Introduzione
Una volta introdotto, il calendario gregoriano fu poco contestato sul piano della precisione e del suo sistema di intercalazione dei giorni di recupero. Le critiche, invece, non risparmiarono affatto la sua struttura interna.
Le prime obiezioni riguardavano, naturalmente, il suo carattere dichiaratamente cristiano, visibile nelle feste e nei riferimenti a santi e martiri.
Chi ha letto la pagina sul calendario repubblicano ricorda Maréchal e il suo Almanach des honnêtes gens del 1788. Altri lo avevano preceduto, come Clency con il suo calendrier des héros del 1772, oppure Vasselin con l'Almanach nouveau de l'an passé.
Le altre critiche colpivano la costruzione del calendario gregoriano. Ed erano, e restano, numerose:
- variazione del numero di giorni da un mese all'altro, da 28 a 31, con conseguente variazione dei giorni lavorativi e relative ripercussioni economiche
- cambiamento del giorno della settimana da un anno all'altro. Ricordiamo, come si vede nella pagina su ere e cicli, che servono 28 anni per ritrovare gli stessi giorni nelle stesse date
- spostamento delle feste e dei giorni festivi, a partire dalla data della Pasqua
Negli ultimi tre secoli si moltiplicano così studi, ipotesi e tentativi di riforma della struttura del calendario gregoriano. L'obiettivo era semplice: costruire un calendario «perpetuo» con un ciclo il più breve possibile, invece dei 28 anni del calendario gregoriano.
Ma cosa si poteva fare, e in che modo?
- L'anno conta 365 giorni e, ogni tanto, 366.
- 365 e divisibile per 5, cioè 73.
- 366 e divisibile per 2, 3 e 6, cioè 183, 122 e 61.
Conclusione: nessun divisore comune che permetta di suddividere l'anno in modo comodo. E poi, che farsene di 5, il divisore di 365? Cinque stagioni sono troppe, cinque mesi sono troppo pochi.
Ah, se soltanto l'anno avesse 364 giorni. Allora entrerebbero in gioco parecchi divisori interessanti: 2, cioè 182, 4, cioè 91, 7, cioè 52, 13, cioè 28, e 14, cioè 26. Quelli davvero invitanti sono 4, 13 e 14: quattro trimestri, oppure tredici mesi, oppure addirittura quattordici.
Però l'anno conta 365 giorni e sognare serve a poco. A meno che non si decida di considerare il 365° giorno, e il 366° negli anni bisestili, come «fuori calendario». Del resto i giorni epagomeni, cioè uno o più giorni conteggiati fuori dai mesi dell'anno, esistono già in altri calendari.
Da queste osservazioni nascono due grandi famiglie di calendari: il «calendario universale», al centro di questa pagina, e il «calendario fisso», che viene trattato in un'altra pagina del sito. Ognuna di queste famiglie conosce poi diverse varianti.
Se per unita intendiamo il più piccolo elemento riproducibile, nei calendari di tipo «fisso» l'unita e il mese, mentre nei calendari «universali», o perpetui, l'unita e il trimestre.
Il «giorno bianco»
Qualunque sia il tipo di calendario, quelli che stiamo per esaminare hanno almeno un elemento in comune: l'uso di un giorno complementare, oppure due negli anni bisestili, collocato fuori unita. Questi giorni possono essere numerati o no, possono avere un nome oppure no. Ritroviamo qui la nozione di epagomeni, già presente in calendari come il calendario repubblicano o il calendario egizio.
E nel luglio 1745, sulle pagine della rivista londinese The Gentleman's Magazine, che compare in un articolo firmato da un certo Hirossa Ap-Iccim, pseudonimo di cui non si sa bene nulla, l'idea di un giorno «fuori dal tempo», che qui chiameremo «giorno bianco».
Nel 1837 e poi il sacerdote italiano Marco Mastrofini, nato a Roma il 25 aprile 1763 e morto sempre a Roma il 4 marzo 1845, a riprendere questa idea nel volume Amplissimi Frutti da Raccogliersi sul Calandario Gregoriano Perpetuo, dedicato alle conclusioni delle sue ricerche su un calendario gregoriano perpetuo.
I calendari perpetui
Questi calendari si distinguono per trimestri con lo stesso numero di giorni. Le varianti possibili sono numerose: numero di giorni dei mesi di ciascun trimestre, presenza o meno di un giorno bianco, e così via. Ne studieremo alcuni in dettaglio e ci limiteremo a elencarne altri, dei quali si conoscono male l'autore o la struttura.
Se avete informazioni più precise sui calendari citati, scrivetemi pure.
Marco Mastrofini (1837)
E giusto cominciare da lui. Anche se Mastrofini non arrivo fino a costruire trimestri identici, fu il primo a fissare le settimane all'interno dell'anno. E sulle sue tracce che verranno poi costruiti gli altri calendari di tipo perpetuo.
Le caratteristiche del suo calendario sono queste:
| Mese | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | ||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| N. giorni | 31 | 28 | 31 | 30 | 31 | 30 | 31 | 31 | 30 | 31 | 30 | 30 | BL | Bi |
BL = 365° giorno, cioè giorno bianco; Bi = giorno bianco degli anni bisestili.
- l'anno comincia di domenica
- il 365° giorno dell'anno, feria octava, appartiene a dicembre ma non porta alcun nome di giorno della settimana
- il 366° giorno, intercalare, negli anni bisestili viene collocato dopo il 365°, fuori dal mese e fuori dalla settimana
- la Pasqua può cadere solo il 26 marzo oppure il 2, 9, 16 o 23 aprile
Questo progetto verra poi ripreso da un certo padre Castelli e da un monsignor Nicora.
Nel 1884 l'abate Croze, cappellano del carcere della Roquette, mette in palio 5.000 franchi per chi presentera la migliore proposta di calendario «riformato». L'iniziativa riceve il sostegno della Societe Astronomique de France, rappresentata dall'astronomo Camille Flammarion. Il bando impone due condizioni: l'anno deve cominciare di domenica e deve avere 12 mesi.
Gustave Armelin: francese (1887)
Primo premio al concorso di Croze.
Le caratteristiche del suo calendario sono queste:
| Trimestre | 1 (91 giorni) | 2 (91 giorni) | 3 (91 giorni) | 4 (91 giorni) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mese | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | ||
| N. giorni | BL | 31 | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | Bi |
BL = 365° giorno, cioè giorno bianco; Bi = giorno bianco degli anni bisestili.
- il trimestre comincia di lunedi. E il bando, allora?!
- il 365° giorno, giorno di Capodanno, si trova all'inizio di gennaio senza data di mese ne nome del giorno della settimana
- il 366° giorno si colloca dopo dicembre, senza data di mese ne nome del giorno della settimana
Emile Hanin: Francia (1887)
Secondo premio al concorso di Croze.
Le caratteristiche del suo calendario, molto vicino a quello di Armelin, sono le seguenti:
| Trimestre | 1 (91 giorni) | 2 (91 giorni) | 3 (91 giorni) | 4 (91 giorni) +1 o 2 | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mese | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | ||
| N. giorni | 31 | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | BL | Bi |
BL = 365° giorno, cioè giorno bianco; Bi = giorno bianco degli anni bisestili.
- il trimestre, e dunque l'anno, comincia di domenica
- il 365° giorno, completudi oppure compledi, e il 31 dicembre senza nome di giorno della settimana
- il 366° giorno, bissextudi oppure bissexdi, e il 32 dicembre senza nome di giorno della settimana
Vale la pena notare che, mentre nel calendario di Armelin il numero dei giorni lavorativi, dal lunedi al venerdi, varia tra 27, 26 e 25, in quello di Hanin resta sempre 26. Davvero notevole. Non stiamo certo a ridistribuire i premi, ma...
Questo progetto verra ripreso da Von Hesse Wartegg, in Svizzera, Emile Rosenkrang, W.-E. Büsching e W. Köppen, in Germania.
Grosclaude: Svizzera (1900)
Le caratteristiche del suo calendario sono queste:
| Trimestre | 1 (91 giorni) | 2 (91 giorni) | 3 (91 giorni) | 4 (91 giorni) | ||||||||||
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| Mese | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | ||
| N. giorni | BL | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | 31 | Bi | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | 31 |
- il terzo mese ha 31 giorni
- il trimestre comincia di lunedi
- il 365° giorno, capodanno, cade tra il 31 dicembre e il 1° gennaio senza data di mese ne nome del giorno della settimana
- il 366° giorno e collocato tra giugno e luglio, senza data di mese ne nome del giorno della settimana
Alexander Philip: Scozia (1918)
Uno dei suoi due progetti:
| Mese | Bi | 1 | 2 | 3 | 4 | 5 | 6 | Bl | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 12 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|---|
| N. giorni | 1 | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | 31 | 1 | 30 | 30 | 31 | 30 | 30 | 31 |
- l'anno comincia con il Capodanno fuori mese
- il giorno bisestile e collocato fuori mese tra giugno e luglio
- l'anno, a partire dal secondo giorno, comincia sempre di lunedi
Il secondo progetto e più classico e compare nella sezione ALTRI PROGETTI della pagina dedicata ai calendari fissi.
All'inizio del XX secolo comparvero altri progetti. Si basano tutti su una distribuzione trimestrale dei mesi del tipo 30, 30, 31 e si distinguono soprattutto per l'inizio dell'anno e per la collocazione dei due «giorni bianchi»:
Camille Flammarion: Francia (1901)
- i trimestri cominciano di lunedi
- i «giorni bianchi» si trovano tra dicembre e gennaio
- l'anno inizia il 20 marzo del calendario gregoriano
Carlos de la Plaza: Spagna (1911)
- i trimestri cominciano di domenica
- il 365° giorno cade tra il 31 dicembre e il 1° gennaio
- il 366° giorno cade tra giugno e luglio
Armand Baar: Belgio (1912)
- il 365° giorno e il 31 aprile
- il 366° giorno cade tra il 14 e il 15 agosto
Padre Gabriel Nahapetian: Italia (1913)
- i trimestri cominciano di domenica
- il 365° giorno e il 31 gennaio
- il 366° giorno e il 31 agosto
Altri progetti
Nella sezione Altri progetti della pagina dedicata ai calendari fissi troverete altre proposte che non rientrano ne nel tipo perpetuo ne nel tipo fisso.
I progetti nella storia
Quando si leggono questi vari progetti, fissi, perpetui o di altro tipo, ci si chiede come dei semplici privati potessero influire davvero su una riforma del calendario.
In realta quasi tutti questi progetti disponevano di appoggi di vario genere, nazionali, internazionali, politici, economici, associativi, e si inserivano in un movimento internazionale di riforma molto vivace, soprattutto negli Stati Uniti. In questa sezione proveremo a seguire più da vicino le diverse tappe della riforma nel tempo e nei vari paesi.
Abbiamo già visto che nel 1884 un concorso patrocinato dalla Societe Astronomique de France aveva provocato un'ondata di proposte per nuove strutture del calendario. Si può dire che già nel 1887, premiando un progetto di calendario di 12 mesi, la Francia avesse scelto da che parte stare.
Già dal 1911 il progetto di Grosclaude viene preso in considerazione dal Consiglio federale di Berna.
I sostenitori più attivi della riforma ottengono dal Congresso internazionale delle Camere di Commercio una risoluzione favorevole. Nel 1912 il Congresso approva il progetto di Grosclaude.
E proprio nello stesso anno il progetto entusiasma Elisabeth Achelis, che lo battezza calendario mondiale, World Calendar, e ne fara la battaglia di tutta una vita.
L'americana Elisabeth Achelis, 1880-1973, milita per tutta la vita a favore di questo calendario «riformato» di 12 mesi, che chiama The World Calendar. Nel 1930 fonda, grazie al proprio patrimonio e a donazioni private, la World Calendar Association e pubblica, dal 1931 al 1955, il Journal of Calendar Reform.
Nel 1923 la Societa delle Nazioni, la futura ONU, crea a Ginevra la Commissione internazionale per la riforma del calendario, International Calendar Reform Committee.
Nel 1927 la Societa delle Nazioni interpella tutti i paesi e chiede loro di studiare una riforma del calendario. La commissione riceve una massa di progetti provenienti da ogni parte, dal semplice privato fino alle commissioni più ufficiali.
Nel 1928 Eastman fonda la Commissione americana per la promozione del calendario di 13 mesi. A quel punto comincia il confronto diretto tra lui ed E. Achelis.
Nel 1930 Eastman fa una donazione anonima di 10.000 dollari alla Societa delle Nazioni per una futura conferenza sulla riforma. La risposta arriva subito: alla fine dello stesso anno Achelis offre la stessa cifra.
Nel giugno 1931 si riunisce a Ginevra una commissione preparatoria, davanti alla quale Eastman e Achelis difendono ciascuno il proprio tipo di calendario.
Sorvoliamo sugli anni successivi, pieni di studi e rinvii, e arriviamo al 1936. In quell'anno il dottor Alfredo De Castro, vicepresidente della commissione della Societa delle Nazioni, comunica che i due progetti ancora in gara sono il calendario fisso di 13 mesi, sostenuto da Eastman, e il calendario mondiale di Achelis. Il progetto di 12 mesi viene approvato da 70 paesi.
Questo progetto non vedra mai la luce, a causa della guerra e di una forte opposizione della Chiesa.
Nel 1947 il segretario generale delle Nazioni Unite, che dal 1945 hanno sostituito la Societa delle Nazioni, rimette in moto il dossier della riforma del calendario, che riceve un nuovo impulso nel 1953 grazie all'iniziativa di una delegazione indiana.
Nel 1954 la 18ª sessione del Consiglio Economico e Sociale dell'ONU adotta il progetto di un nuovo calendario di 12 mesi: quattro trimestri di 91 giorni, più un 365° giorno prima del 1° gennaio, chiamato fuori calendario, e un 366° giorno tra giugno e luglio.
Per motivi dichiarati ufficialmente religiosi, l'introduzione di un giorno bianco che spezza il ciclo sabbatico di 7 giorni, Stati Uniti, Gran Bretagna, Paesi Bassi, Indonesia e altri paesi rifiutano il progetto, che non verra mai realizzato.
Il calendario gregoriano ha quindi ancora lunga vita davanti a se.
Struttura del calendario universale, detto anche perpetuo o del mondo, così come avrebbe potuto essere adottato
| D | L | M | M | G | V | S | D | L | M | M | G | V | S | D | L | M | M | G | V | S | ||
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| 8 | 9 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | 10 | 11 | 3 | 4 | 5 | 6 | 7 | 8 | 9 | ||
| 15 | 16 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | 17 | 18 | 10 | 11 | 12 | 13 | 14 | 15 | 16 | ||
| 22 | 23 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | 24 | 25 | 17 | 18 | 19 | 20 | 21 | 22 | 23 | ||
| 29 | 30 | 31 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | 24 | 25 | 26 | 27 | 28 | 29 | 30 | ||||||||
| GENNAIO APRILE LUGLIO OTTOBRE |
FEBBRAIO MAGGIO AGOSTO NOVEMBRE |
MARZO GIUGNO SETTEMBRE DICEMBRE |
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| Giorno bisestile: dopo il 30 giugno, ogni 4 anni | ||||||||||||||||||||||
| Capodanno: ogni anno dopo il 30 dicembre | ||||||||||||||||||||||