il 24 giugno, il 24 settembre e il 25 dicembre.
- Anno di 365 giorni con un 366° giorno ogni quattro anni.
- Il giorno in più ogni quattro anni sarebbe stato collocato prima del 24 februarius o, secondo altre interpretazioni, dopo: nei fatti non cambia nulla. Il 24 febbraio portava il nome di sextilis ante calendar martius e il giorno supplementare bis sextilis ante calendar martius, da cui «anno bisestile».
- Il numero di giorni dei mesi è oggetto di due interpretazioni da parte degli autori moderni. Ve le presento entrambe.
A) Prima interpretazione (fonti storiche sconosciute)
In un primo momento ci sarebbe stata una rigorosa alternanza di mesi di 31 e 30 giorni, con l'eccezione di februarius, che ne avrebbe avuti 29, oppure 30 negli anni bisestili. Nel 44 a.C., su proposta di Antonio, quintilis divenne julius in onore di Giulio Cesare.
A quel punto, l'anno si sarebbe presentato così:
| 1-JANUARIUS: 31 g | 4-APRILIS: 30 g | 7-JULIUS: 31 g | 10-OCTOBER: 30 g |
| 2-FEBRUARIUS: 29 g (30 g) | 5-MAIUS: 31 g | 8-SEXTILIS: 30 g | 11-NOVEMBER: 31 g |
| 3-MARTIUS: 31 g | 6-JUNIUS: 30 g | 9-SEPTEMBER: 31 g | 12-DECEMBER: 30 g |
Nota: lasciamo i mesi Januarius, Junius e Julius scritti con la J. Ma la lettera J era già stata inventata? In caso contrario, bisognerebbe scrivere Ianuarius, Iunius e Iulius.
Sotto Augusto, il Senato volle onorare il suo imperatore per una ragione che richiameremo più avanti e diede il suo nome a sextilis, che divenne augustus (agosto). Naturalmente, il mese di agosto non poteva avere meno giorni di julius, e passò quindi a 31 giorni. Questo giorno supplementare di augustus fu compensato togliendo un giorno a februarius, che passò così a 28 giorni, 29 negli anni bisestili. Inoltre, per evitare una successione di tre mesi di 31 giorni, si invertì la durata dei mesi in september, october, november e december, e l'anno si presentò così:
| 1-JANUARIUS: 31 g | 4-APRILIS: 30 g | 7-JULIUS: 31 g | 10-OCTOBER: 31 g |
| 2-FEBRUARIUS: 28 g (29 g) | 5-MAIUS: 31 g | 8-AUGUSTUS: 31 g | 11-NOVEMBER: 30 g |
| 3-MARTIUS: 31 g | 6-JUNIUS: 30 g | 9-SEPTEMBER: 30 g | 12-DECEMBER: 31 g |
B) Seconda interpretazione
Per questa versione le fonti esistono, e ne cito una:
«Censorino, De Die Natali, cap. XX: Per questo, ai trecentocinquantacinque giorni che componevano l'anno egli, cioè Cesare, ne aggiunse dieci, distribuendoli tra i sette mesi di ventinove giorni, in modo che gennaio, agosto e dicembre ne prendessero due, e gli altri uno solo; e questi giorni supplementari furono collocati solo alla fine del mese, affinché le feste religiose di ogni mese conservassero la loro data. Ed è per questo che oggi, pur avendo sette mesi di trentuno giorni, quattro di essi si distinguono dagli altri, perché in questi quattro mesi le none cadono il 7, mentre negli altri cadono il 5.
Nel 44 a.C., su proposta di Antonio, quintilis divenne julius in onore di Giulio Cesare e, più tardi, sextilis divenne augustus.
A quel punto l'anno si sarebbe presentato così:
| 1-JANUARIUS: 31 g (+2) | 4-APRILIS: 30 g (+1) | 7-JULIUS: 31 g | 10-OCTOBER: 31 g |
| 2-FEBRUARIUS: 28 g (29 g) | 5-MAIUS: 31 g | 8-AUGUSTUS: 31 g (+2) | 11-NOVEMBER: 30 g (+1) |
| 3-MARTIUS: 31 g | 6-JUNIUS: 30 g (+1) | 9-SEPTEMBER: 30 g (+1) | 12-DECEMBER: 31 g (+2) |
Commenti sulle due interpretazioni: si può constatare che entrambe conducono allo stesso risultato, ma la seconda non passa attraverso una riorganizzazione del numero dei giorni dei mesi all'epoca di Augusto, poiché già con Cesare l'anno avrebbe la sua forma definitiva.
Un frammento di papiro, pOxy 61.4175, la cui analisi è stata pubblicata nel 1999, ci permette di saperne di più su questo punto. Si tratta di un efemeride delle stelle redatto al tempo stesso nel calendario egizio e in quello romano. Risalirebbe al 730 A.U.C., cioè al 24 a.C. La corrispondenza tra i due calendari permette di stabilire che Kal. Sex. = 8 Mesorê e Kal. Sept. = 4 Thot.
Dunque, molto prima di Augusto, il mese sextilis contava già 31 giorni, il che avvalora la seconda interpretazione.
Quanto al passaggio da sextilis a augustus, esso sarebbe avvenuto durante la riforma augustea del 746 A.U.C., cioè nell'8 a.C.
Qualunque sia il metodo esatto, il calendario giuliano era ormai nato.
Non si dovette attendere molto perché si producesse un errore: nel 44 a.C., poco dopo la morte di Cesare, il collegio dei pontefici, ancora loro, contò un anno bisestile ogni tre anni invece di ogni quattro. Questo errore è certamente dovuto alla mania romana di contare come 1 l'inizio di un computo, come abbiamo già visto. Devono quindi aver contato 1,2,3,4 invece di 0,1,2,3,4, anche perché lo zero non esisteva ancora.
L'errore durò parecchio, poiché fu rilevato solo nell'8 a.C. In 36 anni furono intercalati 12 giorni invece di 9.
Augusto fece correggere questa svista decretando la soppressione di tre anni bisestili, distribuiti in dodici anni. Sarebbe questa la partecipazione al calendario che gli valse l'onore di dare il proprio nome a un mese.
Per saperne di più sull'avvio erratico del calendario giuliano e sulle correzioni apportate da Augusto, si veda la pagina dedicata alle confusioni del calendario giuliano.
I successori di Augusto, o gli zelanti attorno a loro, tentarono invano di introdurre il proprio nome nel calendario: Neronius per aprile, Claudius per maggio, Germanius per giugno, Tiberius per settembre. Per quest'ultimo fu lo stesso Tiberio a opporsi.
Questo calendario giuliano, con la scansione dei suoi mesi, poteva riprodursi anno dopo anno senza alcuna modifica. Eccone la struttura.
Struttura di un mese
Prendiamo, per esempio, il mese di gennaio, Januarius o Ianuarius.
| 1 | Kalendis Januariis | Promemoria su calende, idi e none: Tre giorni scandivano il mese e lo dividevano in periodi diseguali: - Le calende: erano il primo giorno del mese. Il loro nome deriverebbe da calare, proclamare, perché proprio in quel giorno venivano annunciate le date importanti. - Le idi: dal termine etrusco iduare, che significa dividere. Segnavano il centro del mese: il 15 per *Martius*, *Maius*, *Julius* e *October*; il 13 per gli altri mesi. Non dimentichiamo l'avversione dei Romani per i giorni pari. - Le none: il nono giorno prima delle idi. Poiché il primo giorno del conteggio era compreso, cadevano quindi il 5 oppure il 7, a seconda che le idi fossero al 13 o al 15. I Romani indicavano ciascun giorno in rapporto al "riferimento" successivo: per esempio "tre giorni prima delle calende di marzo" oppure "sei giorni prima delle idi di agosto". La vigilia di un "riferimento" si chiamava pridie. Per esempio Pridie Nonas per la vigilia delle none. Naturalmente, la vigilia del pridie non era il secondo giorno prima del "riferimento", perché quest'ultimo era compreso nel computo. Così, la vigilia delle none si dice Pridie Nonas e la vigilia del pridie è... il terzo giorno prima delle none. Da notare che facciamo la stessa cosa quando diciamo "fra otto giorni" mentre si tratta in realtà di una settimana... di sette giorni. Il giorno successivo alle calende, alle none e alle idi era chiamato postridie kalendas, postridie nonas e postridie idus. |
| 2 | ante diem quartum Nonas Januarias oppure postridie kalendas Januarias |
|
| 3 | Ante diem tertium Nonas Januarias | |
| 4 | Pridie Nonas Januarias | |
| 5 | Nonis januariis | |
| 6 | Ante diemoctavum Idus Januarias oppure postridie Nonas Januarias |
|
| 7 | Ante diem septimum Idus Januarias | |
| 8 | Ante diem sextum Idus Januarias | |
| 9 | Ante diem quintum Idus Januarias | |
| 10 | Ante diem quartum Idus Januarias | |
| 11 | Ante diem tertium Idus Januarias | |
| 12 | Pridie idus Januarias | |
| 13 | Idibus Januariis | |
| 14 | ante diem undevicesimum Kalendas Februarias oppure postridie idus Januarias |
|
| 15 | ante diem duodevicesimum Kalendas Februarias | |
| 16 | ante diem septimum decimum Kalendas Februarias | |
| 17 | ante diem sextum decimum Kalendas Februarias | |
| 18 | ante diem quintum decimum Kalendas Februarias | |
| 19 | ante diem quartum decimum Kalendas Februarias | |
| 20 | ante diem tertium decimum Kalendas Februarias | |
| 21 | ante diem duodecimum Kalendas Februarias | |
| 22 | ante diem undecimum Kalendas Februarias | |
| 23 | ante diem decimum Kalendas Februarias | |
| 24 | ante diem nonum Kalendas Februarias | |
| 25 | ante diem octavum Kalendas Februarias | |
| 26 | ante diem septimum Kalendas Februarias | |
| 27 | ante diem sextum Kalendas Februarias | |
| 28 | ante diem quintum Kalendas Februarias | |
| 29 | ante diem quartum Kalendas Februarias | |
| 30 | ante diem tertium Kalendas Februarias | |
| 31 | Pridie Kalendas Februarias |
Per gli altri mesi si dirà:
| Mese | Nome del mese | Giorno delle calende, none o idi | Altri giorni |
|---|---|---|---|
| Gennaio | Ianuarius o Januarius | Kalendis Februariis Nonis Februariis Idibus Februariis |
ante diem ... (o pridie) Nonas Ianuarias ante diem ... (o pridie) Idus Ianuarias ante diem ... (o pridie) Kalendas Februarias |
| Febbraio | Februarius | Kalendis Ianuariis Nonis Ianuariis Idibus Ianuariis |
ante diem ... (o pridie) Nonas Februarias ante diem ... (o pridie) Idus Februarias ante diem ... (o pridie) Kalendas Martias |
| Marzo | Martius | Kalendis Martiis Nonis Martiis Idibus Martiis |
ante diem ... (o pridie) Nonas Martias ante diem ... (o pridie) Idus Martias ante diem ... (o pridie) Kalendas Apriles |
| Aprile | Aprilis | Kalendis Aprilibus Nonis Aprilibus Idibus Aprilibus |
ante diem ... (o pridie) Nonas Apriles ante diem ... (o pridie) Idus Apriles ante diem ... (o pridie) Kalendas Maias |
| Maggio | Maius | Kalendis Maiis Nonis Maiis Idibus Maiis |
ante diem ... (o pridie) Nonas Maias ante diem ... (o pridie) Idus Maias ante diem ... (o pridie) Kalendas Iunias |
| Giugno | Iunius o Junius | Kalendis Iuniis Nonis Iuniis Idibus Iuniis |
ante diem ... (o pridie) Nonas Iunias ante diem ... (o pridie) Idus Iunias ante diem ... (o pridie) Kalendas Iulias |
| Luglio | Iulius o Julius | Kalendis Iuliis Nonis Iuliis Idibus Iuliis |
ante diem ... (o pridie) Nonas Iulias ante diem ... (o pridie) Idus Iulias ante diem ... (o pridie) Kalendas Augustas |
| Agosto | Augustus | Kalendis Augustis Nonis Augustis Idibus Augustis |
ante diem ... (o pridie) Nonas Augustas ante diem ... (o pridie) Idus Augustas ante diem ... (o pridie) Kalendas Septembres |
| Settembre | September | Kalendis Septembribus Nonis Septembribus Idibus Septembribus |
ante diem ... (o pridie) Nonas Septembres ante diem ... (o pridie) Idus Septembres ante diem ... (o pridie) Kalendas Octobres |
| Ottobre | October | Kalendis Octobribus Nonis Octobribus Idibus Octobribus |
ante diem ... (o pridie) Nonas Octobres ante diem ... (o pridie) Idus Octobres ante diem ... (o pridie) Kalendas Novembres |
| Novembre | November | Kalendis Novembribus Nonis Novembribus Idibus Novembribus |
ante diem ... (o pridie) Nonas Novembres ante diem ... (o pridie) Idus Novembres ante diem ... (o pridie) Kalendas Decembres |
| Dicembre | December | Kalendis Decembribus Nonis Decembribus Idibus Decembribus |
ante diem ... (o pridie) Nonas Decembres ante diem ... (o pridie) Idus Decembres ante diem ... (o pridie) Kalendas Ianuarias |
Struttura dell'anno
Semplifichiamo un po', per interessarci soltanto alla struttura generale.
| Januarius Augustus December | Aprilis Junius September November | Martius Maius Julius October | Februarius (anno normale) | Februarius (anno bisestile) | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1 | Kalendis | Kalendis | Kalendis | Kalendis | Kalendis |
| 2 | IV | IV | VI | IV | IV |
| 3 | III | III | V | III | III |
| 4 | Pridie Nonas | Pridie Nonas | IV | Pridie Nonas | Pridie Nonas |
| 5 | Nonis | Nonis | III | Nonis | Nonis |
| 6 | VIII | VIII | Pridie Nonas | VIII | VIII |
| 7 | VII | VII | Nonae | VII | VII |
| 8 | VI | VI | VIII | VI | VI |
| 9 | V | V | VII | V | V |
| 10 | IV | IV | VI | IV | IV |
| 11 | III | III | V | III | III |
| 12 | Pridie Idus | Pridie Idus | IV | Pridie Idus | Pridie Idus |
| 13 | Idibus | Idibus | III | Idibus | Idibus |
| 14 | XIX | XVIII | Pridie Idus | XVI | XVI |
| 15 | XVIII | XVII | Idibus | XV | XV |
| 16 | XVII | XVI | XVII | XIV | XIV |
| 17 | XVI | XV | XVI | XIII | XIII |
| 18 | XV | XIV | XV | XII | XII |
| 19 | XIV | XIII | XIV | XI | XI |
| 20 | XIII | XII | XIII | X | X |
| 21 | XII | XI | XII | IX | IX |
| 22 | XI | X | XI | VIII | VIII |
| 23 | X | IX | X | VII | VII |
| 24 | IX | VIII | IX | VI | VI * |
| 25 | VIII | VII | VIII | V | bis VI * |
| 26 | VII | VI | VII | IV | V |
| 27 | VI | V | VI | III | IV |
| 28 | V | IV | V | Pridie Kalendas | III |
| 29 | IV | III | IV | 31 | Pridie Kalendas |
| 30 | III | Pridie Kalendas | III | 31 | Ogni 4 anni |
| 31 | Pridie Kalendas | 31 | Pridie Kalendas | 31 |
* Si trova talvolta anche a. d. VI. Kal. Mart. posteriorem per il 24 e a. d. VI. Kal. Mart. priorem per il 25.
Che cosa mancava ancora a questo calendario per diventare quello che conosciamo oggi?
- Una leggera correzione della durata, che vedremo nel terzo e ultimo capitolo.
- L'introduzione della settimana.
Vedremo quest'ultima modifica, ma prima concediamoci un momento di respiro e proviamo a interpretare un calendario dell'epoca.
I frammenti originali sono conservati al Museo delle Terme di Diocleziano, a Roma. Bauglir / CC BY-SA 4.0 tramite Wikimedia Commons
Si tratta qui di un calendario pregiuliano, ma la presentazione resterà la stessa anche dopo la riforma.
In alto si possono vedere i nomi dei mesi, JAN, FEB, MAR..., preceduti da una k per Kalendae. Nel margine compare un ciclo di otto lettere che prosegue senza interruzione da un mese all'altro, A, B, C, D, E, F, G, H, corrispondente al ciclo di otto giorni delle nundinae. Le idi e le none sono indicate nella colonna principale del mese, NON ed EIDVS.
Sempre nella colonna del mese si può vedere una F per indicare un giorno fasto, una N per indicare un giorno nefasto e una C per indicare un giorno comiziale, cioè un giorno in cui si può votare nei comizi.
Dopo questo piccolo esercizio, torniamo a ciò che ancora mancava al calendario giuliano: la settimana.
Essa esisteva già nei calendari caldei ed ebraici. I cristiani si ispirarono a questo modello.
Nel I secolo della nostra era, i cristiani onoravano ancora il sabato ebraico. A poco a poco consacrarono al Signore piuttosto il giorno della Resurrezione, il giorno successivo a un sabato, e nel II secolo questa pratica era ormai diffusa.
Marmo, opera romana, 312-315 d.C. Jean-Pol GRANDMONT, Capitoline Museums / CC BY-SA 3.0, tramite Wikimedia Commons
Costantino, imperatore dal 324 al 337.
Con l'Editto di Milano concede piena libertà di culto alla Chiesa. Nel 330 trasferisce la sede dell'Impero a Bisanzio. Nel 337 arrivano il battesimo e la morte di Costantino.
Nel 312 l'imperatore Costantino, ormai cristiano, decreta la fine delle persecuzioni contro i cristiani. A questo proposito, sembrerebbe che Costantino fosse pronto ad «adottare» qualunque religione, purché servisse i suoi interessi politici. Ma, in fondo, era un problema suo. Resta comunque il fatto che introdusse la religione nel calendario giuliano.
Senza toccare il calendario in sé, né la durata dell'anno né la suddivisione in dodici mesi, apportò tre modifiche importanti:
- Introduzione della domenica come giorno festivo nella settimana di sette giorni con un editto del 321.
- Riconoscimento ufficiale delle feste cristiane a data fissa.
- Riconoscimento ufficiale della Pasqua come festa mobile al Concilio di Nicea del 325. La Pasqua dovrà essere «celebrata ovunque nello stesso giorno». Sì, d'accordo!! Ma... quando? Il Concilio di Nicea non lo dice.
Restava dunque un solo problema da risolvere perché il calendario giuliano diventasse il calendario usato ai nostri giorni: adattare nel lungo periodo la durata dell'anno all'anno tropico.
È ciò che vedremo nel nostro ultimo capitolo.
L'inizio dell'anno nei calendari romani
Quando cominciava l'anno nei diversi calendari romani? La domanda sarebbe semplice se fosse esistito un solo tipo di anno.
Ma i Romani conoscevano l'anno religioso, l'anno delle magistrature, l'anno civile, forse l'anno agricolo...
Joannes Lamentius Lydus, detto Giovanni Lido, prima metà del VI secolo, scrive nel De mensibus 3.22 che i Romani distinguevano tra l'anno «religioso», che cominciava in gennaio, e l'anno «tradizionale», che iniziava in marzo.
Questa distinzione non ha nulla di sorprendente. Anche noi conosciamo l'anno civile, l'anno scolastico, l'anno parlamentare...
Annette Flobert, nella sua traduzione della Storia romana di Tito Livio, scrive in una nota al libro III, 36:
L'anno civile cominciava in settembre, alle idi o alle calende, fino al 479 a.C. [275 A.U.C.]; in seguito fu anticipato di un mese, alle idi o alle calende di agosto. Fissato alle idi di dicembre dal 449 [305 A.U.C.] al 401 [353 A.U.C.], oscillò poi tra marzo e ottobre fino al 153 [600 A.U.C.], quando fu fissato al 1° gennaio.
Guardiamo più da vicino questo anno 600. Nella sua Storia romana, libro IV, cap. 1, Mommsen scrive che nell'anno 600:
«Guidati da un capo chiamato Punico, i Lusitani si scagliarono sulla provincia romana, sconfissero i due pretori riuniti e fecero loro molte vittime. I Vettoni, tra il Tago e l'alto Douro, colsero subito l'occasione per unirsi a loro; rafforzati da questi nuovi alleati, i barbari spinsero le loro incursioni fino al Mediterraneo. Devastarono perfino il paese dei Bastulo-Fenici, non lontano dalla capitale romana di Carthago Nova, l'odierna Cartagena. Gli attacchi parvero abbastanza seri a Roma da far decidere l'invio di un console sul posto, cosa che non si vedeva dal 559, cioè dal 195 a.C. E poiché c'era urgenza di far partire i soccorsi, i due consoli entrarono in carica due mesi e mezzo prima del previsto. A questa circostanza si ricollega l'investitura dei supremi magistrati annuali, collocata ormai al 1° gennaio invece che al 15 marzo. Di conseguenza, anche l'inizio dell'anno fu fissato a questa stessa data, rimasta in uso fino ai nostri giorni.
È dunque proprio a partire da questo anno 600 A.U.C. che l'inizio dell'anno fu fissato al primo gennaio.
Mommsen scrive più avanti nella sua opera che, "fino al 600, l'anno ufficiale degli alti magistrati, consoli, pretori, edili curuli, e più tardi anche degli edili plebei, andava dal 15 marzo al 14 marzo; quello dei tribuni del popolo andava dal 10 dicembre al 9 dicembre, senza peraltro toccare l'anno civile, che andava dal 1° marzo alla fine di febbraio. Ma dal 601 in poi il nuovo anno ufficiale dei magistrati curuli, dal 1° gennaio alla fine di dicembre, costituirà anche l'anno civile usuale. Da indicazioni precise vediamo che è così già dal VII secolo di Roma; e non si può quindi collocare questo cambiamento a una data posteriore, per esempio a quella della riforma del calendario da parte di Cesare."
Ma le tradizioni hanno la pelle dura e le solennità che rimandano all'antico capodanno del mese di marzo continuarono a svolgersi: il rinnovamento del fuoco e degli allori nel tempio di Vesta, la rimozione degli scudi sacri appesi alle mura dell'antico palazzo dei re...