Il calendario tibetano

Un po' di storia

Cominciamo con una breve cronologia della civilta tibetana e del Tibet.

Periodo Eventi
Preistoria Periodo poco conosciuto.
Secondo la leggenda, i primi tibetani sarebbero nati dall'unione tra una scimmia e un'orchessa delle rocce. La loro organizzazione sociale sarebbe stata trasmessa da un essere semidivino, gNya'-khri-btsan-po, disceso dal cielo lungo una corda celeste.
VI secolo Il re Namri Songten, 570-619, e suo figlio Songtsen Gampo, 610-649, avviano l'unificazione del Tibet.
Songtsen Gampo introduce il buddhismo, stringe rapporti con la Cina e fonda la capitale Lhasa.
VIII secolo Sotto il regno di Trisong Detsen, 755-797, il Tibet raggiunge il massimo dell'espansione militare e i suoi eserciti invadono la Cina, occupando per poco tempo la capitale cinese Changian, l'attuale Xi'an.
A Trisong Detsen si deve la proclamazione ufficiale del buddhismo, di origine indiana, come religione di Stato.
822 Firma di un trattato di pace con la Cina
XIII secolo I mongoli di Gengis Khan si interessano al Tibet. Il grande lama Sakyapa riconosce la sovranita mongola e viene nominato viceré dall'imperatore mongolo Godan.
1368 Il Tibet riacquista l'indipendenza dopo la caduta della dinastia Yuan.
XV secolo Tsong-kha-pa, 1357-1419, fonda l'ordine religioso dei Gelugpa, la scuola dei berretti gialli. Nel 1578 il terzo abate dei Gelugpa riceve dal principe mongolo Altan-khan il titolo mongolo di dalai-lama.
Nel 1642 l'alleanza tra i mongoli e la setta dei Gelugpa instaura il potere temporale dei dalai-lama.
1720 Le truppe cinesi espellono i mongoli ed entrano a Lhasa. Gli imperatori Qing affermano la loro sovranita sul paese.
Nel 1750 il governo del paese viene nuovamente affidato ai dalai-lama.
1788 Per ragioni economiche e finanziarie il Nepal entra in conflitto con Lhasa. Nel 1791 l'imperatore cinese Qianlong respinge i nepalesi e rafforza il proprio controllo sul governo tibetano.
1795 Dopo la morte di Qianlong, nel 1795, il Tibet recupera poco a poco la propria liberta.
1904 I britannici, timorosi dell'espansione russa in Asia centrale, invadono il Tibet. Lo lasciano nel 1906 dopo la firma di un accordo sino-britannico che riconosce la sovranita cinese sul Tibet.
1911 La dinastia Qing viene rovesciata e il Tibet diventa *de facto* indipendente.
1950 Un anno dopo la proclamazione della Repubblica popolare cinese, l'Esercito popolare di liberazione invade il Tibet nell'indifferenza generale del mondo.
1951 La Cina costringe i tibetani a firmare nel maggio 1951 un accordo in 17 punti nel quale essi riconoscono la sovranita cinese sul Tibet in cambio della promessa di rispettare un'ampia autonomia.
1956-1976 Dopo numerose azioni di guerriglia tibetana contro il regime cinese a partire dal 1956, il 10 marzo 1959 scoppia a Lhasa una rivolta di vasta portata. Viene repressa nel sangue dai cinesi, con circa 87.000 morti tibetani, e le persecuzioni religiose si moltiplicano. Nel 1978 restano intatti soltanto 13 monasteri su 6.000.
1976- Dopo la morte di Mao Tse-Tung nel 1976, la Cina attenua la propria politica nei confronti del Tibet, anche sul piano religioso.

I tumulti anticinesi del 1987 segnano però un ritorno del nazionalismo tibetano. Altri disordini si verificano nel 1988 e 1989, tutti repressi nel sangue, con centinaia di vittime e numerosissimi arresti.

Nel dicembre 1989 il Dalai Lama riceve il Premio Nobel per la pace. Da allora gira il mondo e incontra i "grandi" del pianeta per difendere la sopravvivenza del suo popolo.

Dharamsala, in India, citta quasi mitica, ospita il Dalai Lama dopo la sua partenza dal Tibet, insieme al governo tibetano in esilio. Vi si trovano numerosi monasteri, oltre a scuole e centri culturali che contribuiscono a preservare la cultura tibetana.

Due parole sul buddhismo tibetano, che riprendo da Encarta:

«

Il buddhismo tibetano ha ereditato il buddhismo tantrico Mahayana, un tempo praticato in India, insieme ad alcune credenze e pratiche proprie della regione himalayana. La religione buddhista viene introdotta in Tibet nell'VIII secolo d.C. dal maestro indiano Padmasambhava (ca. 717-ca. 762), che fonda il primo tempio buddhista a Samyé e consacra i primi monaci. Il buddhismo si sviluppa allora rapidamente. La sua espansione è momentaneamente ostacolata dalle persecuzioni del re Langdarma, che regna dall'838 all'842, ma poi riprende.

Il buddhismo tibetano costituisce una tradizione completa che include numerosissimi aspetti: filosofia, stile di vita, apprendimento della vita interiore, ricerca della liberazione, pratica di rituali, meditazione, yoga, offerte, vita laica, monastica o eremitica, sviluppo di un'architettura e di un'arte molto ricche. Gli approcci possono essere molto diversi, a seconda che si tratti di una ricerca interiore profonda o di una via popolare orientata soprattutto al benessere in questa vita e in quelle future.

Il buddhismo tibetano è suddiviso in quattro grandi scuole, indipendenti tra loro, ciascuna con il proprio capo, la propria organizzazione e i propri monasteri. Si tratta dei Nygmapa, dei Sakyapa, dei Kagyupa e dei Gelugpa. Il Dalai Lama, che appartiene alla scuola gelugpa senza esserne il capo, svolge il ruolo di guida temporale del paese ma non esercita un'autorità spirituale diretta al di fuori della propria scuola.

I monasteri (ce n'erano circa 6.000 prima dell'invasione cinese) sono di norma diretti da un tulku, una persona riconosciuta come reincarnazione di un maestro ammirato per le sue grandi qualità. Prima dell'occupazione del territorio tibetano da parte della Cina e delle persecuzioni religiose che ne seguirono, alcuni di questi monasteri erano vere e proprie città, con diverse migliaia di monaci.

«Buddhismo tibetano», Enciclopedia Microsoft® Encarta® 2000. ©1993-1999 Microsoft Corporation. Tutti i diritti riservati.

I calendari

In Tibet calendario, astrologia e religione sono strettamente intrecciati. In questo studio cercheremo di attenerci al calendario, lasciando da parte tutta la componente astrologica, della quale peraltro non saprei parlare con vera competenza.

In pratica esistono due calendari tibetani:

  1. il calendario Phukluk, creato nel 1447 dall'astrologo Phukpa Lhundrub Gyatso e sviluppato in un'opera astrologica intitolata «gli insegnamenti orali di Pundarika», pad dkar zhal lung.
    E considerato il calendario ufficiale tibetano ed e quello usato dalla maggioranza dei tibetani.
  2. il calendario Tsurluk, creato dal terzo Karmapa Rangjung Dorje, 1284-1339, nella sua opera «Compendio di astrologia», rtsis kun bsdus pa.

Nota: Karmapa e un ramo della scuola Kargyupa, o Kagyupa, il cui monastero principale e Tsurphu, vicino a Lhasa. Questa scuola e nota anche come quella dei berretti neri.

Questo calendario e quello del Karma Kagyu, un «sottogruppo» della comunita religiosa dei Kagyupa.

Sembra che questi due calendari differiscano, dal punto di vista strettamente calendrico e lasciando da parte l'astrologia, soltanto per la data di inizio dell'anno. Devo ammettere che non so con precisione quale sia il meccanismo. Immagino dipenda dal modo in cui vengono intercalati i mesi complementari. Se ne sapete di più, scrivetemi.

Guardiamo da vicino il calendario Phukluk e proviamo a capire come e costruito.

Per farlo procediamo cronologicamente. Vedremo così che la «ricetta» del calendario tibetano può essere riassunta in una formula piuttosto semplice: una base di kalacakra, o kalachakra, con un tocco di simbolismo cinese.

A) Una base di kalacakra

Apriamo una parentesi per definire questo kalacakra, o più precisamente il kalacakra tantra.

Come dice il nome stesso, il kalacakra tantra e uno dei testi religiosi del tantrismo. Il suo nome preciso sarebbe Kalacakra Laghutantra, versione abbreviata di un testo più lungo, il Kalacakra Mulatantra.

Il Kalacakra Mulatantra sarebbe stato insegnato dal Buddha stesso presso il grande stupa di Dhanyakataka, in India. Questo testo di 12.000 righe sarebbe stato poi commentato e trascritto dal re Sucandra di Shambhala.

In seguito un altro re di Shambhala, Yashas, avrebbe scritto una forma abbreviata, il Kalacakra Laghutantra, ridotta di tre quarti.

Un altro re ancora, Pundarika, compose un commento al Kalacakra Laghutantra noto con il nome di Vimalaprabha.

Nel 1027 questi testi vengono tradotti dal sanscrito originale in tibetano e introdotti in Tibet.

Il kalacakra e diviso in cinque capitoli. Il primo tratta del «kalacakra esteriore», cioè del mondo fisico, e in particolare del sistema di calcolo del calendario e del suo aspetto astrologico.

Quali sono gli elementi di quello che chiameremo «calendario kalacakra» ripresi nel calendario tibetano?

  1. Prima di tutto il principio lunisolare: dodici mesi di 30 giorni lunari con, per compensare lo scarto rispetto all'anno solare, un tredicesimo mese lunare, Da shol, in alcuni anni, grossomodo ogni 32 mesi.
  2. I mesi cominciano il giorno della luna nuova e proseguono fino alla luna nuova successiva. Più precisamente, il primo giorno di ogni mese e il giorno in cui la luna tramonta per la prima volta dopo l'ora della luna nuova.
    Naturalmente l'ora del tramonto della luna varia a seconda del punto della Terra in cui si trova l'osservatore. Il luogo di riferimento del calendario ufficiale tibetano e la citta di DHARAMSALA, citata poco sopra. Per chi ama creare o convertire calendari, le coordinate sono le seguenti: longitudine 76°19'0E, cioè 76,3167; latitudine 32°13'0N, cioè 32,2167; altitudine 1456 m.
  3. I mesi complementari: come nel calendario cinese, si presume che il sole passi da un segno zodiacale al successivo durante un mese lunare. Se non lo fa, quel mese lunare viene considerato un mese complementare, Da shol, e avra le stesse caratteristiche del mese che «raddoppia».
  4. Il giorno solare, cioè il giorno civile, comincia al sorgere del sole e dura fino al sorgere successivo. Come avviene in molti calendari, si veda lo studio sulla settimana, questi giorni portano il nome dei sette «pianeti»: Sole, Luna e così via.
  5. Il giorno lunare: contrariamente a quanto si potrebbe pensare, non e la trentesima parte del tempo trascorso tra due lune nuove. E il tempo necessario affinche l'angolo tra la luna e il sole aumenti di 12 gradi.

Il calendario tibetano indica, per ogni mese, il numero del giorno lunare. E poiche un giorno lunare medio equivale approssimativamente a 0,984 giorno solare, succede cio che deve succedere: la fine, presa come riferimento, di due giorni lunari può cadere nello stesso giorno solare. In quel caso si «dimentica» il numero del secondo giorno lunare. Questo giorno «saltato» si chiama tsi chad-pa.

Al contrario, può capitare che in un giorno solare non cada la fine di alcun giorno lunare. In tal caso il numero del giorno lunare precedente viene «raddoppiato». Il secondo giorno prende il nome di tsi lhag-pa.

Nel calendario tibetano, dunque, la numerazione dei giorni del mese non procede necessariamente in modo continuo.

Prendiamo per esempio il primo mese dell'anno 2130 del calendario tibetano, cioè marzo-aprile 2003:

Giorno lunare tibetano 1 2 2 3 4 5 6 7 8 9
Giorno gregoriano 03/03 04/03 05/03 06/03 07/03 08/03 09/03 10/03 11/03 12/03
Giorno lunare tibetano 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19
Giorno gregoriano 13/03 14/03 15/03 16/03 17/03 18/03 19/03 20/03 21/03 22/03
Giorno lunare tibetano 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30
Giorno gregoriano 23/03 24/03 25/03 26/03 27/03 28/03 29/03 30/03 31/03 01/04

Va ricordato, già che ci siamo, che l'anno 1 del calendario tibetano corrisponde al 127 a.C. del nostro calendario. Questo 127 a.C. coincide con l'ascesa al trono del primo re tibetano, Nyatri Tsenpo.

  1. Losar, o Lhosar, il Capodanno tibetano.

Qui tocchiamo uno dei punti più oscuri del calendario tibetano e del calendario kalacakra: determinare l'inizio dell'anno. Le ipotesi avanzate sono diverse:

Il problema e che, contrariamente alle «raccomandazioni» del kalacakra e ai commenti del Vimalaprabha, i tibetani hanno adottato il sistema dello zodiaco siderale invece di quello tropicale, si veda la pagina astronomia, e il loro calendario usa ormai, per mancanza di correzioni adeguate, una posizione del sole rispetto allo zodiaco, tropicale o siderale, che non significa più molto.

B) Un tocco di simbolismo cinese

Il sistema animali-elementi che abbiamo già visto nel calendario cinese esiste anche nel calendario tibetano.

Il sistema degli «animali» esiste almeno dalla meta del VII secolo, sotto l'influenza dei maestri spirituali della principessa cinese che sposo il re Songtsen Gampo. Questo sistema forma naturalmente un ciclo duodenario di 12 animali che ritroveremo negli anni, nei mesi, nei giorni e nelle ore.

I dodici animali, in ordine, sono: Lepre, , Drago, Drouk, Serpente, Trül, Cavallo, Ta, Pecora, Loug, Scimmia, Tré, Uccello, Tcha, Cane, Khyi, Maiale, P’ak, Topo, Tchi, Bue, Lang, Tigre, Tak.

E nel X secolo che compaiono nel calendario, sotto l'influenza degli adepti del kalacakra, i cinque elementi, djoungwa: Legno, shing, Fuoco, , Terra, sa, Metallo, tchak, o Ferro, e Acqua, tchou.

La combinazione animale-elemento conduce, come nel calendario cinese, a un ciclo sessagesimale chiamato Rab-byung, che comincia con la coppia fuoco-lepre, invece del legno-topo del calendario cinese.

L'anno 2003 del nostro calendario corrisponde al 17° anno del Rab-byung 17, iniziato nel 1987. E l'anno della «pecora d'acqua».

L'anno uno del primo Rab-byung corrisponde al 1027 del nostro calendario. Questo 1027 e la data della traduzione del kalacakra in lingua tibetana.

Vediamo una tabella dell'ultimo Rab-byung:

Animale Lepre Dragon Serpente Cavallo Pecora Scimmia Uccello Cane Maiale Topo Bue Tigre
Elemento
Ordine dell'anno 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12
Anno gregoriano 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998
Elemento
Ordine dell'anno 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24
Anno gregoriano 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010
Elemento
Ordine dell'anno 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36
Anno gregoriano 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022
Elemento
Ordine dell'anno 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48
Anno gregoriano 2023 2024 2025 2026 2027 2028 2029 2030 2031 2032 2033 2034
Élément
Rango dell'anno 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60
Anno gregoriano 2035 2036 2037 2038 2039 2040 2041 2042 2043 2044 2045 2046

I mesi seguono lo stesso sistema di rotazione nel modo seguente:

Animale Dragon Serpente Cavallo Pecora Scimmia Uccello Cane Maiale Topo Bue Tigre Lepre
Elemento
Mese 1 2 3 4 5 6 7 8 8 10 11 12

Per chiudere questo studio del calendario tibetano, e pensando a chi volesse cimentarsi nella costruzione di un calendario di questo tipo o nella conversione tra gregoriano e tibetano, citero una frase, tradotta da me, di Tsipon Shuguba, autore di In the Presence of my Enemies:

«

Verso la fine di ogni anno, un nuovo calendario viene preparato dagli astrologi del paese. Di conseguenza, nessuno può sapere come sara il nuovo anno prima che cominci

Questa frase riguarda soprattutto i giorni di festa, ma, poiche astrologia e calendario sono strettamente legati, capita che gli astrologi eliminino alcuni giorni «nefasti» e raddoppino invece alcuni giorni «fasti».

Insomma, attenzione: in un calendario tibetano non c'e nulla di davvero automatico.

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