Il calendario liturgico

Prima di leggere questa pagina, è consigliabile leggere quelle dedicate al calendario giuliano, al calendario gregoriano e al calendario ebraico.

Qui affronteremo soltanto il calendario liturgico romano. Gli altri saranno oggetto di altre pagine di questo sito.

D'altra parte, questa pagina non pretende di essere una pagina sulla religione cristiana. Non ci porremo quindi la domanda se questo o quel fatto sia esatto (salvo quando sia storicamente comprovato). Ci interessa soltanto l'impatto di tali elementi sul calendario.

Prima di affrontare il nostro tradizionale «pizzico di storia» tipico di questo sito, conviene chiedersi se il calendario liturgico (o ecclesiastico) che stiamo per studiare possa davvero essere considerato un calendario.

Il suo scopo è infatti collocare le feste religiose fisse o mobili su calendari già esistenti. Non è quello di contare il tempo.

In queste condizioni, per quanto mi riguarda, preferisco il termine computo ecclesiastico. Non ha lo svantaggio di far apparire una qualunque nozione di calendario specifico e mette maggiormente l'accento sull'aspetto del calcolo (comput = computare = calcolare). Ma vi lascio liberi di formarvi una vostra opinione man mano che procederemo nello studio.

Qui sotto trovate il link ai canoni del calendario di cui parleremo più avanti:

Un po' di storia

Tra le numerose feste da fissare, quella di Pasqua era certamente la più importante.

Il nostro excursus storico verterà dunque sullo studio della Pasqua, e vedremo che la cosa non si è fatta senza difficoltà.

Ma prima, qualche richiamo:

1) Gesù e i suoi dodici apostoli si riunirono (l'Ultima Cena) un giovedì sera per celebrare la Pasqua ebraica (Pesach), che commemorava l'uscita dall'Egitto e la liberazione dalla servitù. Questa festa cominciava con l'immolazione di un agnello che veniva mangiato il quattordicesimo giorno del mese di Nisan.

Durante questo pasto, Gesù istituì l'Eucaristia, annunciò che uno di loro (Giuda) lo avrebbe tradito e che Pietro lo avrebbe rinnegato tre volte prima del canto del gallo. Si recarono poi al Monte degli Ulivi, dove Gesù fu arrestato e consegnato ai sacerdoti, i quali lo portarono il mattino seguente (7 aprile dell'anno 30), un venerdì, davanti a Ponzio Pilato.

Condannato alla crocifissione, morì quello stesso giorno verso le 3 del pomeriggio. La sera, Giuseppe d'Arimatea ottenne da Pilato il permesso di recuperare il corpo. Era già scesa la sera e, poiché il giorno successivo era sabato, giorno di riposo, collocò il corpo in un sepolcro chiuso prima della sepoltura definitiva, di cui Maria Maddalena, Maria e Salomè avrebbero dovuto occuparsi il giorno dopo ancora, domenica. Ma il sepolcro era vuoto e un angelo annunciò loro che Gesù Cristo era risorto.

2) Nel calendario ebraico, che è un calendario lunare con correzioni solari, il mese di Nisan è il primo mese dell'anno e comincia con la luna nuova che cade nel giorno dell'equinozio di primavera, o immediatamente dopo.

«

Esodo 12, 1-7: Questo mese sarà per voi l'inizio dei mesi: sarà per voi il primo mese dell'anno. Parlate a tutta l'assemblea e dite: il decimo giorno di questo mese, ognuno prenda un agnello per famiglia, un agnello per casa... Lo conserverete fino al quattordicesimo giorno di questo mese, e tutta l'assemblea d'Israele lo immolerà tra le due sere... La carne sarà mangiata quella stessa notte...

Quanto sopra vale come richiamo. Ma già qui incontriamo una prima divergenza che, del resto, avrà pochissima importanza. Secondo i tre evangelisti sinottici (Matteo, Marco e Luca), il venerdì della morte di Gesù corrisponderebbe al 14 Nisan. Secondo il quarto evangelista (Giovanni), Gesù morì nel pomeriggio che precedeva la festa, cioè il 14 Nisan.

Due tesi si scontreranno rapidamente sul «quando celebrare», il che conduce peraltro anche a un «che cosa celebrare»: bisogna commemorare l'Ultima Cena o la Risurrezione di Cristo?

I cristiani d'Asia (tra cui gli apostoli Giovanni e Filippo), di tradizione ebraica, optarono per commemorare l'Ultima Cena e dunque il 14 Nisan, che è il giorno di Pesach. Furono soprannominati, non senza ironia, quartodecimani.

Quanto ai cristiani non ebrei (tra cui Pietro e Paolo) dell'Impero romano e di Roma (quantadecimani), optarono per la celebrazione della Risurrezione, fissando la data di Pasqua alla domenica successiva al 14 Nisan.

Sembra perfino che alcune chiese avessero scelto di rispettare la cronologia dei tre giorni tra l'Ultima Cena e la Risurrezione e decidessero quindi di celebrare la Pasqua il 17 Nisan. Altre, non molto a loro agio con l'osservazione della luna, optarono per date fisse (25 marzo o 7 aprile). In alcune chiese si celebravano contemporaneamente la Passione il 25 marzo e la Risurrezione il 27.

Insomma, era un caos totale e ognuno faceva come meglio credeva.

Intorno al 155, Policarpo, vescovo di Smirne e discepolo di Giovanni, si recò a Roma come rappresentante dei quartodecimani per discutere il problema con papa Aniceto. Quest'ultimo non riuscì a convincere Policarpo a rinunciare ai suoi usi ebraici.

Diciamolo subito: si tratta meno di una disputa di pura liturgia che di una lotta di influenza e di potere tra le diverse chiese. Il cristianesimo nascente difficilmente poteva rimettersi alle autorità di un'altra religione per determinare la data della principale festa cristiana. Inoltre, ma ci torneremo, il metodo utilizzato dagli ebrei non permetteva di calcolare la Pasqua in anticipo, poiché l'inizio del mese dipendeva dall'osservazione del primo crescente di luna al tramonto del sole. La posizione dei quartodecimani era quindi destinata al fallimento.

Ma proseguiamo ugualmente il nostro studio.

Nel 197, papa Vittore, favorevole a celebrare la Risurrezione di domenica, chiese ai vescovi di riunirsi per deliberare sulla questione.

I concili di Roma, Lione, Corinto, Amastris, Cesarea, Antiochia e Alessandria si accordarono per andare nella direzione di papa Vittore.

Al contrario, al concilio di Efeso, presieduto da Policrate, fu deciso di mantenere la celebrazione della festa al 14 Nisan e, di conseguenza, tutti i cristiani d'Asia furono scomunicati da Vittore I.

Essendo gli uni scomunicati e gli altri d'accordo tra loro, sembrerebbe che il problema fosse almeno in parte risolto.

E invece no!! Perché, per esempio, ad Antiochia erano gli ebrei a determinare la data del primo mese dell'anno (e quindi il 14, e dunque la data di Pasqua), mentre ad Alessandria gli studiosi esperti di astronomia calcolavano da soli la data di Pasqua. E le due date raramente coincidevano.

Più tardi, nel 314, il concilio di Arles confermò che la Pasqua doveva essere celebrata lo stesso giorno in tutto il mondo, senza tuttavia spiegare come arrivarci.

È a questo punto che entra in scena l'imperatore Costantino. Per mantenere una certa coesione nell'Impero romano, il metodo impiegato dai suoi predecessori consisteva nel dichiararsi essi stessi dèi. Poiché, da una parte, i cristiani non avevano alcun interesse per un simile dio e, dall'altra, l'Impero cominciava a incrinarsi, Costantino capì che non poteva combattere i cristiani. Decise quindi di unirsi a loro.

Aveva dunque tutto l'interesse a far cessare le divisioni nate in seguito alla determinazione della data di Pasqua.

Città di Bitinia (oggi Iznik, in Turchia), fondata nel IV secolo a.C. da Antigono Monoftalmo, uno dei luogotenenti di Alessandro; Nicea fu sede del primo concilio del 325
Città di Bitinia (oggi Iznik, in Turchia), fondata nel IV secolo a.C. da Antigono Monoftalmo, uno dei luogotenenti di Alessandro; Nicea fu sede del primo concilio del 325

A tal fine organizzò il concilio di Nicea, che si tenne dal 20 maggio al 25 giugno 325. Vi erano presenti 318 vescovi, senza contare l'infinito numero di sacerdoti, diaconi e altri ancora.

Il concilio finì per fissare una regola ancora oggi in vigore, decretando che "la celebrazione della festa di Pasqua si sarebbe fatta la prima domenica dopo il quattordicesimo giorno della luna del primo mese, fermo restando tuttavia che, se quel quattordicesimo giorno della luna cadeva di domenica, si sarebbe attesa la domenica successiva, vale a dire sette giorni dopo. Dichiarando che questo primo mese era quello la cui quattordicesima luna cadeva nel giorno dell'equinozio di primavera, o immediatamente dopo".

Questa regola è più nota nella forma semplificata: "Pasqua è la domenica che segue il quattordicesimo giorno della luna che raggiunge questa età il 21 marzo o immediatamente dopo".

In realtà è un po' più complicato, e ci si può chiedere se il concilio abbia davvero fissato una regola precisa. Un giorno torneremo sulla questione con uno studio specifico.

Resta comunque vero che una lettera di Costantino in persona confermò che la disputa era terminata, che tutti si erano accordati nel celebrare la Pasqua lo stesso giorno e che alla chiesa di Alessandria era affidato il compito di spiegare come fare.

La polemica si concluse davvero solo nel 525, quando Roma adottò il computo alessandrino nella forma datagli da Dionigi il Piccolo. Ci torneremo nello studio del calendario vero e proprio.

Il calendario

Prima di immergerci nello studio del calendario in sé, concediamoci una piccola pausa:

Pasqua era l'unica festa prevista dal calendario liturgico? Assolutamente no!! Il numero di queste feste obbligatorie cessate dal lavoro aumentò regolarmente e progressivamente fino a sfiorare il centinaio.

Perfino il nostro caro La Fontaine evocò questa moltitudine di feste nella sua favola Il ciabattino e il finanziere:

«

....Nel suo palazzo egli (il finanziere) fa venire
Il cantore (il ciabattino), e gli dice: Suvvia, messer Grégoire,
Quanto guadagnate all'anno? - All'anno? In fede mia, signore,
Disse con tono sorridente,
Il gagliardo Ciabattino, non è affatto mia abitudine
Contare in questo modo; e non metto quasi mai
Un giorno sull'altro: basta che alla fine
Raggiunga il capo dell'anno:
Ogni giorno porta il suo pane.
- E allora quanto guadagnate, ditemi, al giorno?
- Talvolta di più, talvolta di meno: il male è che sempre;
(E senza questo i nostri guadagni sarebbero abbastanza onesti,)

Il male è che nell'anno si mescolano giorni
In cui bisogna stare senza lavorare; le Feste ci mandano in rovina.
L'una danneggia l'altra; e monsieur le Curé
Carica sempre il suo sermone di qualche nuovo Santo
....

Bisognerà attendere il concordato concluso tra Pio VII e Napoleone I nel 1802 (anno della promulgazione) perché il numero delle feste d'obbligo (quelle che il primo comandamento della Chiesa impone di santificare) venga ridotto a quattro: Natale, Ascensione, Assunzione e Ognissanti.

Ma torniamo al nostro calendario.

Qual è la differenza tra le date di Pasqua e di Natale? Come abbiamo appena visto nel nostro excursus storico, la data di Pasqua dipende dall'età della luna. La data di Natale, invece, è fissa nel calendario.

Da ciò si può trarre una conclusione: la Chiesa fa uso di un calendario che è al tempo stesso lunare e solare. Tutte le feste mobili sono legate al calendario lunare, mentre le feste fisse dipendono dal calendario solare. Per completezza, segnaliamo che esistono anche altre feste legate alla posizione di una domenica rispetto a una festa fissa (Avvento, per esempio).

Nel calendario si trovano due grandi cicli:

Per orientarci, suddivideremo questa parte dedicata al calendario nel modo seguente:

A) Il computo pasquale nel calendario giuliano

Abbiamo visto che il concilio di Nicea aveva (forse) fissato una regola per determinare la data di Pasqua: "Pasqua è la domenica che segue il quattordicesimo giorno della luna che raggiunge questa età il 21 marzo o immediatamente dopo".

Restava ancora da trovare un computo che permettesse davvero di fissare questa data nel calendario. Si deve al monaco Dionigi il Piccolo (Dionysius Exiguus), fondatore dell'era cristiana, il fatto di essersi incaricato del compito e di aver concepito un computo (regola alessandrina) che sarà utilizzato a partire dal VI secolo e resterà in vigore fino al 1585 (data del passaggio al calendario gregoriano). Poiché non si può aspettare ogni anno il nuovo crescente di luna, Dionigi il Piccolo costruirà, basandosi sul ciclo di Metone, un calendario lunare perpetuo all'interno del calendario giuliano. Per ricordarlo: il ciclo di Metone è un ciclo di 19 anni al termine dei quali (dopo 235 lunazioni) le fasi della luna ritornano alle stesse date.

Dionigi il Piccolo ha distribuito le 235 lunazioni nel calendario perpetuo giuliano alternando lunazioni di 29 e di 30 giorni. L'anno normale comprende 115 lunazioni di 29 giorni e 120 lunazioni di 30 giorni.

Costruiamo questa tavola perpetua delle lune giuliane nel ciclo di 19 anni e notiamo che la posizione di un anno in questo ciclo si chiama numero d'oro (all'anno I della nostra era fu attribuito il numero d'oro 2).

Le date indicate nella tabella corrispondono all'inizio di ogni lunazione teorica. Le date in rosso indicano le lunazioni di 30 giorni. Le cifre tra parentesi indicano il giorno negli anni bisestili. Ricordiamoci che siamo nel calendario giuliano e che il giorno bisestile viene dopo il 24 febbraio. Le cifre separate da virgole significano che nello stesso mese vi sono due inizi di lunazione.

N. d'oro gen. feb. mar. apr. mag. giu. lug. ago. set. ott. nov. dic.
1 23 21 23 21 21 19 19 17 16 15 14 13
2 12 10 12 10 10 8 8 6 5 4 3 2
3 1,31 1,31 29 29 27 27 25 24 23 22 21
4 20 18 20 18 18 16 16 14 13 12 11 10
5 9 7 9 7 7 5 5 3 2 2,31 30 29
6 28 26,(27) 28 26 26 24 24 22 21 20 19 18
7 17 15 17 15 15 13 13 11 10 9 8 7
8 6 4 6 5 4 3 2 1,30 29 28 27 26
9 25 23 25 23 23 21 21 19 18 17 16 15
10 14 12 14 12 12 10 10 8 7 6 5 4
11 3 2 3 2 1,31 29 29 27 26 25 24 23
12 22 20 22 20 20 18 18 16 15 14 13 12
13 11 9 11 9 9 7 7 5 4 3 2 1,31
14 30 28,(29) 30 28 28 26 26 24 23 22 21 20
15 19 17 19 17 17 15 15 13 12 11 10 9
16 8 6 8 6 6 4 4 2 1 1,30 29 28
17 27 25,(26) 27 25 25 23 23 21 20 19 18 17
18 16 14 16 14 14 12 12 10 9 8 7 6
19 5 3 5 4 4 2 1,30 28 27 26 25 24

Dobbiamo ora trovare il quattordicesimo giorno della luna che raggiunge questa età il 21 marzo o immediatamente dopo. Niente di più semplice: aggiungiamo 13 giorni alle date precedenti e teniamo quelle che cadono il 21 marzo o immediatamente dopo. Si arriva così alla tabella seguente:

N. d'oro 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19
Marzo 25 22 30 27 24 21 29
Aprile 05 13 02 10 18 07 15 04 12 01 09 17

Nota: Possiamo partire direttamente dalla tabella precedente se conosciamo il numero d'oro dell'anno. Lo si trova sul calendario delle Poste o con la formula seguente: numero d'oro = 1 + mod(anno,19). Promemoria: le pagine dedicate ai calendari non contengono (o quasi) formule, per non nuocere alla leggibilità. Le formule sono raccolte nella pagina Conversione, accessibile dal menu varie.

Per concludere l'applicazione della regola definita dal concilio di Nicea, non ci resta che trovare... la domenica che segue...

Per farlo, introdurremo la nozione di lettera domenicale: attribuiremo una delle lettere della serie A,B,C,D,E,F,G a tutti i giorni dell'anno a partire dal primo gennaio (che avrà quindi la lettera A). La lettera domenicale sarà la lettera attribuita alla domenica. Questa lettera domenicale sarà quella della domenica per tutto l'anno tranne...

Perché c'è un granello di sabbia in questo principio semplice: gli anni bisestili. In questo caso, le lettere del 24 e del 25 febbraio saranno identiche e, di conseguenza, la domenica avrà due lettere domenicali diverse: una prima del 24 febbraio e una dopo il 25 febbraio. Naturalmente, poiché Pasqua non cade mai nel mese di febbraio, per fissarne la data terremo conto solo della seconda lettera.

Esempio: nel 2000 (bisestile), il 1º gennaio sarebbe stato un venerdì nel calendario giuliano e avrebbe portato la lettera A. La lettera C sarebbe dunque stata quella della domenica. Nel mese di febbraio, il 21 è una domenica. In febbraio accade questo:

Data 21 22 23 24 25 26 27 28
Giorno Domenica Lunedì Martedì Mercoledì Giovedì Venerdì Sabato Domenica
Lettera C D E F F G A B

La lettera domenicale del 2000 era dunque CB.

A causa dell'esistenza degli anni bisestili, il ciclo delle lettere domenicali si completa solo al termine di 28 anni. Questo periodo di 28 anni prende il nome di ciclo solare (a causa della domenica che è il giorno del sole).

Ora che conosciamo il numero d'oro di un anno e la sua lettera domenicale, non ci resta che consultare una tabella per leggere quale sarà la data di Pasqua.

Numero d'oro Lettera domenicale
A B C D E F G
1 09/04 10/04 11/04 12/04 06/04 07/04 08/04
2 26/03 27/03 28/03 29/03 30/03 31/03 01/04
3 16/04 17/04 18/04 19/04 20/04 14/04 15/04
4 09/04 03/04 04/04 05/04 06/04 07/04 08/04
5 26/03 27/03 28/03 29/03 23/03 24/03 25/03
6 16/03 17/04 11/04 12/04 13/04 14/04 15/04
7 02/04 03/04 04/04 05/04 06/04 31/03 01/04
8 23/04 24/04 25/04 19/04 20/04 21/04 22/04
9 09/04 10/04 11/04 05/04 06/04 07/04 08/04
10 02/04 03/04 28/03 29/03 30/03 31/03 01/04
11 16/04 17/04 18/04 19/04 20/04 21/04 22/04
12 09/04 10/04 11/04 05/04 06/04 07/04 08/04
13 26/03 27/03 28/03 29/03 30/03 31/03 25/03
14 16/04 17/04 18/04 19/04 13/04 14/04 15/04
15 02/04 03/04 04/04 05/04 06/04 07/04 08/04
16 26/03 27/03 28/03 22/03 23/03 24/03 25/03
17 16/04 10/04 11/04 12/04 13/04 14/04 15/04
18 02/04 03/04 04/04 05/04 30/03 31/03 01/04
19 23/04 24/04 18/04 19/04 20/04 21/04 22/04
Il calendario della Posta comprende (in fondo al mese di febbraio) tutti gli elementi del computo.
Il calendario della Posta comprende (in fondo al mese di febbraio) tutti gli elementi del computo.

L'indizione romana non ha alcun interesse nel computo ecclesiastico. È un periodo di 15 anni che, al tempo degli imperatori romani, corrispondeva alla riscossione di un'imposta straordinaria. I papi, a partire da Gregorio VIII, l'hanno fatta iniziare il 01/01/313. Le bolle papali sono ancora datate in Indizione.

B) Il computo pasquale nel calendario gregoriano

Come abbiamo visto nelle pagine dedicate ai calendari giuliano e gregoriano, nel calendario giuliano esisteva un errore nella valutazione dell'anno tropico: l'equinozio era in ritardo di 10 giorni nel XVI secolo. D'altra parte, un errore del ciclo di Metone faceva sì che la luna del computo non fosse in concordanza con la luna vera (1h30 ogni 19 anni). L'errore è minimo, ma si accumula nel corso dei secoli.

Questa volta dobbiamo a Lilio e Clavio il computo del calendario gregoriano, in vigore già dal 1582.

E qui bisogna introdurre un altro elemento del computo: l'epatta. Sarà essa a sostituire il numero d'oro del «computo giuliano».

Che cos'è l'epatta (dal greco epi-aktos: numero aggiunto)? È l'età della luna a una data precisa. Per età della luna bisogna intendere il tempo trascorso, in giorni, dall'ultima luna nuova. E non parliamo della luna «vera», bensì di quella determinata nel computo ecclesiastico e riportata nelle tabelle che abbiamo visto.

L'epatta esisteva già nel computo «giuliano» e rappresentava l'età della luna al 22 marzo (il che equivale all'età della luna al 31 dicembre dell'anno precedente).

Dopo la riforma gregoriana, l'epatta di un anno è diventata l'età della luna del computo al primo gennaio diminuita di un'unità (che non è necessariamente l'età della luna al 31 dicembre dell'anno precedente). È questa la definizione che manterremo, anche per il calendario giuliano.

L'epatta è dunque un numero compreso tra 0 e 29.

Notiamo di passaggio che l'epatta giuliana può assumere solo 19 valori, poiché gli stessi valori ritornano al termine del ciclo di Metone. In funzione del numero d'oro, questi valori sono (per i numeri d'oro da 1 a 19): 8, 19, 0, 11, 22, 3, 14, 25, 6, 17, 28, 9, 20, 1, 12, 23, 4, 15 e 26. Basta aggiungere 11 alla cifra precedente e sottrarre 30 non appena possibile per ricostruire la serie. Per passare dall'ultima epatta di una serie alla successiva, bisogna aggiungere 12 (e sottrarre 30). Naturalmente, poiché esiste un parallelismo tra epatta e numero d'oro, sarebbe stato possibile calcolare la data di Pasqua nel calendario giuliano a partire dalle epatte giuliane.

Una delle conseguenze, fra le altre, del calendario gregoriano fu la correzione del calendario lunare perpetuo, per ridurre gli scarti tra le date reali della luna nuova e quelle del calendario giuliano.

Per calcolare le date di Pasqua, si abbandonarono i numeri d'oro (almeno in teoria) a favore delle epatte. La lettera domenicale, invece, fu conservata tale e quale. La data di Pasqua potrà quindi essere conosciuta a partire dalla lettera domenicale e dall'epatta.

Come funziona il sistema delle epatte? È piuttosto complicato e pieno di sottigliezze. Quindi, seguitemi bene e facciamo un po' di teoria. Se non capite tutto, non è grave, perché ci aiuteranno delle tabelle già pronte.

Il ciclo perpetuo delle epatte giuliane (8, 19, 0, ..., 26) non ha più nulla di perpetuo, poiché di tanto in tanto procederemo a dei «salti d'epatta». Inoltre, l'epatta dell'anno 1582 sarà modificata per correggere tutti gli errori dovuti al calendario solare e al ciclo di Metone.

1) Modifiche operate nel 1582

Il calcolo da un'epatta all'altra restando immutato, il ciclo diventa dunque: 1, 12, 23, 4, 15, 26, 7, 18, 29, 10, 21, 2, 13, 24, 5, 16, 27, 8, 19

Notiamo di passaggio che, pur non essendo più davvero giustificato, si conservano comunque cicli di 19 anni. In compenso, vi si aggiungeranno correzioni regolari per le ragioni esposte sopra.

Notiamo anche che, a causa dell'imprecisione del ciclo di Metone, il ritardo accumulato dalla Luna su sé stessa da Nicea era di 4 giorni e non di tre (cifra invece adottata per la correzione della «luna ecclesiastica»).

2) Salti d'epatta programmati

a) correzione dovuta al ciclo solare: Ogni anno secolare non bisestile, si sottrae un giorno all'epatta. È la metemptosi (o equazione solare).

b) correzione dovuta al ciclo lunare: Ogni 300 anni, quando si arriva a un anno secolare, si aggiunge un giorno all'epatta. È la proemptosi (o equazione lunare). Questa aggiunta viene effettuata otto volte (la prima delle quali nel 1800), ma poi si conteranno 400 anni invece di 300 prima di ricominciare un nuovo ciclo di 25 secoli. Su 25 secoli (7 X 300 + 400), si saranno dunque aggiunti 8 giorni. Ciò corrisponde a un'aggiunta media di un giorno ogni 312,5 anni (2500/8), mentre il ciclo lunare ideale richiederebbe un giorno ogni 310 anni per una correzione perfetta del ciclo di Metone.

c) correzione per migliorare la regolarità della successione delle lune nuove teoriche: viene creata un'epatta 25bis che si scrive 25 (in grassetto), mentre l'epatta 25 è in caratteri normali. Le date di questa epatta 25 devono essere utilizzate al posto di quelle dell'epatta 25 quando il numero d'oro è superiore a 11 (come vi dicevo, l'abbandono del numero d'oro era soltanto teorico!!)

c bis) tutti i mesi di dicembre, quando il numero d'oro è 19 (ancora lui!!), avranno soltanto 29 giorni invece di 30. Naturalmente, parliamo dei mesi lunari. Questo si verifica quando c'è un salto d'epatta al primo gennaio successivo.

Le regole a) e b) possono cumularsi e quindi annullarsi a vicenda. In tal caso il ciclo prosegue senza interruzione.

Riassumiamo un po' tutto questo sotto forma di tabella a lettura diretta:

Tabella delle metemptosi e proemptosi per gli anni dal 1600 al 5100

M = metemptosi; P = proemptosi

Anno P M Anno P M Anno P M
1600 2800 4000
1700 - 1 2900 - 1 4100 - 1
1800 + 1 - 1 3000 + 1 - 1 4200 - 1
1900 - 1 3100 - 1 4300 + 1 - 1
2000 3200 4400
2100 + 1 - 1 3300 + 1 - 1 4500 -1
2200 - 1 3400 - 1 4600 + 1 - 1
2300 - 1 3500 - 1 4700 - 1
2400 + 1 3600 + 1 4800
2500 - 1 3700 - 1 4900 + 1 - 1
2600 - 1 3800 - 1 5000 - 1
2700 + 1 - 1 3900 + 1 - 1 5100 - 1
Tabella delle epatte gregoriane in funzione del millesimo dell'anno e del Numero d'oro (N.O.)
N.O. Millesimo dell'anno
15
16
17
18
19
20
21
22
24
23
25
26
27
28
29
30
31
32
33
34
36
35
37
38
39
40
41 42
43
44
Epatte gregoriane
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
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9
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1
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23
4
15
26
7

Come abbiamo fatto per il calendario giuliano, costruiamo ora il calendario lunare perpetuo gregoriano che indica le date delle lune nuove (teoriche) per ogni mese in funzione dell'epatta. Le date in rosso indicano le lunazioni di 30 giorni. Le cifre tra parentesi indicano il giorno negli anni bisestili. Le date tra parentesi quadre per il mese di dicembre sono da utilizzare quando vi è salto d'epatta al primo gennaio successivo. Quando il numero d'oro dell'anno è superiore a 11, bisogna leggere la riga 25 (in grassetto) indicata 25 (G), altrimenti leggere la riga 25 (normale).

Epatta gen. feb. mar. apr. mag. giu. lug. ago. set. ott. nov. dic.
8 23 21 23 21 21 19 19 17 16 15 14 13 [13]
19 12 10 12 10 10 8 8 6 5 4 3 2 [2, 31 ]
0 1 ,31 1 ,31 29 29 27 27 25 24 23 22 21 [21]
11 20 18 20 18 18 16 16 14 13 12 11 10 [10]
22 9 7 9 7 7 5 5 3 2 1 ,31 29 29 [29]
3 28 26, (27) 28 26 26 24 24 22 21 20 19 18 [18]
14 17 15 17 15 15 13 13 11 10 9 8 7 [7]
25 6 5 6 5 4 3 2 1, 30 29 28 27 26 [26]
25 (G) 6 4 6 4 4 2 2, 31 30 28 28 26 26 [26]
6 25 23 25 23 23 21 21 19 18 17 16 15 [15]
17 14 12 14 12 12 10 10 8 7 6 5 4 [4]
28 3 2 3 2 1 ,31 29 29 27 26 25 24 23 [23]
9 22 20 22 20 20 18 18 16 15 14 13 12 [12]
20 11 9 11 9 9 7 7 5 4 3 2 1 , 31 [31]
1 30 28, (29) 30 28 28 26 26 24 23 22 21 20 [20]
12 19 17 19 17 17 15 15 13 12 11 10 9 [9]
23 8 6 8 6 6 4 4 2 1, 30 30 28 28 [28]
4 27 25, (26) 27 25 25 23 23 21 20 19 18 17 [17]
15 16 14 16 14 14 12 12 10 9 8 7 6 [6]
26 5 4 5 4 3 2 1, 31 29 28 27 26 25 [25]
7 24 22 24 22 22 20 20 18 17 16 15 14 [14]
18 13 11 13 11 11 9 9 7 6 5 4 3 [3]
29 2 1 2 1, 30 30 28 28 26 25 24 23 22 [22]
10 21 19 21 19 19 17 17 15 14 13 12 11 [11]
21 10 8 10 8 8 6 6 4 3 2 1, 30 30 [30]
2 29 27, (28) 29 27 27 25 25 23 22 21 20 19 [19]
13 18 16 18 16 16 14 14 12 11 10 9 8 [8]
24 7 5 7 5 5 3 3 1, 31 29 29 27 27 [27]
5 26 24, (25) 26 24 24 22 22 20 19 18 17 16 [16]
16 15 13 15 13 13 11 11 9 8 7 6 5 [5]
27 4 3 4 3 2 1, 30 30 28 27 26 25 24 [24]

Per concludere, non ci resta che costruire la tabella che fornisce la data di Pasqua in funzione dell'epatta e della lettera domenicale:

Epatta Lettera domenicale
A B C D E F G
0 16/04 17/04 18/04 19/04 20/04 14/04 15/04
1 16/04 17/04 18/04 19/04 13/04 14/04 15/04
2 16/04 17/04 18/04 12/04 13/04 14/04 15/04
3 16/04 17/04 11/04 12/04 13/04 14/04 15/04
4 16/04 10/04 11/04 12/04 13/04 14/04 15/04
5 09/04 10/04 11/04 12/04 13/04 14/04 15/04
6 09/04 10/04 11/04 12/04 13/04 14/04 08/04
7 09/04 10/04 11/04 12/04 13/04 07/04 08/04
8 09/04 10/04 11/04 12/04 06/04 07/04 08/04
9 09/04 10/04 11/04 05/04 06/04 07/04 08/04
10 09/04 10/04 04/04 05/04 06/04 07/04 08/04
11 09/04 03/04 04/04 05/04 06/04 07/04 08/04
12 02/04 03/04 04/04 05/04 06/04 07/04 08/04
13 02/04 03/04 04/04 05/04 06/04 07/04 01/04
14 02/04 03/04 04/04 05/04 06/04 31/03 01/04
15 02/04 03/04 04/04 05/04 30/03 31/03 01/04
16 02/04 03/04 04/04 29/03 30/03 31/03 01/04
17 02/04 03/04 28/03 29/03 30/03 31/03 01/04
18 02/04 27/03 28/03 29/03 30/03 31/03 01/04
19 26/03 27/03 28/03 29/03 30/03 31/03 01/04
20 26/03 27/03 28/03 29/03 30/03 31/03 25/03
21 26/03 27/03 28/03 29/03 30/03 24/03 25/03
22 26/03 27/03 28/03 29/03 23/03 24/03 25/03
23 26/03 27/03 28/03 22/03 23/03 24/03 25/03
24 23/04 24/04 25/04 19/04 20/04 21/04 22/04
25 23/04 24/04 25/04 19/04 20/04 21/04 22/04
25(G) 23/04 24/04 18/04 19/04 20/04 21/04 22/04
26 23/04 24/04 18/04 19/04 20/04 21/04 22/04
27 23/04 17/04 18/04 19/04 20/04 21/04 22/04
28 16/04 17/04 18/04 19/04 20/04 21/04 22/04
29 16/04 17/04 18/04 19/04 20/04 21/04 15/04

NOTA: per chi fosse interessato ai testi tradotti dei canoni della riforma gregoriana, è qui.

Il computo ecclesiastico della cattedrale di Strasburgo.
Il computo ecclesiastico della cattedrale di Strasburgo. Tangopaso / Pubblico dominio, tramite Wikimedia Commons
Dettaglio del computo della cattedrale di San Giovanni a Lione
Dettaglio del computo della cattedrale di San Giovanni a Lione Daderot / Pubblico dominio

C) Le feste del calendario liturgico gregoriano

Avremmo potuto studiare queste feste in base alla loro tipologia: santorale (fisse nel calendario solare) o temporale (fisse nel calendario lunare). Ma ho preferito presentarvele nell'ordine cronologico del loro ingresso nel nostro calendario. Mi sembra che così si guadagni in leggibilità. Saprete senza difficoltà collocarle in un ciclo o nell'altro.

Festa Osservazioni
Epifania
Prima domenica dell'anno
Manifestazione di Dio tra gli uomini.

Presentazione di Gesù bambino ai Re Magi, di cui l'origine è sconosciuta: Melchiorre (razza jafetica), che porta l'oro, Gaspare (razza asiatica), che porta la mirra (resina odorosa), e Baldassarre (razza africana), che porta l'incenso.

L'origine della galette des rois non è conosciuta.

Candelora
2 febbraio
L'Antico Testamento prevede, in Levitico 12, 2-8, un sacrificio speciale di due tortore per la purificazione rituale della giovane partoriente, al 40º giorno dalla nascita di un maschio, all'80º giorno dalla nascita di una femmina; da qui questa festa della "Purificazione della Vergine", celebrata il 2 febbraio, 40 giorni dopo la Natività, 33 giorni dopo la Circoncisione.
Le due tortore si trasformarono in due monete d'argento, poi in due candele (da cui Candelora), poi in due crêpes...

Martedì grasso
un giorno prima del mercoledì delle Ceneri

mercoledì delle Ceneri
40 giorni prima della Settimana santa
(settimana di Pasqua)
46 giorni prima di Pasqua

Quaresima
42 giorni prima di Pasqua

La prima domenica di Quaresima si chiama Quadragesima e, di contrazione in contrazione (Quadragesima, Quaresime, Quaresme), diventa carême.

È un periodo di 40 giorni durante i quali i cristiani si preparano alla Settimana santa facendo penitenza e digiuno.

Questo periodo è diviso in due: il giovedì della terza settimana è la *mezza Quaresima*, in cui ci si diverte.

Il mercoledì delle Ceneri segna il primo giorno di Quaresima.
Questa festa ricorda Adamo, condannato dopo il suo peccato a ritornare polvere.

La vigilia, il martedì grasso, ci si prepara alle privazioni uccidendo il bue grasso.

Carême-prenant: i 3 giorni grassi che precedono la Quaresima, e più in particolare il Martedì grasso.

Quadragesima, Reminiscere, Oculi, Laetare: domeniche di Quaresima, 6ª, 5ª, 4ª, 3ª.
Passione: seconda domenica prima di Pasqua.

Annunciazione
25 marzo salvo se
....
Annuncio dell'angelo Gabriele a Maria dell'onore che le sarebbe stato concesso di essere la madre del Salvatore del mondo.

Questo giorno, indicato nel calendario papale come annunciazione della vergine, esisteva ben prima del concepimento e della nascita di Cristo. Era infatti un giorno di festa nella Roma pagana in onore di Cibele, dea romana che altro non è se non la madre del messia babilonese.

Due preghiere vi sono associate: l'Ave Maria e l'Angelus. Luigi XI ordina che le campane suonino al mattino, a mezzogiorno e alla sera per permettere ai fedeli di recitare l'Angelus.

L'Annunciazione si festeggia in linea di principio il 25 marzo, ma:

- Se il 25 cade di domenica, la festa è rinviata al 26.
- Se il 25 (o il 26 se il 25 è una domenica) cade nella Settimana santa o nell'Ottava di Pasqua (gli otto giorni che seguono la domenica di Pasqua), la festa dell'Annunciazione è rinviata al lunedì successivo alla seconda domenica di Pasqua.

Domenica delle Palme
Domenica prima di Pasqua
Ultima domenica di Quaresima. Segna l'inizio della "Settimana santa". Commemora l'ingresso solenne di Gesù a Gerusalemme.

"*Il giorno seguente, la grande folla venuta per la festa seppe che Gesù veniva a Gerusalemme; presero rami di palma e uscirono incontro a lui gridando: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d'Israele!*" Giovanni 12,12-15

Pasqua
domenica che segue... (vedi il testo più sopra)
Festa della risurrezione di Cristo.

L'uso delle uova durante la penitenza dei quaranta giorni è vietato dalla Chiesa. Una grande quantità di uova si ritrovava così accumulata nelle provviste di casa, e il modo più rapido per sbarazzarsene era darle ai bambini.

Più tardi vennero decorate e, nel XVIII secolo, si decise di svuotare un uovo fresco e di riempirlo di cioccolato.

Giovedì santo: celebrazione della condivisione dell'ultimo pasto di Gesù con gli apostoli (3 giorni prima di Pasqua).
Venerdì santo: celebrazione della passione di Cristo (2 giorni prima di Pasqua).

Quasimodo: domenica che chiude la settimana di Pasqua.

Ascensione
40 giorni dopo Pasqua
sempre di giovedì
Commemora l'ascesa di Gesù Cristo al cielo.

I tre giorni precedenti sono le Rogazioni. Istituite nel 474 da san Mamerto, compaiono nel ciclo liturgico dal 816 sotto papa Leone III. Sono scandite da processioni destinate ad attirare la benedizione di Dio sui raccolti.

Pentecoste
50 giorni dopo Pasqua
Discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli, che poterono parlare tutte le lingue.

Risale alla Pentecoste giudaica (festa delle Settimane o festa del Cinquantesimo), che corrisponde alla promulgazione della legge mosaica 50 giorni dopo il passaggio del Mar Rosso.

Assunzione
15 agosto
Ascesa della Vergine al cielo.

Risale al pontificato di Gregorio I Magno.

Ognissanti
1º novembre

Commemorazione dei defunti
2 novembre

Deriva dalla celebrazione dei martiri, il cui numero crebbe a tal punto che divenne impossibile festeggiarli individualmente.

La tendenza era quella di fare di Ognissanti una festa dei Morti. Il concordato conservò solo il 1º novembre come giorno festivo.

NOTA: nell'Inghilterra medievale, la vigilia di Ognissanti era una festa pagana celtica durante la quale il diavolo veniva a infestare il mondo dei vivi. I Celti si travestivano da streghe e fantasmi per ingannare il demonio e si munivano di dolci per evitare di ricevere una maledizione. Questa festa, che aveva come simbolo una zucca svuotata (Jack O'Lantern), portava il nome di All Hallows Eve (vigilia di tutti i santi) ed è diventata Halloween.
NOTA 2: fino al Vaticano II, la commemorazione dei Defunti era rinviata al 3 novembre se il 2 cadeva di domenica. Oggi è invece fissa.

Avvento
4 domeniche che precedono il Natale

Natale
25 dicembre

Commemorazione della nascita di Gesù Cristo.

Avvento deriva da *adventus* (arrivo, avvento).

A partire da papa Gregorio I Magno, l'Avvento rappresenta il periodo di preparazione alla venuta di Cristo.
Comincia con la quarta domenica prima di Natale e segna l'inizio dell'anno ecclesiastico.

"Celebrando ogni anno la liturgia dell'Avvento, la Chiesa attualizza questa attesa del Messia: partecipando alla preparazione della prima venuta del Salvatore, i fedeli rinnovano il loro ardente desiderio del suo secondo avvento" (Catechismo della Chiesa cattolica).

Durante l'Avvento, gli antichi preparavano la messa di mezzanotte. La sera di Natale, si portava nel camino un grosso ceppo di legno che doveva bruciare per tutta la notte.

È nel XII secolo che la tradizione dell'albero di Natale appare in Europa, in Alsazia. Ma è nel 1521 che l'albero di Natale, o albero di Cristo, viene menzionato per la prima volta in Alsazia. All'origine rappresentava l'Albero dell'Eden nei misteri sacri recitati la vigilia di Natale sulle rive del Reno. Per decorarlo, si appendevano mele ai suoi rami.

Nel 1223 si vede prendere forma il presepe natalizio sotto l'impulso di Francesco d'Assisi.

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