Il calendario macedone

Nota: prima di proseguire con questa pagina, conviene dare prima un'occhiata alla costruzione dei calendari greco, babilonese e egizio.

Un po' di storia

Questo rapido excursus storico, sotto forma di tavole cronologiche e carte, ci porterà dall'epoca di Alessandro Magno ai primi tempi della conquista romana.

Le tavole cronologiche sono tratte, con la cortese autorizzazione di Gilles Mathieu, dal sito Grectel di François J. Bayard, che consiglio a chiunque si interessi alla Grecia, alla sua storia e a tutto ciò che la riguarda.

Le carte non hanno alcuna pretesa di precisione cronologica e coprono periodi molto ampi.

Anno a.C. Evento
Alessandro Magno (335 - 322)
336 Filippo di Macedonia (359 / 336) viene assassinato in circostanze misteriose. Sale al trono il figlio Alessandro III: ha venti
anni.
335 Alessandro stronca in Grecia ogni velleità di rivolta radendo al suolo Tebe. Atene si piega.
334 Con il progetto di una monarchia universale, Alessandro parte alla conquista dell'Asia alla testa dell'esercito macedone e dei contingenti forniti dalla
lega di Corinto, nel tentativo di unire i Greci facendoli combattere insieme contro i Barbari.
Prima vittoria contro la Persia, sulle rive del Granico. In pochi mesi conquista tutta l'Asia Minore.
333 Battaglia di Isso: Alessandro sconfigge il re di Persia, Dario III, costretto alla fuga.
332 Dopo un lungo assedio, Alessandro si impadronisce di Tiro e la rade al suolo, distruggendo così la potenza marittima persiana.
Passa quindi in Egitto, dove viene accolto come un liberatore e i sacerdoti di Menfi lo incoronano faraone.
331 Fonda Alessandria d'Egitto, mentre Antipatro, uno dei suoi generali rimasto in Grecia, reprime la rivolta di Agide III, re di Sparta.
Alessandro riparte verso est: sconfigge le forze persiane a Gaugamela, occupa Babilonia, Susa e conquista Persepoli. Diventa così
padrone della Persia.
330 Il satrapo della Battriana, Besso, fa assassinare Dario. Alessandro, desideroso di mostrare buona volontà verso i popoli conquistati, gli rende
solenni onoranze funebri e l'anno seguente, nel 329, fa torturare e giustiziare Besso a Ecbatana. In Macedonia la nobiltà, irritata nel vedere
Alessandro adottare costumi orientali e farsi adorare come un dio, organizza una congiura repressa duramente.
329/327 Conquista delle satrapie orientali. Alessandro sposa Roxane, figlia di Oxyarte, satrapo della Battriana.
326 Alessandro penetra in India: sconfigge il re indiano Poro sulle rive dell'Idaspe, fonda le città di Nicea e Bucefalia. Ma i suoi
soldati, stremati, rifiutano di seguirlo oltre. Deve tornare indietro.
324 Ritorno a Susa. Organizza il suo impero fondato sull'esercito: le istituzioni di ogni stato vengono conservate; nel tentativo di fondere
il greco e il barbaro incoraggia la "collaborazione" e dà l'esempio sposando, dopo Roxane, Statira, figlia di Dario III, e
Parisatide, ultima figlia di Artaserse III. Rimane tuttavia fedele all'ellenismo e, per diffonderlo in Oriente, fonda nuove
città, tracciando strade, canali e porti e imponendo una moneta unica.
Ad Atene, Demostene, compromesso nell'affare di Arpalo, tesoriere fuggiasco di Alessandro dal quale avrebbe ricevuto denaro, viene
condannato ma riesce a fuggire.
323 Alessandro stabilisce la propria corte a Babilonia, dove si ammala. Muore l'11 giugno.
322 Subito dopo, Demostene e Iperide predicano la guerra contro la Macedonia. Le città greche si sollevano sotto l'impulso di Atene:
è la guerra lamiaca.
Antipatro le schiaccia: Atene è sconfitta a Crannone, Iperide viene assassinato e Demostene si avvelena. Le città greche passano ormai
sotto il regno di Macedonia.
Impero
di Alessandro
I regni del III secolo (322 - 200)
321/280
I generali di Alessandro si spartiscono l'impero, i cosiddetti "diadochi", cioè gli eredi. Fino al 280 si scontreranno in guerre sanguinose:
è la guerra dei Diadochi.
La situazione si stabilizza poi con la formazione di tre grandi regni:
- la Macedonia (dinastia antigonide)
- l'Asia (dinastia seleucide)
- l'Egitto (dinastia lagide).
I regni dopo Alessandro
280 Sale al trono Antioco I nel regno d'Asia. Suo padre, Seleuco, era un greco: voleva costruire uno stato mediterraneo e scelse di
concentrare il suo vasto regno sulla Siria, con capitale Antiochia. Ma, in mancanza di un potere saldo al centro, il regno seleucide finisce
presto per frantumarsi. Nascono così una moltitudine di regni indipendenti, governati da monarchi indigeni, in Bitinia,
Cappadocia, Battriana e altrove.
272 Capitolazione di Taranto: le città greche dell'Italia meridionale cadono sotto il dominio romano.
263 Fondazione del regno di Pergamo da parte di Eumene I, che tradisce senza mezzi termini Antioco I.
261 Dopo nuove rivolte in Grecia, la guerra cremonidea, Atene viene liberata, ma rinuncia definitivamente a ogni ruolo politico.
249 I Parti, popolo venuto dal nord, invadono le regioni a sud del Caspio e fondano un nuovo stato, la Partia.
222 Nella Grecia continentale esplode una grave crisi socioeconomica: si estende la grande proprietà, calano le esportazioni verso i regni orientali,
ormai autosufficienti, mentre resta forte il bisogno di importare. La Grecia si spopola.
La miseria provoca a volte la rivolta, da cui le misure rivoluzionarie di Sparta, abolizione dei debiti, ridistribuzione delle terre, nuovi
cittadini scelti tra gli iloti, promosse dal re Cleomene. Dopo quel successo popolare cerca di estendere l'influenza spartana, ma viene
sconfitto a Sellasia dalla Macedonia.
È l'ultimo trionfo dei Macedoni.
212 I Romani si impadroniscono di Siracusa e della Sicilia.

A questa cronologia aggiungiamo un promemoria dell'elenco dei sovrani d'Egitto, la lista completa è qui, della dinastia tolemaica, o lagide, fondata da uno dei generali di Alessandro, Tolomeo Lago. Nominato satrapo, cioè governatore, d'Egitto da Alessandro, si proclamerà sovrano nel 305 a.C.

Sovrano d'Egitto Periodo
Dinastia tolemaica (Lagidi)
Tolomeo I Sotere (gli dèi salvatori)
305 - 285 a.C.
Tolomeo II Filadelfo (che ama gli dèi)
285 - 246 a.C.
Tolomeo III Evergete (Benefattore)
246 - 222 a.C.
Tolomeo IV Filopatore (che ama suo padre)
222 - 205 a.C.
Tolomeo V Epifane (l'Illustre)
205 - 180 a.C.
Tolomeo VI Filometore (che ama sua madre)
180 - 145 a.C.
Tolomeo VII Neos Filopatore (che ama suo padre)
145 - 144 a.C.
Tolomeo VIII Evergete II (Benefattore)
144 - 116 a.C.
Tolomeo IX Sotere II (Salvatore)
116 - 107 a.C.
Tolomeo X Alessandro I
107 - 88 a.C.
Tolomeo IX Sotere II - secondo regno
88 - 80 a.C.
Tolomeo XI Alessandro II
80 a.C.
Tolomeo XII Neos Dionysos (Nuovo Dioniso) o Aulete (il flautista)
80 - 58 a.C.
Berenice IV
58 - 55 a.C.
Tolomeo XII Neos Dionysos - secondo regno
55 - 51 a.C.
Cleopatra VII Filopatore & Tolomeo XIII Dionysos
51 - 47 a.C.
Cleopatra VII Filopatore & Tolomeo XIV Filopatore II
47 - 44 a.C.
Cleopatra VII Filopatore & Tolomeo XV Cesarione
44 - 30 a.C.

Per completezza, aggiungiamo anche l'elenco dei sovrani della dinastia seleucide fondata da Seleuco I Nicatore, circa 358-281 a.C., generale di Alessandro Magno. Nel 321 ottenne la satrapia di Babilonia alla spartizione di Triparadiso in Siria e divenne re di Babilonia nel 312 a.C. Nel 301, dopo la sconfitta e la morte del re di Macedonia Antigono Monoftalmo, ottenne la Siria e gran parte dell'Asia Minore.

Sovrano Periodo Sovrano Periodo
Dinastia seleucide
Seleuco I Nicatore 301-280 a.C. Alessandro II Zabina 128-123 a.C.
Antioco I Sotere 280-261 a.C. Antioco VIII Grifo 125-96 a.C.
Antioco II Teo 261-246 a.C. Cleopatra Tea 125-120 a.C.
Seleuco II Callinico 247-226 a.C. Seleuco V 125-115 a.C.
Seleuco III Cerauno 226-223 a.C. Antioco IX Ciziceno 113-95 a.C.
Antioco III il Grande 223-187 a.C. Seleuco VI Nicatore 96-95 a.C.
Seleuco IV Filopatore 187-175 a.C. Antioco XI Filadelfo 95-95 a.C.
Antioco IV Epifane 175-163 a.C. Antioco X Filopatore 95-83 a.C.
Antioco V Eupatore 163-162 a.C. Filippo I Filadelfo 95-83 a.C.
Demetrio I Sotere 162-150 a.C. Demetrio III Sotere 95-88 a.C.
Alessandro I Bala 150-145 a.C. Antioco XII Dioniso 87-84 a.C.
Demetrio II Nicatore 145-139 a.C. Tigrane II il Grande (re d'Armenia) 83-69 a.C.
Antioco VI Epifane 145-142 a.C.
Antioco XIII 69-64 a.C.
Antioco VII Sidete 139-129 a.C. Filippo 69-64 a.C.
Demetrio II Nicatore 129-125 a.C.

Ringraziamenti

Vanno al dott. G.R. Farhad Assar, che sta attualmente ultimando un libro sulla storia della Partia, per le sue precisazioni sul calendario macedone a Babilonia e a Seleucia al Tigri.

Vanno anche a Chris Bennett per i suoi consigli e i chiarimenti sul calendario macedone in Egitto.

Li ringrazio entrambi di cuore per la loro gentilezza, la loro disponibilità e per l'enorme lavoro che hanno svolto. Per rendersene conto basta andare sul sito di Chris Bennett qui e misurare il valore del suo lavoro sulle cronologie egizia, babilonese e romana, tra le altre.

Per fortuna, su Calendari Saga parliamo solo della storia dei calendari e della loro struttura. Se ci occupassimo di cronologia, non resterebbe altro da fare che rimandare direttamente al sito di Chris.

Ehm... se ci andate, non dimenticatevi però di tornare a finire questa pagina.

Il calendario

Senza Alessandro Magno, il calendario macedone sarebbe probabilmente rimasto uno dei tanti calendari in uso nelle città della vicina Grecia. Nel corso delle conquiste e dopo la divisione dell'impero, finirà invece per diffondersi in tutta l'Asia Minore e in Egitto.

Non bisogna però immaginare che l'impero macedone, prima e dopo la sua frammentazione, abbia conosciuto un unico calendario. Al contrario, il calendario si trasforma entrando in contatto con altri sistemi ben più evoluti e più precisi di lui. A un certo punto, di quello originario resteranno riconoscibili poco più che i nomi dei mesi.

Cercheremo quindi di seguire queste evoluzioni del calendario macedone, spesso parallele ma non identiche.

Partiremo dal calendario iniziale e dal rapporto che Alessandro Magno ebbe con esso. Poi ne esamineremo gli sviluppi in due aree dove il calendario locale possedeva un grado di sofisticazione nettamente superiore a quello macedone: Babilonia e l'Egitto.

Mosaico romano proveniente dal pavimento della Casa del Fauno a Pompei, eseguito da un dipinto del Greco Filosseno di Eretria, La battaglia di Alessandro, III secolo a.C. Rappresenta la battaglia di Isso (333 a.C.), nel corso della quale Alessandro Magno, raffigurato in questo dettaglio, riportò una schiacciante vittoria sul re di Persia Dario III.
Mosaico, 313 × 582 cm per l'opera completa. Museo archeologico nazionale, Napoli.
Mosaico romano proveniente dal pavimento della Casa del Fauno a Pompei, eseguito da un dipinto del Greco Filosseno di Eretria, La battaglia di Alessandro, III secolo a.C. Rappresenta la battaglia di Isso (333 a.C.), nel corso della quale Alessandro Magno, raffigurato in questo dettaglio, riportò una schiacciante vittoria sul re di Persia Dario III. Mosaico, 313 × 582 cm per l'opera completa. Museo archeologico nazionale, Napoli. Berthold Werner / Pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons

Il calendario macedone arcaico al tempo di Filippo di Macedonia e di Alessandro Magno

Su questo calendario sappiamo ancora relativamente poco.

E, anche quando certi documenti ci offrono qualche indizio, bisogna evitare di generalizzarlo a periodi troppo anteriori o troppo posteriori rispetto a quello in cui quei testi furono redatti.

Un calendario lunisolare

Al tempo di Filippo e di Alessandro, il calendario macedone era quasi certamente lunisolare, come quello delle città greche. L'anno, però, iniziava in autunno, molto probabilmente dopo il novilunio successivo all'equinozio d'autunno.

Poiché conosciamo i nomi e l'ordine dei mesi, possiamo ricostruire una tavola dell'anno macedone con la corrispondenza approssimativa dei mesi rispetto ai nostri.

Mesi Posizione Possibile corrispondenza attica secondo Bickerman Posizione Corrispondenza giuliana approssimativa
Dios 1 Pianepsione 4 Settembre-Ottobre
Apellaios 2 Maimacterione 5 Ottobre-Novembre
Audynaios 3 Posideone 6 Novembre-Dicembre
Peritios 4 Gamelione 7 Dicembre-Gennaio
Dystros 5 Antesterione 8 Gennaio-Febbraio
Xanthikos o Xandikos 6 Elafebolione 9 Febbraio-Marzo
Artemisios 7 Munichione 10 Marzo-Aprile
Daisios 8 Targelione 11 Aprile-Maggio
Panemos 9 Sciroforione 12 Maggio-Giugno
Loos 10 Ecatombeone 1 Giugno-Luglio
Gorpiaios 11 Metagitnione 2 Luglio-Agosto
Hyperberetaios 12 Boedromione 3 Agosto-Settembre

Come ogni calendario lunisolare, anche quello macedone doveva alternare mesi di 29 e 30 giorni. Un papiro egiziano di Zenone* del III secolo a.C. attesta che i mesi Gorpiaios e Hyperberetaios contavano insieme 59 giorni, Apellaios 30 giorni e Audynaios 29 giorni. Era così anche in Macedonia e nell'epoca che ci interessa in questo capitolo? Mistero.

E, come in ogni calendario lunisolare, veniva aggiunto di tanto in tanto un mese intercalare per conciliare i cicli lunari con quelli solari. Per il periodo che qui ci interessa, «di tanto in tanto» è davvero l'unica cosa che si possa dire.

Dopo quale mese veniva inserito questo mese intercalare?

Anche in questo caso è un papiro, P.Oxy. 2082, a darci qualche indicazione: "... Cassandro, re dei Macedoni, si ammalò e morì il [21°] giorno del mese intercalare Artemisios. Filippo, il più anziano dei suoi figli, gli succedette..."

Cassandro e Filippo IV ci collocano fra il 319 e il 305 a.C. Almeno in quel periodo, dunque, il mese intercalare cadeva dopo Artemisios.

Era già così al tempo di Filippo di Macedonia e di Alessandro? E continuerà a esserlo più tardi? Del «più tardi» parleremo più avanti. E approfittiamo della prima di queste domande per vedere un po' più da vicino il rapporto di Alessandro con il calendario.

Alessandro Magno e il calendario macedone

Parlando della battaglia del Granico, 334 a.C., combattuta contro i satrapi persiani, Plutarco, nella Vita di Alessandro, scrive: "XXI... Altri volevano che si osservassero religiosamente, per quanto riguardava i mesi, gli antichi usi, che non permettevano ai re di Macedonia di mettere in marcia gli eserciti nel mese di Daisios. Alessandro, per correggere questa usanza superstiziosa, disse che d'ora in poi quel mese si sarebbe chiamato il secondo Artemisios."

Vale la pena soffermarsi su quel «d'ora in poi», che lascia supporre uno spostamento del mese complementare a vantaggio di un secondo Artemisios e a scapito di un altro mese???. Un mistero.

Leggiamo un altro passo della Vita di Alessandro di Plutarco: "XXXIV. Durante l'assedio di Tiro, le truppe di Alessandro erano così stanche dei frequenti combattimenti che egli ne lasciava riposare la maggior parte e mandava all'assalto solo pochi uomini, per non lasciare al nemico il tempo di riprendere fiato. Un giorno, mentre l'indovino Aristandro stava compiendo sacrifici, dopo aver osservato i segni offerti dalle vittime, dichiarò con tono sicuro ai presenti che la città sarebbe certamente stata presa entro quel mese. Tutti scoppiarono a ridere e si presero gioco di Aristandro, perché era l'ultimo giorno del mese. Il re, che favoriva sempre le predizioni degli indovini, vedendo il suo imbarazzo, ordinò che quel giorno non fosse più contato come il trentesimo del mese, ma come il ventottesimo".

Alessandro era profondamente superstizioso e completamente soggetto all'aruspice Aristandro. Lo conferma ancora Plutarco, quando scrive: "Da quando Alessandro si era abbandonato alla superstizione, aveva l'animo così turbato e così pieno di timore che le cose in sé più indifferenti, purché gli sembrassero straordinarie o insolite, le considerava segni e prodigi. Il suo palazzo era pieno di gente che faceva sacrifici, espiazioni e profezie".

Come conciliare una simile superstizione con la sua volontà di conquista? Molto semplicemente, manipolando il calendario secondo convenienza. Ne abbiamo appena visto due esempi.

Papiro di Ossirinco. Ossirinco, l'attuale al-Bahnasa, situata su un ramo del Nilo, il Bahr Yusuf, a 300 km da Alessandria e 160 km dal Cairo, era una città importante in epoca tolemaica.

Zenone: cittadino greco di Cauno, residente ad Alessandria, al servizio di Apollonio, sovrintendente alle finanze di Tolomeo II Filadelfo. Gli archivi di Zenone coprono due periodi: quello della sua vita pubblica dal 261 al 248 a.C. e quello dal 248 al 229 a.C.

Sincronizzazione tra calendario macedone e calendario attico

A parte l'inizio dell'anno, autunno per il calendario macedone, estate per quello attico, è possibile mettere in corrispondenza i mesi macedoni con quelli attici?

Secondo E.J. Bickerman, nella sua Cronologia del mondo antico del 1969, la risposta sembrerebbe positiva, dal momento che stabilisce una corrispondenza Ecatombeone, attico, = Loios, macedone, come indicato nella tavola precedente.

Questa corrispondenza è stabile nel tempo? C'è motivo di dubitarne, se si pensa all'aggiunta piuttosto anarchica di mesi embolismici nel calendario macedone.

Per quanto riguarda la Macedonia, esaminiamo alcuni testi.

Da questo confronto si vede quanto sia difficile affermare con certezza che un dato mese macedone corrispondesse a un preciso mese attico. Forse soltanto una conoscenza esatta dei sistemi d'intercalazione permetterebbe di vedere più chiaro.

Il calendario macedone nel regno seleucide e in Partia

Ricordiamo anzitutto che Babilonia fu per un certo tempo capitale di questo regno, prima di essere abbandonata a favore di Seleucia al Tigri, in Mesopotamia, e di Antiochia, in Siria. Nel II secolo a.C. la Mesopotamia cadde nelle mani dei Parti e Seleucia rimase un importante nodo commerciale.

Primo contatto e sincronizzazione

Quando Alessandro Magno entra per la prima volta a Babilonia alla fine di ottobre del 331 a.C., il calendario macedone si trova di fronte al calendario babilonese, molto più strutturato, soprattutto per quanto riguarda i mesi complementari collocati negli anni 1, 3, 6, 9, 11, 14 e 17 di un ciclo di 19 anni. Per maggiori dettagli, vedere qui.

Alessandro Magno entra a Babilonia nel 331 a.C. attraverso la porta di Ishtar, di cui si può vedere sopra una ricostruzione al Pergamon Museum di Berlino.
Alessandro Magno entra a Babilonia nel 331 a.C. attraverso la porta di Ishtar, di cui si può vedere sopra una ricostruzione al Pergamon Museum di Berlino. © Cris Colitti / Flickr
La porta di Ishtar dopo lo scavo, fotografia scattata verso la fine di settembre 1932, collezione Matson
La porta di Ishtar dopo lo scavo, fotografia scattata verso la fine di settembre 1932, collezione Matson Library of Congress / Pubblico dominio
Tavoletta che menziona la morte di Alessandro Magno. Questi oggetti erano una sorta di diario astronomico (Astronomical Diary) o di effemeride tenuto dai funzionari del complesso di Esagila.
Tavoletta che menziona la morte di Alessandro Magno. Questi oggetti erano una sorta di diario astronomico (Astronomical Diary) o di effemeride tenuto dai funzionari del complesso di Esagila. The Trustees of the British Museum / CC BY-NC-SA 4.0

Diversi testi dimostrano che il calendario macedone fu sincronizzato con quello babilonese.

Un diario astronomico datato al secondo mese, Ayaru, del 323 a.C. dice: "[il] 29° [giorno], il re morì. Nuvole [nel cielo]".

Da parte sua, Plutarco, nella Vita di Alessandro, ci dice da un lato: "Il diario della sua vita contiene sulla sua malattia i seguenti dettagli: «Il diciotto del mese di Daisios fu colto dalla febbre e si addormentò nella stanza dei bagni. [...] Il ventotto morì sul far della sera.»«e, dall'altro:»Aristobulo riferisce semplicemente che, colpito dalla febbre e divorato dalla sete, bevve del vino; subito cadde in delirio e morì il trenta del mese di Daisios.". Il che ci porta al... 29 Daisios. È soltanto un problema di inizio del giorno e di denominazione della fine del mese quando i mesi contano 30 giorni.

Al momento della morte di Alessandro, i due calendari erano dunque sincronizzati al giorno: 29 Daisios = 29 Ayaru.

Si trovano anche varie altre prove, confermate da specialisti come Samuel, autore di Greek and Roman Chronology, Parker e Dubberstein, autori di Babylonian Chronology, e Alexander Jones in diversi articoli, che attestano la durata di questa corrispondenza.

In Tolomeo troviamo:

Per quanto riguarda i mesi intercalari, G.R.F. Assar cita un «Saros Canon» che conferma che nel tredicesimo anno di Alessandro il mese intercalare Xandikos, macedone, corrispondeva al mese intercalare Addaru II, babilonese, collocato due mesi prima. Il che porta al 15-16/03/323 a.C.

Queste corrispondenze di data inducono G.R.F. Assar ad affermare, a ragione, che i Macedoni adottarono il sistema d'intercalazione babilonese prima del 323 a.C., cioè prima della morte di Alessandro Magno.

Si può quindi forse considerare fondata l'affermazione secondo cui Alessandro III avrebbe ordinato, al suo ingresso a Babilonia nel 331 a.C., la traduzione in greco degli Astronomical Diaries. E ne avrebbe tratto le conclusioni del caso.

Ciò non significa, tuttavia, che i Macedoni abbiano adottato il calendario babilonese tale e quale. I Babilonesi, infatti, iniziavano sempre l'anno il 1 Nisanu, in primavera, mentre i Macedoni lo facevano sei mesi prima, il 1 Dios, in autunno.

Possiamo quindi stabilire la tavola delle corrispondenze per questo periodo.

Babilonese Macedone
Posizione Nome Anni Posizione Nome Anni
I Nisanu 1° semestre anno X VII Artemisios 1° semestre:
anno X - 1 del calendario babilonese
II Ayaru VIII Daisios
III Simanu IX Panemos
IV Duzu X Loos
V Abu XI Gorpiaios
VI Ululu * XII Hyperberetaios *
VII Tashritu 2° semestre anno X I Dios 2° semestre: anno X del calendario babilonese
VIII Arahsamnu II Apellaios
IX Kislimu III Audynaios
X Tebetu IV Peritios
XI Shabatu V Dystros
XII Addaru ** VI Xandikos **
* più Ululu II nel primo anno del ciclo di 19 anni

** Più Addaru II negli anni
3, 6, 9, 11, 14, 17 del ciclo
* più Hyperberetaios II nel primo anno del ciclo di 19 anni

** Più Xandikos II negli anni
4, 7, 10, 12, 15, 18 del ciclo

Notiamo anche che, secondo Giovanni Malala, storico bizantino e monaco di Antiochia del VI secolo, Seleuco I Nicatore avrebbe imposto ai mesi babilonesi i nomi dei mesi macedoni.

Questa corrispondenza tra i due calendari proseguirà fino al 48/47 a.C., quando nell'impero partico si produrrà un cambiamento durante il regno di Orode II, 57/38 a.C.

È grazie a minuziose indagini numismatiche condotte su dracme, cioè monete d'argento, e tetradrammi dell'epoca che G.R.F. Assar è arrivato a questa data del 48/47 a.C. Altri hanno proposto il 15/16 d.C., McDowell, o il 17/31 d.C., Bickerman, ma le prove numismatiche sembrano difficili da contestare.

Che cosa sarebbe successo?

Molto semplicemente, uno slittamento di un mese, che riguarda tanto l'inizio dell'anno quanto i mesi intercalari. Vediamone in tabella le conseguenze.

Babilonese Impero partico
Posizione Nome Posizione Nome
I Nisanu VII Xandikos
II Ayaru VIII Artemisios
III Simanu IX Daisios
IV Duzu X Panemos
V Abu XI Loos
VI Ululu * XII Gorpiaios *
VII Tashritu I Hyperberetaios
VIII Arahsamnu II Dios
IX Kislimu III Apellaios
X Tebetu IV Audynaios
XI Shabatu V Peritios
XII Addaru ** VI Dystros **
* più Ululu II nel primo anno del ciclo di 19 anni

** Più Addaru II negli anni
3, 6, 9, 11, 14, 17 del ciclo
* più Gorpiaios II nel primo anno del ciclo di 19 anni

** Più Dystros II negli anni
4, 7, 10, 12, 15, 18 del ciclo

Perché questo slittamento? Non lo sappiamo davvero, ma bisogna evitare di pensare che sia per forza la conseguenza di un'intercalazione supplementare. Potrebbe anche trattarsi di un semplice cambiamento di nome dei mesi. Forse per sincronizzarsi con un altro calendario? G.R.F. Assar formula l'ipotesi di una correlazione con il calendario di Antiochia, nel quale Hyperberetaios era il primo mese dell'anno, 1 ottobre 49 a.C., dopo la battaglia di Farsalo dell'agosto 49 a.C., vinta da Cesare contro Pompeo.

Questo «nuovo anno» a Seleucia al Tigri non durerà però in eterno, perché già nel 79 d.C. compaiono prove di un ritorno al sistema antico, inizio dell'anno = Dios; mesi embolismici = Xandikos e Hyperberetaios. G.R.F. Assar ritiene che questo ritorno possa essere avvenuto sotto il regno di Vologese I, re arsacide dal 51 al 78 d.C., autore di numerose riforme.

Il calendario macedone in Egitto

Non è impresa da poco cercare di capire l'evoluzione del calendario macedone in Egitto. E Chris Bennett, che ringrazio ancora per i suoi consigli e al quale ho preso in prestito molte date, non sarebbe certo lì a smentirmi.

È però interessante osservare come si comporti il calendario lunare macedone di fronte a un calendario solare così sofisticato quale era il calendario civile egiziano, 12 mesi di 30 giorni + 5 epagomeni, e chiedersi in che modo i due potessero essere sincronizzati.

Il calendario egizio non si tocca

E non bisogna dimenticare una regola semplice ma categorica: il calendario egizio non si tocca. Il filosofo e studioso romano Nigidius Figulus, Publio, 98-45 a.C., ricorda questa regola in un testo: "... prima di essere insignito delle insegne regali, il re [d'Egitto] veniva condotto dal sacerdote di Iside nel santuario interno del tempio di Api a Menfi, dove doveva giurare solennemente che non avrebbe intercalato né mesi né giorni e che avrebbe mantenuto l'anno di 365 giorni...". Nella pagina dedicata al calendario egizio abbiamo visto che il tentativo di Tolomeo III di infrangere questa regola quasi sacra con il decreto di Canopo si concluse in un quasi totale fallimento, sebbene, secondo Chris Bennett, la «riforma canopica» sia stata applicata da alcune amministrazioni locali egiziane fino alla metà del regno di Tolomeo IV, cioè tra il 9° anno del regno di Tolomeo III e il 9° anno del regno di Tolomeo IV, ultima data conosciuta.

Le metamorfosi del calendario macedone in Egitto

Prima di avviare uno studio necessariamente sommario, che pone più domande di quante ne risolva, è bene preparare la scena e chiedersi se lo spettacolo che sta per iniziare sia teatro d'opera o teatro di quartiere.

Leggiamo due testi:

«

F. Robiou, Recherches sur le calendrier macédonien en Égypte (1877): In Egitto, l'anno macedone non era, propriamente parlando, che l'anno municipale di Alessandria; questa variazione non poteva provocare uno sconvolgimento generale nelle abitudini del paese; non conosco, in Egitto, una sola data puramente macedone.

«

C. Orrieux, Les papyrus de Zénon (1983): L'influenza straniera impone accostamenti in tutti i campi, ma le culture non si fondono.

Per riassumere: il calendario egizio non cambierà di un millimetro davanti al calendario macedone, che di fatto riguarderà quasi solo «la casa reale».

Ora che la scena è pronta, facciamo partire la rappresentazione. Senza dimenticare che gli scenari possibili sono più d'uno.

Atto I: un protagonista, il calendario, tanto misterioso quanto bizzarro

C. Bennett si stupisce, e a ragione, che Tolomeo II abbia adottato per il calendario macedone un sistema d'intercalazione biennale ormai obsoleto, pur avendo a disposizione i migliori studiosi dell'epoca. Un'ipotesi è che Tolomeo II volesse «far dispetto» ai Seleucidi mostrando di essere più macedone di loro. Devo ammettere che, per parte mia, l'idea non mi dispiace.

Questo presuppone che i Macedoni praticassero l'intercalazione ogni due anni fin dai tempi di Alessandro. È ciò che sostiene Grybek nel suo libro Du calendrier macédonien au calendrier ptolémaïque, libro che non ho potuto procurarmi perché esaurito, affermando che questo fosse il sistema di Alessandro e di Tolomeo I.

Un papiro, P. Hibeh 1.77, datato al 40° anno del regno di Tolomeo I, mese di Dios, menziona che il mese di Panemos che segue cadrà al momento della ventilazione del grano. Il che tende a stabilire che il calendario macedone fosse effettivamente «tarato» sull'anno tropico.

Quel che sembra certo è che, fino al regno di Tolomeo V, il calendario macedone dei Lagidi passerà per tutte le sue possibili configurazioni.

Prendiamo per esempio i mesi intercalari, che sono un buon indicatore del controllo di un calendario lunisolare.

Da lontano si potrebbe pensare che, fino a Tolomeo V, il mese complementare sia sempre Peritios II.

Ma nel 4° anno di Tolomeo III si trova un Hyperberetaios embolismos, P. Cair. Zen. 4.59571. Nel 16° anno dello stesso Tolomeo III, o forse di Tolomeo IV, il dubbio resta, si trova un Panemos embolismos, P. Cair. Zen. 3.59374.

E c'è di peggio. C. Bennett segnala che l'archeologo Willy Clarysse, Archiv fur Papyrusforschung 48 (2002), p. 99, individua un Hyperberetaios embolismos per il 22° anno del regno di Tolomeo III, e che esiste un Peritios embolismos per il 20° anno dello stesso Tolomeo III. Per far combaciare le due date, trattandosi di testi con doppia datazione, occorre necessariamente un altro mese embolismico tra i due. Il che porta a tre mesi intercalari in meno di due anni. Chi offre di più?

Tolomeo III... vi dice qualcosa? Un certo decreto di Canopo, no? Ci saremmo imbattuti in un ossessionato dei mesi o dei giorni intercalari? Naturalmente scherzo. O sbagliamo a datare i documenti, oppure i Lagidi avevano le loro ragioni. E, per quanto riguarda il calendario egizio, Tolomeo III aveva trovato il modo di impedirne la deriva.

Comunque sia, in queste condizioni è molto difficile trovare una sincronizzazione tra il calendario civile egizio e il calendario macedone.

Atto II: falsa assimilazione del calendario macedone al calendario egizio?

Sotto i regni di Tolomeo V e Tolomeo VI si trovano le seguenti doppie date, fornite da C. Bennett:

Re Anno di regno Data egizia Data macedone Anno giuliano a.C. Riferimenti
Tolomeo V 4 15 Epiph Audynaios 202-201 pTeb 820
Tolomeo V 8 25 Athyr 4 Daisios 198-197 SB 20.146659
Tolomeo V 9 18 Phaophi * 4 Xandikos 197-196 OGIS 90
Tolomeo V 22 22 Khoiak 26 Daisios 184-183 SB 5675
Tolomeo V 23 28 Tybi 28 Panemos 183-182 pMich 3.182
Tolomeo V 23 24 Phamenoth 24 Gorpiaios 183-182 CG 5576
Tolomeo V 24 18 Thot 18 Dystros 182-181 pTeb 817
Tolomeo VI 1 29 Pakhon 29 Dios 180-179 pAmh 42
Tolomeo VI 8 13 Mekhir 13 Loos 174-173 pAmh 43
Tolomeo VI 8 Mesorê 1? Peritios 174-173 pFreib 34
Tolomeo VI 9 5 Payni 5 Apellaios 173-172 pMich 3.190
Tolomeo VI 10 25 Payni 25 Apellaios 172-171 pTeb 819
Tolomeo VI 18 ** 25 Mesorê 4 Peritios 164-163 UPZ 1.111
Tolomeo VIII 1 *** 9 Phaophi 9 Xandikos 170-169 pRyl 583
Tolomeo VI 22 27 Thot Dystros 160-159 pHamb 57
Tolomeo VI 23 Mekhir Loos 159-158 SB 7632
Tolomeo VI 24 1 Mesorê [1] Peritios 159-158 LD 4.27b
Tolomeo VI 26 25 Thot 1 Xandikos 156-155 UPZ 1.113
* Si tratta della stele di Rosetta, il cui mese Lecheir è stato "corretto" in Phaophi
** Questo papiro viene generalmente datato al 18° anno del regno di Tolomeo VI, sebbene il re non sia nominato
*** 12° anno del regno di Tolomeo VI

Se le date in rosso della tabella non esistessero, si potrebbe dire che nel 4° anno del regno di Tolomeo V il calendario solare egizio aveva avuto ragione del calendario lunare macedone. Ma quelle date esistono, e questo lascia pensare che il calendario macedone sia sopravvissuto come calendario lunare fino alla morte di Tolomeo VI.

Resta comunque vero che la sincronizzazione tra i due calendari si compie a spese di quello macedone, del quale, poco a poco, l'unica vera particolarità rimane l'inizio dell'anno: Thot per il calendario egizio, Dystros per il calendario dei Lagidi.

Atto III: la sincronizzazione perfetta

La fase precedente prosegue sotto il regno di Tolomeo VIII, precisamente fino al suo 53° anno, 118-117 a.C., quando si trova per la prima volta una data 17 Xandikos = 17 Mekhir, pTebt 25, che mostra una perfetta concordanza tra i due calendari, stabilita come segue:

Egizio Macedone Date giuliane
Thot Dios 29/08-27/09
Phaophi Apellaios 28/09-27/10
Athyr Audynaios 28/10-26/11
Khoiak Peritios 27/11-26/12
Tybi Dystros 27/12-25/01
Mekhir Xandikos 26/01-24/02
Phamenoth Artemisios 25/02-26/03
Pharmouthi Daisios 27/03-25/04
Pakhon Panemos 26/04-25/05
Payni Loos 26/05-24/06
Epiph Gorpiaios 25/06-24/07
Mesorê Hyperberetaios 25/07-23/08
Epagomeni 24/08-28/08

Il calendario lunare macedone dei Lagidi è morto, assorbito dal calendario egizio. Restano soltanto i nomi dei mesi, e questo sistema durerà anche oltre la presa del potere da parte dei Romani nel 30 a.C.

In conclusione

Leggiamo un altro passo del libro di Claude Orrieux.

«

Gli Antigonidi hanno la loro capitale a Pella, in Macedonia, culla dell'impero di Alessandro; i Seleucidi la loro ad Antiochia, presso la costa siriana; i Lagidi irradiano invece da Alessandria. [...] In realtà, le monarchie ellenistiche non sono che il semplice risultato di rapporti di forza militari. [...] Là dove noi vediamo un'indiscutibile unità culturale, che ha portato J.G. Droysen a forgiare il concetto di «mondo ellenistico», i contemporanei non distinguevano che una prodigiosa successione di imprese compiute da individui favoriti dagli dèi. [...] I re tengono il loro trono da una lite ereditaria trasformata in lotta tra capi.

Se applichiamo queste parole al calendario macedone, ci si rende conto di quanto siano vere. C'è un'eredità di nomi di mesi e poi una lotta fra capi sulla loro struttura, tanto che, più che di «calendario macedone», sarebbe forse più giusto parlare di calendario antigonide, di calendario seleucide e di calendario lagide, tanto diversa è stata la loro evoluzione.

Si potrebbe persino accentuare il carattere eteroclito del calendario macedone, sapendo che la corrispondenza Thot = Dystros continuerà a Cirene, che Tolomeo I annette all'Egitto nel 323, dopo la corrispondenza Thot = Dios praticata in Egitto da Tolomeo VIII. Un altro ramo ancora del calendario macedone...

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